#unafotoalgiorno: una settimana in Valsesia

Leggendo l’iniziativa proposta da OneTwoFrida, ho pensato di mostrarvi il mio itinerario fotografico di una settimana in Valsesia attraverso sette scatti che hanno caratterizzato le mie giornate. La Valsesia è innanzitutto una vallata in provincia di Vercelli, prende il nome dal fiume Sesia ed è considerata la valle più verde d’Italia. Durante la vacanza, c’è stato spazio per fare una scappatella in Valle d’Aosta con la funivia e una tappa veloce a Casale Monferrato, sulla via del ritorno.

Nel post, parlo sia al singolare che al plurale: alcune cose le ho fatte con la famiglia, altre per conto mio.

Come potrete vedere, questa valle dell’Alto Piemonte mi ha colpito in positivo, lasciandomi ottimi ricordi. Oltre alle classiche escursioni, con viste mozzafiato, c’è altro. Per esempio i borghi che ne fanno parte, deliziosi, con caratteristici tetti di lastre di pietra, e vasi di fiori lungo le strade e sui balconi. Oppure piatti tipici molto gustosi come per esempio la polenta concia, arricchita con burro e toma, e le miacce, impasti di farina, latte e uova, fatti scaldare su delle piastre e unti con il lardo.

Una settimana in Valsesia

Giorno 1 – Alagna Valsesia

Una settimana in Valsesia alagna

Alagna, dove abbiamo soggiornato, è situata a 1200 metri, proprio ai piedi del Monte Rosa.

Molto particolari le case Walser, chiamate così proprio perchè costruite e abitate da un’antica popolazione di lingua tedesca. Per motivi di sovrappopolamento nei loro luoghi originari, in Svizzera, decisero di attraversare le alpi e scendere in Italia per trovare nuove terre e dar vita a delle comunità. Di questo insediamento ci rimangono appunto le case, sviluppate su tre piani. Al seminterrato, in pietra, c’è la stalla e l’angolo dedicato al soggiorno e alla cucina; al primo piano, in legno, le camere da letto; all’ultimo il fienile. Le balconate con le griglie servono per essicare canapa, fieno e segale.

Giorno 2 – Rassa

Una settimana in Valsesia rassa

La mattina del secondo giorno ci siamo recati al Rifugio Pastore, dove abbiamo anche pranzato. Il rifugio si raggiunge da Alagna in circa 45 minuti di piacevole camminata.

Nel pomeriggio ho optato per andare a Rassa, a mio avviso il paese più pittoresco della Valsesia. E’ un comune di appena 66 abitanti.  Non facciamoci ingannare dalle dimensioni: merita una visita!

Giorno 3 – Passo Foric

Una settimana in Valsesia passo foric

La giornata più pesante, ma anche più gratificante. Vestito supercasual, mi sono incamminato per un’escursione tranquilla. Dopo un’oretta sono arrivato presso un rifugio e ho mangiato lì. Ho incontrato la receptionist del residence e abbiamo deciso di proseguire insieme. Tra una parola e l’altra, tra una foto e una pausa, siamo arrivati finalmente al Passo Foric: 2400 metri. Le vedute che offre questa posizione sono stupende, panorami da cartolina, completamente immersi nella natura. Soddisfatti del percorso compiuto, ce ne siamo tornati giù a piedi. Abbiamo infatti perso l’ultimo ritorno in funivia!

Giorno 4 – Gressoney St. Jean

Una settimana in Valsesia gressoney saint jean

Il mio quarto giorno l’ho trascorso fuori Valsesia, a dire il vero fuori regione. Tramite tre funivie sono arrivato a Gressoney St. Jean, in Val d’Aosta. Per un guasto tecnico, ho vissuto uno spiacevole episodio, rimanendo bloccato in funivia durante il tragitto per una ventina di minuti. Gressoney è piccolino, il centro si compone di piazzette e viuzze. Dopo un pranzo non proprio economico, ho passeggiato a fianco del fiume Lys, scattando questa bella foto allo splendido panorama che mi è parso davanti agli occhi.

Giorno 5 – Hydrospeed

Una settimana in Valsesia hydrospeed sport

L’Hydrospeed è uno sport acquatico che ho provato presso EddyLine a Campertogno. Esperienza di due orette, a bordo di un bob galleggiante, lungo le rapide del Sesia. Mamma mia quante ginocchiate! In certi momenti ho avuto anche un pò di paura, non essendo pratico, ma nel complesso è un’avventura che mi sento di consigliare. Ho potuto assaggiare la dirompenza e la forza del fiume, è pura adrenalina. Per fortuna ho beccato una bella giornata di sole, mi sono divertito, con uno sguardo al bellissimo scenario delle montagne.

Giorno 6 – Varallo

Una settimana in Valsesia sacro monte varallo

Il penultimo giorno, una domenica grigia, siamo andati a fare un giro a Varallo, il comune più grande della Valsesia e della provincia di Vercelli. Qui, mediante la cabinovia, siamo saliti al famoso Sacro Monte di Varallo. E’ un luogo di culto costituito da una basilica e quarantaquattro cappelle contenenti statue e dipinti rappresentanti diverse scene religiose. Un’ora e mezza per la visita, poi ha cominciato a piovere e dunque siamo tornati ad Alagna.

Giorno 7 – Casale Monferrato

Una settimana in Valsesia casale monferrato

Durante il ritorno verso la Liguria, abbiamo fatto una tappa a Casale Monferrato per pranzo. in una trattoria. Dopo la mangiata, abbiamo smaltito con un giretto in centro. La storia narra che Casale è stata resa dai Gonzaga uno dei più prestigiosi centri d’Europa nella seconda metà del ‘500. E’ una città d’arte, con il Castello dei Gonzaga, la Torre Civica (nella foto), il Duomo e vari palazzi in stile barocco. Avete mai sentito parlare dei Krumiri? i biscotti! Ecco, sono originari di Casale Monferrato. Per chi non li conoscesse, sono biscotti secchi ottenuti dall’impasto di farina, uova, burro e zucchero. Squisiti da inzuppare nel caffè o nel latte.

 

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16 thoughts on “#unafotoalgiorno: una settimana in Valsesia”

  1. Bellissima la Valsesia, e altrettanto bella Gressoney Saint-Jean! Ma non sei passato da Castel Savoia, vedo 😀 era un po’ nascosto, però…
    Il Sacro Monte di Varallo è una meraviglia, imperdibile! 🙂

  2. Mi hai fatto venire una gran voglia, di fuggire in montagna per qualche giorno! Ma sai che, nel 2010, durante un viaggio di dieci giorni in Val d’Aosta, mi sono innamorata perdutamente della Valle di Gressoney?!
    A Gressoney St. Jean, siamo tornati due volte. La prima, l’abbiamo dedicata alla visita del borgo e di Castel Savoia. La seconda volta, siamo saliti all’Alpenzu, un insediamento walser che, se tornerai, ti consiglio vivamente di visitare. Si raggiunge solo a piedi, con una salita di circa un’ora. Ma una volta lassù…ciaone al mondo! E c’è anche un rifugio dove pranzare divinamente 🙂
    Mi piace molto l’itinerario che hai seguito Pietro. E’ ricco di luoghi bellissimi che, io stessa, sceglierei per me! Esclusa l’esperienza in cabinovia…ecco, quella la lascio ai coraggiosi. E anche l’Hydrospeed perché, conoscendo la mia soavità, so già che mi spezzerei a metà 😉
    A presto,
    Claudia B.

    1. Anche Marco mi aveva fatto notare come avessi tralasciato la visita al Castel Savoia. Il borgo è piccolo ma molto carino, prossima volta faró anche il Castello e la salita all’Alpenzu! Le viste panoramiche sono splendide 😊
      Figurati, io sono rigidissimo, ho fatto una fatica su quel bob 😄 Peró si puó provare pure il rafting che non è male!
      Grazie per la visita 😉

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