Una domenica d’autunno in visita alle Cinque Terre

Quando si parla di Cinque Terre ci si riferisce a un vero e proprio gioiellino visitato da gente proveniente da ogni dove. Penso che due giorni siano perfetti per visitare i cinque borghi liguri. Io avevo solo una giornata a disposizione, domenica 1 novembre, quindi ho fatto un pò di fretta. Comunque nonostante non mi sia soffermato molto sui paesini, sono riuscito a vederli tutti organizzandomi sia coi treni sia con i sentieri da fare a piedi.

Munitevi di Cinque Terre Card per i treni, costa 16 € e dà la possibilità di spostarsi a piacimento tra Levanto e La Spezia (e viceversa). Inoltre con questa si può accedere al Parco per percorrere i sentieri. Conviene farla anche perchè non tutti i percorsi sono aperti e quindi il treno diventa indispensabile. Consiglio di evitare assolutamente la macchina, in quanto i parcheggi sono pochi, fuori dal centro e a pagamento. La cosa migliore è lasciare l’auto a La Spezia o Levanto e poi muoversi per via ferroviaria.

Oltre a questa carta, vi consiglio di iniziare il giro belli freschi e riposati, sarà una giornata intensa e stancante, ma gratificante.

Da amante degli spazi aperti e degli scorci panoramici, ho lasciato perdere visite a chiese, torri, castelli e monumenti vari. Ce ne sono diversi in ogni paese, ma avendo poco tempo mi sono concentrato sul girare a piedi alla ricerca di angoli interessanti da immortalare.

Treno mattutino da Savona e via.. Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Questo è l’ordine delle “terre” in direzione La Spezia.


Monterosso al Mare

 

Sceso alla stazione di Monterosso, è il primo borgo che ho incontrato sul mio cammino. Un mercatino sul lungomare mi ha condotto, attraverso una piccola galleria, al centro cittadino. Definita dal poeta Montale “paese roccioso e austero, asilo di pescatori e contadini”, è la più grande delle Cinque Terre e presenta la spiaggia più vasta. Dopo una buona colazione a base di cappuccio e brioches, mi sono addentrato nei suoi vicoletti caratteristici. Un tempo era cinta da diverse torri, ora sono rimaste solo quelle del Castello, la Torre medievale della Chiesa di San Giovanni e la Torre Aurora.

Per raggiungere Vernazza ho deciso di percorrere il sentiero azzurro di circa un’oretta e mezza. Inizia subito con una ripida salita, per poi assestarsi a livello abbastanza pianeggiante. Nonostante la fatica e il caldo (stupenda giornata di sole), ho attraversato i monti godendo di spettacolari panorami sul mare in contrasto col verde della natura ligure.

Tipici terrazzamenti liguri. Qui è rinomata la coltivazione dell’olivo e della vite.

 

Vernazza

 

Ho cominciato a intravedere Vernazza scendendo giù dal sentiero: un grazioso porticciolo e una mini spiaggetta protetti tutt’intorno da case color pastello attaccate l’una all’altra.

Considerata a detti di molti, ma non per me, la più affascinante, in passato ha avuto importanza per il fattore navale, in quanto punto di approdo delle navi che ostacolavano i saraceni.

Intriganti le arpaie, ossia le ripide scalinate che incrociano le vie del centro storico.

 

Corniglia

 

In attesa del treno che mi avrebbe portato in pochi minuti a Corniglia, ho pranzato. Focaccia col formaggio tipo Recco e focaccia semplice. Ahhhh la focaccia… non potete capire 😛

Ma passiamo a Corniglia. Questo borgo si differenzia dagli altri cinque per il fatto di essere “scollegato” col mare. E’ infatti arroccato su una scogliera con una vista incredibile sul Golfo dei Poeti. Dalla stazione ho dovuto farmi una salita importante di 377 scalini che mi ha portato al centro del paese.

La scalinata, detta Lardariana, porta alla Chiesa di San Pietro. Via Fieschi è la stradina principale che da lì conduce al belvedere di Santa Maria. Qui sembra di essere quasi sospesi nel vuoto, un bellissimo e vastissimo panorama fa da padrone.

Molto interessante il minuscolo centro storico, un dedalo di viuzze e caruggi stretti ricavati nella roccia del promontorio. Le piantine di basilico sulle finestre o accanto alle porte donano un pò più di -permettetemi il termine- ligurianità.

 

Manarola

 

Manarola è a mio avviso il borgo più pittoresco delle Cinque Terre. Dalla parte alta della cittadina, ove è presente la Chiesa di San Lorenzo, sono sceso fino al mare. Lungo la strada tanti negozi di souvenir locali in cui fermarsi ad acquistare un ricordino. Le barche poste ai lati delle vie del paese comunicano sensazioni di usi e costumi che non si sono mai persi, come il lavoro notturno dei pescatori in mare e il rientro al mattino presto col bottino pescato.

Inutile dire che mi sono innamorato degli scorci di Manarola. Densi agglomerati di case colorate addossate l’una all’altra.

Senza dimenticarci che dalla stazione di Manarola parte la celebre Via dell’Amore che la collega con Riomaggiore, l’ultima terra venendo da ponente. Ne ho percorso solo un piccolo tratto, anche perchè la restante parte è chiusa. E’ stata chiusa nel 2012 per via di una frana. La riapertura totale del sentiero è prevista per aprile 2018, dunque dai non manca così tanto 🙂

 

Riomaggiore

 

Ultima tappa della mia giornata spezzina è Riomaggiore. La sensazione iniziale che dà questo paese è di maestosità rispetto agli altri. Probabilmente ho percepito questa sensazione per le tipiche case cittadine che si sviluppano in verticale. Una particolarità interessante è che le abitazioni presentano una doppia entrata, sia sul fronte che sul retro. In passato erano una sorta di via di fuga durante le incursioni dei saraceni.

Dal porticciolo di Riomaggiore ho preso il battello per tornare a Monterosso. 10€ di biglietto per godermi il tramonto sulle Cinque Terre direttamente dal mare. Ne è valsa la pena.

Riomaggiore
Manarola
Corniglia

E uno splendido sole rossastro sul mare…

Da Monterosso col treno sono tornato a casa. Una gran bella domenica, decisamente. 🙂

Per aggiornamenti sui numerosi sentieri, chiarimenti sulla Cinque Terre Card e info utili sul paesaggio, rivolgetevi qui.

7 thoughts on “Una domenica d’autunno in visita alle Cinque Terre”

    1. Mi sembra un ottimo motivo! Credo siano affascinanti pure col cielo nuvoloso.. peró direi che in primavera inoltrata è il momento migliore, senza il pienone estivo e con un ottimo clima! ?

  1. Ho un ricordo lontano delle Cinque Terre. Un’estate di alcuni anni fa avrei dovuto fare una vacanza in Sardegna con la famiglia, ma mio nonno stette male e fummo costretti a disdire tutto. Quindi ripiegammo su 5 giorni alle 5 terre (giuro, erano cinque giorni ahaha). Ricordo un bellissimo agriturismo (La Scortica) e posti meravigliosi. Ci voglio assolutamente tornare in veste di “blogger” 😀

  2. Sono stata alle Cinque Terre la scorsa estate in motocicletta ma voglio tornare in bassa stagione perchè non trovammo parcheggio a Monterosso. Bella l’idea del battello. Lo farò anch’io! 🙂

  3. E’ una vita che voglio tornare alle Cinque Terre… ora che è tornata la primavera spero di trovare l’occasione per farci un salto! Stupende le foto, complimenti! Mi hanno fatto venire ancora più voglia di tornarci 🙂

    1. Grazie mille, ma i complimenti vanno tutti a loro.. sanno meravigliare!
      Ne vale la pena! Pure io non ci andavo da tanti anni, poi la volta che ci sono tornato mi sono impressionato come fosse la prima volta! ☺️

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