Villefranche-sur-Mer: un borgo di mare sulle rive della Costa Azzurra

Siamo nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo il tratto di costa della Francia meridionale che confina con la Liguria. A pochi metri da Nizza sorge un antico villaggio di pescatori, Villefranche-sur-Mer. Incastonata in una rada tra il promontorio del Mont Boron, da una parte, e la penisola del Cap Ferrat, dall’altra, Villefranche-sur-Mer oggi è una località molto apprezzata da artisti e viaggiatori. Per fortuna, nonostante il continuo aumento dei flussi turistici, ha in parte mantenuto la sua tradizione di borgo di pescatori. Scopriamo dunque cosa fare a Villefranche-sur-Mer se si organizza una gita nell’incantevole Costa Azzurra.

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Cosa fare a Villefranche-sur-Mer

Questa è la prima immagine che ho avuto di Villefranche-sur-Mer. Direttamente dal finestrino del TER (il regionale francese) che la domenica mattina mi ha portato da Ventimiglia a qui. Avvicinandosi alla stazione, il treno ha rallentato molto permettendomi di restare incantato dal panorama ancor prima di scendere.

L’ampio territorio naturale sulle cui rive s’affaccia Villefranche-sur-Mer le permette di essere un ancoraggio sicuro, costantemente riparata dai venti e dalle correnti. Per questo motivo al largo dell’insenatura ormeggiano sempre numerose imbarcazioni.

Per alcuni aspetti, questa località mi ha ricordato parecchio Menton, anch’essa visitata in un giorno la scorsa primavera. Mi riferisco principalmente ai colori caldi delle casette che compongono la Vieille Ville, la città vecchia, che dalla stazione scende fino al porto, in un caratteristico labirinto di vicoli e scalinate.

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L’Église Saint-Michel

Tra i suggestivi angoli del borgo, spunta l’Église Saint-Michel, la chiesa principale della città vecchia. Edificata nel XIV secolo e trasformata nel XVIII in stile barocco savoiardo. Al suo interno si trova una tela raffigurante San Michele e una scultura denominata Cristo del Galeotto.

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La Rue Obscure

Prima di arrivare alla Place Pollonais, sulla quale si mostrano ristoranti e locali con tavolini all’aperto, è possibile intraprendere una via di 130 metri, interamente coperta. E’ la Rue Obscure, risalente al XIII secolo. Scavata tra gli edifici, offre la possibilità di tornare al principio, ossia sulla strada verso la stazione, evitando le impegnative scalinate del borgo.

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Le Port de la Santé e la Chapelle de Saint-Pierre

Di fronte a Place Pollonais, si trova il porticciolo di pesca della cittadina, le Port de la Santé, che raduna tutto l’anno imbarcazioni medio/piccole e yacht. Passeggiando sul molo, si possono scattare splendide fotografie alle case color pastello di Villefranche-sur-Mer, i tavoli dei ristoranti di fronte e le barche ancorate.

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Proprio qui ogni anno, a fine febbraio, avviene il cosiddetto Combat Naval Fleuri. Trattasi di una manifestazione esistente dal 1902 dove le tipiche barche a punta della Costa Azzurra, chiamate Pointus, rigorosamente addobbate, fanno la guerra a colpi di fiori con le migliaia di persone presenti sulle banchine.

Nei pressi del porticciolo è collocata la Chapelle de Saint-Pierre, visitabile al costo di 3€.  Questa cappella romanica era un tempo usata dai pescatori come ricovero per le reti. In seguito è stata completamente affrescata e restaurata dal poeta e disegnatore francese Jean Cocteau. All’interno è possibile osservare qualche fase della vita di San Pietro, purtroppo senza la possibilità di scattare foto.

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Citadelle Saint-Elme e Port Royal de la Darse

La Citadelle Saint-Elme è una struttura fortificata fatta costruire nel 1557 da Emanuele Filiberto, duca di Savoia, con lo scopo di difendere la città dagli attacchi via mare. Dal 1981 è Monumento Storico e oggi ospita il Municipio, un centro conferenze e diversi musei.

Si può entrare gratuitamente, da lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 17.30.

villefranche-sur-mer citadelle

Suicidio in progress….

 

Scendendo una scalinata ci si può immettere nel Chemin de Ronde, una passeggiata che costeggia il forte e reca al Port Royal de la Darse, ovvero l’antico porto militare di Villefranche-sur-Mer.

In passato, Vittorio Emanuele II ha concesso in affitto alcuni punti della Darsena alla marina russa, che ha condotto importanti studi oceanografici. A testimoniare ciò, la presenza di un importante osservatorio che conta centinaia di persone, fra ricercatori e ingegneri.

Le Fort du Mont Alban

Il Porto è un buon punto per riforcillarsi di cibo (semplice panino per me) e iniziare la scalata fino al Fort du Mont Alban, situato nel Parc Forestier du Mont Boron.

Dopo diversi gradini, si arriva sulla Basse Corniche, da cui, fatti pochi metri, comincia il sentiero nella natura che porta al forte. E’ un percorso adatto a tutti, senza rischi e difficoltà. Certo, c’è da salire un pò! In media la durata è di 45 minuti abbondanti, ma trascorrono piacevolmente, grazie anche agli scorci che sbucano tra la macchia mediterranea.

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Sulla punta del parco del Mont Boron, ecco il Fort du Mont Alban, un’imponente costruzione difensiva che divide praticamente Villefranche-sur-Mer da Nizza. La visita al forte costa 5€, ma è necessario prenotare in anticipo.

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Il vero motivo che mi ha portato sin qui sono i panorami strepitosi che offre questo luogo. Da una parte la vista spazia su Villefranche, il Cap Ferrat e oltre, mentre dall’altra ecco all’improvviso comparire Nizza, a cui si arriva dopo una tranquilla discesa di circa tre quarti d’ora.

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Cosa vedere a Colmar in 24 ore

Colmar è stato il mio primo impatto con l’Alsazia. Raggiunta dall’aeroporto di Strasburgo in macchina, sono arrivato in tardissima serata. L’hotel, prenotato dalla mia agente di fiducia, è il Kyriad, situato a dieci minuti a piedi dal centro storico, in una zona tranquillissima. Fino a quel momento mi ero limitato ad osservarla in foto o leggerla negli articoli online di altri viaggiatori, sognandola da diverso tempo. Così, approfittando di un weekend lungo, ho deciso di prenotare il soggiorno, grazie a un volo diretto molto comodo da Nizza. E pensare che sembrava non dovessi partire: sciopero di alcuni treni da Ventimiglia a Nizza e arrivo con un’ora e mezza di ritardo in aeroporto. Poi per fortuna è andato tutto per il meglio, anzi mi è dispiaciuto non essermi potuto fermare più a lungo. Tornando all’articolo, scrivo di cosa vedere a Colmar in 24 ore.

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Cosa vedere a Colmar in 24 ore

  • La Petite Venise
  • Maison Pfister e Maison des Têtes
  • La collegiata di San Martino
  • Il Koïfhus

 

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La Petite Venise

Ecco la zona più pittoresca di Colmar, quella che avrete già visto e rivisto in centinaia di foto su instagram. In effetti è il vero fiore all’occhiello della città, grazie al fiume Lauch che l’attraversa, fiancheggiato da coloratissime case a graticcio del XVII e XVIII secolo.

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La Petite Venise vista dal Pont Saint Pierre (Rue de Turenne)

 

Siamo nel quartiere Krutenau, un tempo abitato dalla corporazione dei giardinieri. A Colmar ci sono diverse zone del centro appartenenti ad antiche corporazioni, sono piccoli quartieri che si articolano lungo le vie. E’ il caso della Rue des Tanneurs, dove nei piani superiori delle case i conciatori facevano essicare le pelli, oppure il Quai de la Poissonnerie, dove la corporazione dei pescatori si occupava della conservazione e la vendita dei pesci.

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Nei pressi del Pont Saint Pierre, da cui si gode di un’ottima vista sulla Petite Venise, ci si può rivolgere a quest’associazione che in trenta minuti ti porta in giro per il quartiere, a bordo di un’imbarcazione di legno. Il costo è di 6 euro e si passa attraverso i bassissimi ponti di Colmar che, se non mi accucciavo, rischiavano di farmi mooolto male! Ecco, gli svantaggi di essere 190 cm!!!

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Maison Pfister e Maison des Têtes

Due tra gli edifici più fotografati della vecchia Colmar. Oggi sono considerati un simbolo della città.

La Maison Pfister risale al 1500, ma è stata abitata e restaurata dalla famiglia Pfister tra il 1841 e il 1892. Colpisce per il particolare design ad angolo, con le due facciate ornate da affreschi di scene bibliche e imperatori germanici.

La Maison des Têtes è un edificio di età rinascimentale, chiamato così per le oltre 100 teste scolpite sulla facciata. Oggi ospita un hotel a cinque stelle.

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La collegiata di San Martino

Il cuore della città è rappresentato dalla Place de la Cathedral, ove è situata la Collegiata di San Martino. Si tratta di una delle chiese principali di tutta l’Alsazia, realizzata in stile gotico nel 1200. A causa di un incendio avvenuto tre secoli dopo, il tetto è stato ricostruito. Dal 1840 è Monumento Storico di Francia.

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Più che l’interno, questa cattedrale, così chiamata dai cittadini di Colmar, colpisce da fuori per la sua maestosità e le tonalità di colore usato per abbellirla. Peccato per i parcheggi che la circondano, non si riesce a fotografarla nella sua interezza.

Il Koïfhus

Nella Place de l’Ancienne Douane sorge il Koïfhus, l’edificio pubblico più antico della città. Un tempo le attività commerciali di Colmar passavano per il Koïfhus, sviluppato su due piani. Al primo erano presenti il magazzino di conservazione delle merci e l’ufficio di tassazione, mentre al secondo avvenivano le riunioni della Décapole, la federazione delle dieci città più importanti d’Alsazia.

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Di fronte alla costruzione, le tipiche bancarelle colorate pronte per i Mercatini di Pasqua. Me li sono persi per pochi giorni, visto che sono iniziati il 29! Ogni anno, per circa due settimane, nella Place de l’Ancienne Douane e la Place des Dominicains si svolgono questi tradizionali mercatini. Un ulteriore motivo per visitare “la Venezia d’Alsazia”, a zonzo tra le bancarelle che propongono specialità locali, souvenirs, lavori artigianali, fiori e manufatti vari.

 

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Mangiare a Colmar

A Colmar, e in Alsazia in generale, ho mangiato benissimo. Ovviamente sono andato in posti tipici, alcuni consigliati da blogger e amici che ringrazio ancora per l’ottimo spunto.

E’ il caso della Winstub La Taverne, posizionata nel centro storico, all’interno di un’antica casa alsaziana. Un ristorante dall’atmosfera tranquilla e familiare, un ambiente molto caratteristico grazie alla presenza di grosse travi in legno che dividono gli spazi nel locale.

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Qui ho assaggiato la deliziosa Tarte Flambée, consistente in una specie di focaccia sottilissima ricoperta solitamente da pancetta, erbe aromatiche, cipolle e panna acida. Io invece ho scelto quella Munster, interamente a base di formaggio alsaziano.

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Riguardo al pranzo, mi sono fermato in un bar di cui non ricordo assolutamente il nome. Mi ricordo però di cosa mi sono nutrito, ovvero Quiche e Croque Monsieur.

La Quiche è una torta salata, il cui ripieno consiste in uova, pancetta e formaggio.

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Il Croque Monsieur è un tramezzino grigliato, farcito con prosciutto e formaggio.

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Visitare l’Alsazia: i borghi di Eguisheim e Riquewihr

Quando ho prenotato per il mio weekend lungo di fine marzo in Alsazia, avendo solo due giorni e mezzo a disposizione, non avrei mai pensato di dedicare del tempo ad altri borghi all’infuori di Colmar e Strasburgo. La decisione di spingermi oltre, giusto per qualche ora, lungo la celebre Route des Vins (Strada dei Vini, ovviamente), è stata presa sul momento. Si è trattato quindi di un’improvvisazione che devo dire mi ha lasciato soddisfatto, permettendomi di visitare l’Alsazia meno intaccata dal turismo di massa, quella dei borghi situati nei dintorni, come Eguisheim e Riquewihr.

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Visitare l’Alsazia: Eguisheim

Percorrendo la Strada dei Vini in direzione Mulhouse, maggiore centro del dipartimento dell’Alto Reno, a 10 minuti da Colmar si trova Eguisheim, un paesino di appena 1600 anime. Eppure, pare che sia il villaggio preferito in assoluto dai francesi. E’ una delle capitali enogastronomiche dell’Alsazia, con più di 300 ettari di vigneti e numerose cantine pregiate.

Il primo impatto l’ho avuto con il pigeonnier, un antico edificio che un tempo ospitava i piccioni.

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Eguisheim mi ha colpito molto grazie alle sue viuzze che s’intersecano e offrono scorci meravigliosi, tra le tipiche casette colorate coi balconcini sui quali spuntano vasi di fiori. E’ dunque bello girare per il borgo senza porsi una meta, perdersi tra i vicoletti fermandosi a scattare fotografie caratteristiche di una regione che fa innamorare.

La forma di Eguisheim è circolare, con una cinta muraria a doppia parete costruita nel Medioevo a scopo difensivo.

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La piazza principale ospita il Castello dei Conti, intitolato al Papa Leone IX, le cui reliquie sono conservate nella cappella di San Leone.

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Visitare l’Alsazia: Riquewihr

Dalla parte opposta rispetto a Eguisheim, in direzione Strasburgo, si trova l’altro borgo pittoresco in cui ho fatto tappa: Riquewihr.

A solo 15 km da Colmar, ecco un altro villaggio amatissimo in Francia, dalle tipiche caratteristiche alsaziane. Si presenta con uno stradone, Rue de General de Gaulle, che attraversa il centro storico, intersecato da vie secondarie, ma non per questo meno belle.

La Rue è costeggiata sui lati da antiche case risalenti a XV e XVI secolo, con evidenti travi di legno in rilievo e balconcini fioriti, come la Maison Au Kasaiblin, la Maison Liebrich o la Maison Preiss-Zimmer.

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Il simbolo del borgo è la Torre Dolder, facente parte dell’originaria cinta muraria. Alta 25 m, era una porta d’accesso alla città e aveva il compito di avvistamento e protezione in caso di attacchi nemici. Oggi ospita il Museo di Storia Locale.

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Il Dolder non è l’unica torre presente a Riquewihr. Ci sono anche la Tour Heller, la Tour des Anabaptistes e la Tour des Voleurs. Quest’ultima è la Torre dei Ladri, di forma pentagonale, che ospita la Sala della Tortura, dove sono esposti gli oggetti utilizzati in passato dai carcerieri contro i delinquenti per farli confessare.

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Un giro a Strasburgo, capitale dell’Alsazia

Durante il mio recente weekend in Alsazia, ho scoperto con piacere la città di Strasburgo, il maggiore centro di questa lingua di terra situata nella Francia orientale. L’Alsazia è una regione bellissima che merita di certo più che una semplice visita come la mia. Una regione al confine con Svizzera e Germania, fortemente influenzata dai costumi e delle tradizioni di quest’ultima che si uniscono alle caratteristiche francesi, dando vita a un luogo unico. Fra le immense distese di vigneti, sorvegliate da imponenti castelli, sorgono pittoreschi villaggi di case a graticcio, affacciate sulla celebre Route des Vins, un itinerario di 120 km che parte da Marlenheim, a nord, fino ad arrivare a Thann, nel dipartimento dell’Alto Reno. In questo articolo mi soffermerò su cosa vedere a Strasburgo, la città principale e una delle più belle di Francia.

Purtroppo sono riuscito a dedicare poco tempo a Strasburgo, come del resto all’Alsazia in generale. Avrei potuto trascorrerci più ore, ma non ho voluto perdermi due paesini nei dintorni di Colmar e lo splendido castello di Haut-Koenigsburg. Per il giro mi sono affidato, con riscontro positivissimo, all’Ufficio del Turismo situato in Place de la Cathédral. La signora Géraldine è stata molto gentile nel mettermi a disposizione lo Strasbourg Pass, pieno di ingressi gratuiti o scontati a monumenti, chiese, musei ed esperienze.

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Appartenuta nel corso della sua storia un pò alla Germania e un pò alla Francia, Strasburgo è oggi una città dalle due anime: quella moderna, grazie alle istituzioni politiche come il Parlamento Europeo e la Corte dei Diritti dell’Uomo, e quella antica, con lo splendido centro storico, la Grande Île, dichiarata Patrimonio Unesco nel 1988.

Ecco, ho impostato il mio soggiorno proprio sulla visita di questa parte di Strasburgo, comprendente i quartieri di Centre-Ville e Petite France. Comodissimo raggiungere il centro dall’hotel dove ho prenotato, l’Hotel Pax, posizionato in Rue de Faubourg National. Se siete in macchina, l’hotel dà la possibilità di posteggiarla in un parcheggio sotterraneo a pagamento (sui 10€ al giorno). Da qui basta attraversare il ponte per ritrovarsi sulla Grand Rue, la strada principale.

 

Cosa vedere a Strasburgo

Partiamo proprio dalla Grand Rue in direzione centro storico. Se arrivate la mattina, vi consiglio la colazione all’Atelier 116, un posticino molto carino che serve pain au chocolat deliziosi! All’interno c’è pure il wifi gratuito, oltre che una buona scelta di cibi, per i diversi momenti della giornata.

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– La Cathedrale de Notre-Dame

Dopo la colazione la prima tappa che consiglio è la splendida Cathedrale de Notre-Dame. Situata nella Place de la Cathedrale, colpisce fin da subito per la sua maestosità e imponenza. I suoi lavori sono iniziati nel 1015 e sono durati fino al 1439; tuttavia la Cattedrale non è stata completata. Infatti è presente una sola torre, anzichè due. La guglia di questa torre regala alla Cattedrale un’altezza di ben 142 metri.

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La parte esterna viene considerata il più grande libro a cielo aperto del Medioevo. Lo scrittore francese Victor Hugo l’ha definita “un prodigio gigantesco e delicato”. Sulla facciata sono raffigurati diversi episodi della vita di Gesù.

L’interno è piuttosto semplice, con belle vetrate colorate, l’Orologio Astronomico e il Pilastro degli Angeli.

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Imperdibile la salita alla terrazza panoramica della Cattedrale. Dopo 332 gradini di scala a chiocciola, la vista su Strasburgo è semplicemente meravigliosa. Soprattutto al tramonto, quando gli ultimi raggi di sole creano un effetto particolare sui tetti della città.

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Orari: tutti i giorni, 9.30-11.15 / 14.00-17.45

– Place de la Cathedrale

Nella piazza principale della Grande Île non c’è solo la sfarzosa Cattedrale. Si prende infatti una meritata foto anche la storica Maison Kammerzell, la più bella casa di Strasburgo. Inizialmente appartenuta al commerciante di formaggi Braun, è fatta di pietra per quanto riguarda la parte più bassa e di legno il lato superiore, tappezzato da scene sacre della Bibbia. Si chiama Kammerzell perchè fu quest’ultimo ad acquistarne la proprietà nel 1806. Oggi è un rinomato ristorante.

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Maison Kammerzell

 

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– Le piazze di Strasburgo

Ok, è un pò generico. Ma vi posso assicurare che sono rimasto super affascinato dalle bellissime piazzette della città, una meglio dell’altra. Angolini colorati, brulicanti di gente seduta ai tavolini dei bar e dei ristoranti, in mezzo alle solite case a graticcio. Sarò ripetitivo, ma a me verrebbe voglia di viverci lì dentro!

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Place du Marché-Gayot

 

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Place du Chateau

 

Quest’ultima piazza si trova accanto alla Cattedrale ed è molto frequentata per via del Palais des Rohan, comprendente 3 musei: il Museo Archeologico, il Museo delle Arti Decorative e il Museo di Belle Arti, uno dei più apprezzati in Europa.

Qui dietro potrete imbarcarvi sul battello che vi porterà alla scoperta della città lungo il fiume Ill.

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Orari: lun-sab 10-18. Chiuso il martedì.

Se siete amanti delle chiese, non perdetevi la Chiesa di San Tommaso (église de Saint-Thomas), un bell’esempio di architettura gotica alsaziana.

– La Petite France

Il quartiere più caratteristico e pittoresco della città. Qui un tempo vivevano pescatori, mugnai e conciatori, all’interno di antiche case del XVI secolo adagiate sui canali d’acqua. Nonostante pure la sera faccia un certo effetto, sono convinto sia molto più suggestivo venire qua al mattino, specie se è una bella giornata di sole. Gli scorci sono da cartolina, grazie anche al fatto che le casette si riflettono nell’acqua. La particolarità delle abitazioni è che possiedono ampi cortili interni e grandi tetti dagli spioventi aperti sui granai, dove un tempo venivano fatte asciugare le pelli.

Ci si arriva tranquillamente dalla Grand Rue, deviando a destra più o meno nei pressi dell’Atelier 116, il luogo che ho consigliato all’inizio del post per colazioneggiare.

 

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Proseguendo lungo le stradine del quartiere, si giunge ai Ponts Couverts, ossia i ponti coperti, nonostante abbiano perso la copertura nel 1700. Sono dominati da quattro grosse torri che avevano compiti di difesa dagli attacchi nemici.

Immediatamente dietro ecco la Diga Vauban, detta anche “Grande Ecluse”, perchè in caso di necessità permetteva di inondare la parte sud di Strasburgo. Su di essa è stato costruito un belvedere panoramico, da dove si ha un’ottima visuale sulla Petite France.

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Diga Vauban

 

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Riguardo la cena, non ho avuto una grande esperienza alla Chaine D’Or. Tuttavia ho assaggiato la choucroute alsacienne, specialità tipica dell’Alsazia. Non è che mi ha fatto impazzire, eh! Invece, la tarte flambée, altro piatto locale, si è rivelata una squisitezza; ma l’ho mangiata a Colmar, dunque ne parlerò nell’articolo dedicato.

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Una giornata a Mentone, perla della Costa Azzurra

Su Mentone, cittadina francese di quasi 30.000 abitanti, aleggia una leggenda. Si narra infatti che Eva, prima di essere cacciata dall’Eden, rubò un frutto color oro dal giardino. Quando arrivò nella baia di Garavan, il posto le ricordò così tanto il paradiso che decise di interrare il frutto. Da qui deriva la grande quantità di limoni che da sempre contraddistingue la città.

Ogni anno, a febbraio, per due settimane Mentone vive la Fête du Citron. Questo evento, la Festa del Limone, attira annualmente più di 200.000 visitatori da tutto il mondo. Sfilate diurne e notturne, trampolieri, spettacoli musicali, giochi di luce e visite ai giardini decorati. Il programma è veramente interessante, tutto chiaramente si rifà al tema principale, il limone. L’anno prossimo mi piacerebbe partecipare a questo evento, una domenica magari!

In questo periodo, a pochi passi da Mentone, ha anche luogo il famoso Carnevale di Nizza. Ci sono stato due anni fa ed è una manifestazione bellissima, sfilano carri imponenti e ben fatti. Poi Nizza tra l’altro merita una visita a prescindere da questa festa, è una città molto pittoresca. Potreste dunque prendere due piccioni con una fava 😛

COME ARRIVARE A MENTONE

  1. In auto: Mentone è praticamente attaccata alla Liguria, dista infatti solo 11 km da Ventimiglia. Conviene prendere la A10 (Autostrada dei Fiori) e proseguire sull’autostrada francese A8.
  2. In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Nizza, distante una quarantina di minuti d’auto.
  3. In treno: da Ventimiglia c’è il treno comodo per le due stazioni, Menton e Menton Garavan. Il costo è di 1,50 € a tratta.
  4. A piedi: beh, non ci ho mai pensato.. ma la riviera ligure che si fonde nella Costa Azzurra regala panorami indimenticabili. Potreste provarci…

Sono venuto a Mentone il 2 giugno, giorno festivo in Italia. A dire il vero è stata una decisione molto improvvisata, presa all’ultimo. Non ho badato alle condizioni meteorologiche che purtroppo, scoperto dopo, non erano proprio buone. In ogni caso, senza tanti programmi, ho preso il treno regionale da Savona a Ventimiglia e poi quello francese fino a destinazione.

Ci sono due stazioni distinte, Menton Garavan e Menton. Io sono sceso a quest’ultima che si trova nella città moderna. Dirigendosi verso il mare si raggiunge la Promenade du Soleil, una passeggiata a bordo delle spiagge ricca di tavolini e dehors. Doveroso qui abbuffarsi di pesce fresco o aperitivare con un bicchiere di pastis, bevanda alcolica a base di anice e spezie.

La direzione giusta è a sinistra, verso l’Italia. Si oltrepassa il casinò e dopo 10 minuti si arriva a una fortezza seicentesca che attualmente ospita il Museo Jean Cocteau. Salendo le scale, una breve passerella sul bastione conduce al faro.

Siamo di fronte al porto di Mentone, proprio sotto la città vecchia. Questo è il panorama che si presenta davanti.

Salta subito agli occhi questo agglomerato di case colorate, addossate l’una all’altra, che si inerpicano su per la collina, la Colla Rogna. Ricorda molto le abitazioni liguri, color pastello, piuttosto strette e sviluppate in verticale.

Il centro storico è un incantevole dedalo di stradine e scalini che salgono verso il Cimitero del vecchio castello. Le vie del cimitero sono affollatissime di tombe, si pensa che Mentone sia stata l’ultima dimora degli aristocratici russi e britannici. La vista da qui è spettacolare, spazia dal porto fino all’Italia.

« De ce cimetière, la vue s’étend à gauche, sur l’Italie jusqu’à la pointe où Bordighera allonge dans la mer ses maisons blanches, à droite jusqu’au Cap Martin qui trempe dans l’eau ses flancs feuillus ». [Guy de Maupassant]

Poco sotto il cimitero, prima di riscendere i vicoletti verso il mare, ci si può fermare per ottime fotografie ai tetti rossastri della città.

Vieux Menton è caratterizzata dalla presenza di architettura barocca, visibile in Piazza della Concezione nelle due chiese presenti: la Basilica di San Michele e la Cappella dei Penitenti Bianchi. Non sono stato all’interno, per ragioni di tempistica e poi perchè volevo godermi di più il paesaggio. Interessante però la scalinata a rampe che scende fino al porto.

 

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Verso l’una è uscito un pò di sole, quindi ho deciso di rifornirmi in una panetteria e iniziare la seconda tappa della gita. Ossia il percorso a piedi tra Mentone e il Principato di Monaco. La durata è di circa 6,5 km solo andata. In totale da Mentone Vecchia ho impiegato 3 orette.

Bisogna tornare indietro sulla Promenade du Soleil fino al termine del lungomare di Mentone e poi intraprendere la Promenade Le Corbusier. Più precisamente il sentiero “Littoral”, un tempo chiamato “Sentiero dei Doganieri”.

Proseguendo a piedi, inizia il percorso, fatto sia di pianura sia di gradini a salire o scendere, a pochissimi metri d’altezza sul mare. Man mano che si cammina, tra l’odore di iodio, la fitta vegetazione di pini e fiori e scorci favolosi, si apre di fronte agli occhi lo scenario di Montecarlo in lontananza.

Vi consiglio di portarvi bottigliette d’acqua. Fa caldo e il sole picchia forte, oltretutto le scalinate ti ammazzano le gambe! La strada per Montecarlo è ben segnalata e adatta a tutti senza alcun tipo di problema, sia bambini che anziani. Si passa la stazione ferroviaria di Roquebrune Cap-Martin e ancora avanti tutta fino ai primi segnali monegaschi.

A Monaco sono stato molto poco, giusto un’oretta, prima di prendere il treno e tornare a Ventimiglia. In così poco tempo ho però potuto constatare la differenza abissale con Mentone. Due mondi proprio separati. Strade affollate, traffico continuo, Ferrari e Lamborghini a gogo, negozi di lusso, grattacieli e hotel d’élite. Non sono stato a girarla molto, ho giusto fatto due foto al celebre Casinò e una panoramica. A prima vista, non mi ha trasferito molto come città.