Un giorno in Alta Provenza: quattro tappe da non perdere

Ogni anno, la terza domenica di luglio, in Alta Provenza si festeggia la lavanda, una pianta di colore lilla dalle molteplici proprietà benefiche e curative. Per questo avvenimento ricorrente, ho deciso di partecipare a una gita organizzata che mi ha portato a scoprire questa terra francese a me ancora sconosciuta. Siamo partiti dunque al mattino presto, ore 04.30, da Savona, e, raccogliendo altra gente lungo la riviera ligure, siamo arrivati verso le 10.30. Un viaggio abbastanza sfiancante, lo ammetto, per la sveglia a orari improbabili e il ritorno tardivo, causa solite code in autostrada in zona Finale Ligure. Comunque erano anni che avevo in testa di scoprire la Provenza, quindi ho colto al volo quest’occasione. Andiamo dunque a vedere quattro tappe da non perdere in un giorno in Alta Provenza.

 

Un giorno in Alta Provenza: quattro tappe da non perdere

  • Plateau de Valensole
  • Borgo di Valensole
  • Borgo di Moustiers-Sainte-Marie
  • Lac de Sainte-Croix

 

 

Plateau de Valensole

La nostra primissima tappa è stata qui, dinanzi alle meravigliose distese di fiori che ogni anno, in particolare a giugno e luglio, attirano milioni di turisti. Ho scritto fiori, sì, perchè non c’è solo la lavanda. Provate a fermarvi anche quando scorgete i girasoli, vedrete che bellezza! Può anche capitarvi di trovarli affiancati, i campi di lavanda e di girasole, e lì potrete scatenare la vostra instagrammitudine. Da non buttare neanche i terreni di grano: col suo tipico colore vi sembreranno una tavola dorata.

un giorno in alta provenza campi lavanda fiore

un giorno in alta provenza campi girasole

Il Plateau de Valensole è il luogo migliore per visitare i campi di lavanda in fiore, la concentrazione qui è altissima. Sarebbe meglio arrivare di primo mattino, in modo da non avere rompiscatole inclusi nelle foto e sfoggiare il vostro bellissimo cappello di paglia tanto usato in questi scatti. Per me invece solo un berretto con visiera piatta, ma in compenso una spettacolare Citroen 2 CV del 1954! Come la mettiamo?

un giorno in alta provenza plateau valensole

Abbiamo visitato i campi in due punti differenti, tra cui presso la distilleria Lavandes Angelvin, dove la proprietaria ha illustrato i procedimenti di raccolta e lavorazione della lavanda. A dire il vero lo ha illustrato agli altri, siccome io nel frattempo stavo facendo il book con la Citroen e mi sono completamente dimenticato di questo appuntamento.

Ah, vi avviso che la quantità di api presenti è immensa. Però se vi fate il vostro, loro si fanno il loro, e vivete felici e contenti.

 

Borgo di Valensole

Dopo le meravigliose distese a perdita d’occhio, il pullmann ci ha condotto al borgo vero e proprio di Valensole, quel giorno colmo di gente fino all’orlo per via della festa. Sarebbe curioso andarci in altri giorni, dato che diverse persone mi hanno detto che solitamente non è molto considerato. Ma quel giorno no, quel giorno, complice la presenza di bancarelle atte a vendere svariati prodotti incentrati sulla lavanda, era considerato eccome! Per il pranzo ho abbandonato fin da subito l’idea di mangiare un panino, a causa di code chilometriche. Dunque ho optato per assaggiare prima un gelatino, rigorosamente gusto lavanda, e poi altri dolcini, come i celebri macarons, anch’essi alla lavanda.

un giorno in alta provenza borgo valensole

Alla fine a pranzo non è che ho mangiato tanto, anzi. Mi sono tenuto piuttosto leggero, che ogni tanto non fa male! Ma poi anche il tempo a disposizione era veramente basso, un’oretta scarsa. Il borgo, gremito di persone, avrebbe meritato una visita più lunga, ma ho trovato grosse difficoltà a scattare foto decenti per il paese. Peccato, perchè questo villaggio è conosciuto anche per la produzione di miele e olio d’oliva, e per il monumentale Castello del Gran Giardino.

 

Borgo di Moustiers-Sainte-Marie

Il secondo borgo che abbiamo visitato è stato quello di Moustiers-Sainte-Marie, inserito nell’elenco dei più bei villaggi francesi. Per fortuna qui abbiamo trovato molta meno calca e un clima più rilassato. Maggiore tempo a disposizione per noi, non abbastanza però, a mio avviso, per fare una cosa che in altre circostanze non mi sarei perso per nulla al mondo. Mi riferisco alla salita alla chiesa Notre-Dame-De-Beauvoir, un percorso di oltre 200 gradini sotto il sole cocente, ripagato poi da una splendida vista sui tetti del paese e sul territorio circostante. Sarà per la prossima volta!

un giorno in alta provenza borgo moustiers-sainte-marie

Moustiers-Sainte-Marie è, più degli altri, ciò che mi ha fatto dire “Io in Provenza ci devo tornare!”. Come sapete mi piace molto perdermi tra i borghi alla ricerca di angolini suggestivi da inserire nella memoria fotografica, e Moustiers ne è ricco. Ha la curiosa caratteristica di trovarsi in mezzo a due grandi pareti rocciose del Parco Nazionale del Verdon, attraversato da un torrente di montagna che di fatto spacca il borgo in due parti, collegate da ponticelli. Se guardate bene in alto, potete notare una stellina dorata, appesa con una catena alle due rupi. La leggenda dice che questa stella, oggi simbolo del villaggio, sia un omaggio fatto da un cavaliere di Blacas alla Vergine, per averlo fatto tornare sano e salvo dalle crociate.

un giorno in provenza stella oro moustiers

Avendo solo un’ora e mezza per il paese, ho optato per girarmelo tranquillamente, perdendomi tra le sue viuzze caratteristiche e con lo sguardo sempre vigile e pronto a catturare dettagli nascosti. Moustiers-Sainte-Marie è conosciuta in Provenza e in tutta Francia per la produzione di faïences, ovvero maioliche smaltate prodotte da artigiani del posto. Ci sono ben 15 botteghe di ceramica che espongono i loro lavori nelle vetrine del negozio e permettono di vedere l’artigiano all’opera. Addirittura ci si può fermare per una visita al Museo della Maiolica, creato nel 1929, che racconta la storia della maiolica provenzale.

un giorno in alta provenza dettagli finestre

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Lac de Sainte-Croix

Moustiers-Sainte-Marie è considerata la porta d’ingresso alle famose Gorges du Verdon, conosciute anche come il Grand Canyon d’Europa. Purtroppo la nostra è stata una tappa molto molto breve, di pochi minuti, prima di salire sull’autobus e fare ritorno in Liguria. Peccato, davvero, perchè è un luogo in cui facilmente ci si rifà gli occhi.

Abbiamo sostato a pochi metri dal punto in cui si forma il Lac de Sainte-Croix, un lago artificiale dal colore azzurrissimo grazie al fondo argilloso. In quest’oasi di pace non è difficile scorgere canoe, pedalò e barchette lungo le acque del lago, mentre i più pigri si ritrovano a prendere il sole sdraiati sulla sabbia.

un giorno in alta provenza lac sainte croix verdon

Dal ponte da cui si ha questo panorama, basta girare lo sguardo dall’altra parte per scorgere l’ultimo (o il primo) tratto del Verdon che s’inerpica tra le maestose pareti rocciose formate dall’erosione del fiume. Immediatamente sale la voglia di spogliarsi, raggiungere un punto della roccia e lanciarsi giù in tuffi plastici, approdando in mezzo a uno scenario naturale mozzafiato.

un giorno in alta provenza gorges du verdon

Da qui basta un’oretta di macchina e si arriva in Costa Azzurra, il tratto costiero provenzale tanto amato dai VIP per i suoi luoghi super esclusivi, Cannes e Montecarlo in primis. Amato però anche da chi come me trova piacere nel godersi i colorati villaggi di pescatori come Villefranche-Sur-Mer e Menton.

 

E voi ci siete stati in Alta Provenza? Quale luogo vi ha colpito di più? Fatemelo sapere nei commenti!

Villefranche-sur-Mer: un borgo di mare sulle rive della Costa Azzurra

Siamo nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo il tratto di costa della Francia meridionale che confina con la Liguria. A pochi metri da Nizza sorge un antico villaggio di pescatori, Villefranche-sur-Mer. Incastonata in una rada tra il promontorio del Mont Boron, da una parte, e la penisola del Cap Ferrat, dall’altra, Villefranche-sur-Mer oggi è una località molto apprezzata da artisti e viaggiatori. Per fortuna, nonostante il continuo aumento dei flussi turistici, ha in parte mantenuto la sua tradizione di borgo di pescatori. Scopriamo dunque cosa fare a Villefranche-sur-Mer se si organizza una gita nell’incantevole Costa Azzurra.

villefranche-sur-mer vista città

Cosa fare a Villefranche-sur-Mer

Questa è la prima immagine che ho avuto di Villefranche-sur-Mer. Direttamente dal finestrino del TER (il regionale francese) che la domenica mattina mi ha portato da Ventimiglia a qui. Avvicinandosi alla stazione, il treno ha rallentato molto permettendomi di restare incantato dal panorama ancor prima di scendere.

L’ampio territorio naturale sulle cui rive s’affaccia Villefranche-sur-Mer le permette di essere un ancoraggio sicuro, costantemente riparata dai venti e dalle correnti. Per questo motivo al largo dell’insenatura ormeggiano sempre numerose imbarcazioni.

Per alcuni aspetti, questa località mi ha ricordato parecchio Menton, anch’essa visitata in un giorno la scorsa primavera. Mi riferisco principalmente ai colori caldi delle casette che compongono la Vieille Ville, la città vecchia, che dalla stazione scende fino al porto, in un caratteristico labirinto di vicoli e scalinate.

villefranche-sur-mer vieille ville

villefranche-sur-mer città vecchia

L’Église Saint-Michel

Tra i suggestivi angoli del borgo, spunta l’Église Saint-Michel, la chiesa principale della città vecchia. Edificata nel XIV secolo e trasformata nel XVIII in stile barocco savoiardo. Al suo interno si trova una tela raffigurante San Michele e una scultura denominata Cristo del Galeotto.

villefranche-sur-mer eglise saint-michel

La Rue Obscure

Prima di arrivare alla Place Pollonais, sulla quale si mostrano ristoranti e locali con tavolini all’aperto, è possibile intraprendere una via di 130 metri, interamente coperta. E’ la Rue Obscure, risalente al XIII secolo. Scavata tra gli edifici, offre la possibilità di tornare al principio, ossia sulla strada verso la stazione, evitando le impegnative scalinate del borgo.

villefranche-sur-mer rue obscure

villefranche-sur-mer dettagli finestra

Le Port de la Santé e la Chapelle de Saint-Pierre

Di fronte a Place Pollonais, si trova il porticciolo di pesca della cittadina, le Port de la Santé, che raduna tutto l’anno imbarcazioni medio/piccole e yacht. Passeggiando sul molo, si possono scattare splendide fotografie alle case color pastello di Villefranche-sur-Mer, i tavoli dei ristoranti di fronte e le barche ancorate.

villefranche-sur-mer porto santé

Proprio qui ogni anno, a fine febbraio, avviene il cosiddetto Combat Naval Fleuri. Trattasi di una manifestazione esistente dal 1902 dove le tipiche barche a punta della Costa Azzurra, chiamate Pointus, rigorosamente addobbate, fanno la guerra a colpi di fiori con le migliaia di persone presenti sulle banchine.

Nei pressi del porticciolo è collocata la Chapelle de Saint-Pierre, visitabile al costo di 3€.  Questa cappella romanica era un tempo usata dai pescatori come ricovero per le reti. In seguito è stata completamente affrescata e restaurata dal poeta e disegnatore francese Jean Cocteau. All’interno è possibile osservare qualche fase della vita di San Pietro, purtroppo senza la possibilità di scattare foto.

villefranche-sur-mer barca pesca

Citadelle Saint-Elme e Port Royal de la Darse

La Citadelle Saint-Elme è una struttura fortificata fatta costruire nel 1557 da Emanuele Filiberto, duca di Savoia, con lo scopo di difendere la città dagli attacchi via mare. Dal 1981 è Monumento Storico e oggi ospita il Municipio, un centro conferenze e diversi musei.

Si può entrare gratuitamente, da lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 17.30.

villefranche-sur-mer citadelle

Suicidio in progress….

 

Scendendo una scalinata ci si può immettere nel Chemin de Ronde, una passeggiata che costeggia il forte e reca al Port Royal de la Darse, ovvero l’antico porto militare di Villefranche-sur-Mer.

In passato, Vittorio Emanuele II ha concesso in affitto alcuni punti della Darsena alla marina russa, che ha condotto importanti studi oceanografici. A testimoniare ciò, la presenza di un importante osservatorio che conta centinaia di persone, fra ricercatori e ingegneri.

Le Fort du Mont Alban

Il Porto è un buon punto per riforcillarsi di cibo (semplice panino per me) e iniziare la scalata fino al Fort du Mont Alban, situato nel Parc Forestier du Mont Boron.

Dopo diversi gradini, si arriva sulla Basse Corniche, da cui, fatti pochi metri, comincia il sentiero nella natura che porta al forte. E’ un percorso adatto a tutti, senza rischi e difficoltà. Certo, c’è da salire un pò! In media la durata è di 45 minuti abbondanti, ma trascorrono piacevolmente, grazie anche agli scorci che sbucano tra la macchia mediterranea.

villefranche-sur-mer natura

Sulla punta del parco del Mont Boron, ecco il Fort du Mont Alban, un’imponente costruzione difensiva che divide praticamente Villefranche-sur-Mer da Nizza. La visita al forte costa 5€, ma è necessario prenotare in anticipo.

villefranche-sur-mer fort mont alban

Il vero motivo che mi ha portato sin qui sono i panorami strepitosi che offre questo luogo. Da una parte la vista spazia su Villefranche, il Cap Ferrat e oltre, mentre dall’altra ecco all’improvviso comparire Nizza, a cui si arriva dopo una tranquilla discesa di circa tre quarti d’ora.

villefranche-sur-mer panorama costa azzurra

villefranche-sur-mer panorama nizza

Una giornata a Mentone, perla della Costa Azzurra

Su Mentone, cittadina francese di quasi 30.000 abitanti, aleggia una leggenda. Si narra infatti che Eva, prima di essere cacciata dall’Eden, rubò un frutto color oro dal giardino. Quando arrivò nella baia di Garavan, il posto le ricordò così tanto il paradiso che decise di interrare il frutto. Da qui deriva la grande quantità di limoni che da sempre contraddistingue la città.

Ogni anno, a febbraio, per due settimane Mentone vive la Fête du Citron. Questo evento, la Festa del Limone, attira annualmente più di 200.000 visitatori da tutto il mondo. Sfilate diurne e notturne, trampolieri, spettacoli musicali, giochi di luce e visite ai giardini decorati. Il programma è veramente interessante, tutto chiaramente si rifà al tema principale, il limone. L’anno prossimo mi piacerebbe partecipare a questo evento, una domenica magari!

In questo periodo, a pochi passi da Mentone, ha anche luogo il famoso Carnevale di Nizza. Ci sono stato due anni fa ed è una manifestazione bellissima, sfilano carri imponenti e ben fatti. Poi Nizza tra l’altro merita una visita a prescindere da questa festa, è una città molto pittoresca. Potreste dunque prendere due piccioni con una fava 😛

COME ARRIVARE A MENTONE

  1. In auto: Mentone è praticamente attaccata alla Liguria, dista infatti solo 11 km da Ventimiglia. Conviene prendere la A10 (Autostrada dei Fiori) e proseguire sull’autostrada francese A8.
  2. In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Nizza, distante una quarantina di minuti d’auto.
  3. In treno: da Ventimiglia c’è il treno comodo per le due stazioni, Menton e Menton Garavan. Il costo è di 1,50 € a tratta.
  4. A piedi: beh, non ci ho mai pensato.. ma la riviera ligure che si fonde nella Costa Azzurra regala panorami indimenticabili. Potreste provarci…

Sono venuto a Mentone il 2 giugno, giorno festivo in Italia. A dire il vero è stata una decisione molto improvvisata, presa all’ultimo. Non ho badato alle condizioni meteorologiche che purtroppo, scoperto dopo, non erano proprio buone. In ogni caso, senza tanti programmi, ho preso il treno regionale da Savona a Ventimiglia e poi quello francese fino a destinazione.

Ci sono due stazioni distinte, Menton Garavan e Menton. Io sono sceso a quest’ultima che si trova nella città moderna. Dirigendosi verso il mare si raggiunge la Promenade du Soleil, una passeggiata a bordo delle spiagge ricca di tavolini e dehors. Doveroso qui abbuffarsi di pesce fresco o aperitivare con un bicchiere di pastis, bevanda alcolica a base di anice e spezie.

La direzione giusta è a sinistra, verso l’Italia. Si oltrepassa il casinò e dopo 10 minuti si arriva a una fortezza seicentesca che attualmente ospita il Museo Jean Cocteau. Salendo le scale, una breve passerella sul bastione conduce al faro.

Siamo di fronte al porto di Mentone, proprio sotto la città vecchia. Questo è il panorama che si presenta davanti.

Salta subito agli occhi questo agglomerato di case colorate, addossate l’una all’altra, che si inerpicano su per la collina, la Colla Rogna. Ricorda molto le abitazioni liguri, color pastello, piuttosto strette e sviluppate in verticale.

Il centro storico è un incantevole dedalo di stradine e scalini che salgono verso il Cimitero del vecchio castello. Le vie del cimitero sono affollatissime di tombe, si pensa che Mentone sia stata l’ultima dimora degli aristocratici russi e britannici. La vista da qui è spettacolare, spazia dal porto fino all’Italia.

« De ce cimetière, la vue s’étend à gauche, sur l’Italie jusqu’à la pointe où Bordighera allonge dans la mer ses maisons blanches, à droite jusqu’au Cap Martin qui trempe dans l’eau ses flancs feuillus ». [Guy de Maupassant]

Poco sotto il cimitero, prima di riscendere i vicoletti verso il mare, ci si può fermare per ottime fotografie ai tetti rossastri della città.

Vieux Menton è caratterizzata dalla presenza di architettura barocca, visibile in Piazza della Concezione nelle due chiese presenti: la Basilica di San Michele e la Cappella dei Penitenti Bianchi. Non sono stato all’interno, per ragioni di tempistica e poi perchè volevo godermi di più il paesaggio. Interessante però la scalinata a rampe che scende fino al porto.

 

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Verso l’una è uscito un pò di sole, quindi ho deciso di rifornirmi in una panetteria e iniziare la seconda tappa della gita. Ossia il percorso a piedi tra Mentone e il Principato di Monaco. La durata è di circa 6,5 km solo andata. In totale da Mentone Vecchia ho impiegato 3 orette.

Bisogna tornare indietro sulla Promenade du Soleil fino al termine del lungomare di Mentone e poi intraprendere la Promenade Le Corbusier. Più precisamente il sentiero “Littoral”, un tempo chiamato “Sentiero dei Doganieri”.

Proseguendo a piedi, inizia il percorso, fatto sia di pianura sia di gradini a salire o scendere, a pochissimi metri d’altezza sul mare. Man mano che si cammina, tra l’odore di iodio, la fitta vegetazione di pini e fiori e scorci favolosi, si apre di fronte agli occhi lo scenario di Montecarlo in lontananza.

Vi consiglio di portarvi bottigliette d’acqua. Fa caldo e il sole picchia forte, oltretutto le scalinate ti ammazzano le gambe! La strada per Montecarlo è ben segnalata e adatta a tutti senza alcun tipo di problema, sia bambini che anziani. Si passa la stazione ferroviaria di Roquebrune Cap-Martin e ancora avanti tutta fino ai primi segnali monegaschi.

A Monaco sono stato molto poco, giusto un’oretta, prima di prendere il treno e tornare a Ventimiglia. In così poco tempo ho però potuto constatare la differenza abissale con Mentone. Due mondi proprio separati. Strade affollate, traffico continuo, Ferrari e Lamborghini a gogo, negozi di lusso, grattacieli e hotel d’élite. Non sono stato a girarla molto, ho giusto fatto due foto al celebre Casinò e una panoramica. A prima vista, non mi ha trasferito molto come città.

Un giorno a Nizza: 10 foto per raccontarla

Avrei voluto parlarne molto prima, con un post diverso, più ricco e coinvolgente; invece mi tocca farlo adesso, a poche ore dalla partenza per Napoli. In questo articolo vi racconto di un giorno a Nizza attraverso 10 foto.

Un giorno a Nizza – Impressioni

Nizza, l’ho pensato mentre camminavo sulla Promenade Des Anglais, è una città in cui vivrei. L’ho pensato più volte, perchè ci sono stati tanti fattori che mi hanno portato a farlo:

  • Il clima perennemente mite (18 gradi a febbraio di pomeriggio).
  • L’appartenenza a una parte di Francia terribilmente bella.
  • La città vecchia (Vieux-Nice) dove l’unica cosa da fare è perdersi nel dedalo di vicoletti.
  • La Promenade des Anglais, una bellissima passeggiata a fianco al mare che percorre tutta la città.
  • La salita al Castello, da cui si gode di una vista impareggiabile sulla Promenade, da una parte, e sul porto, dall’altra.
  • La presenza di un aeroporto internazionale.

Mi auguro che queste fotografie possano convincervi a prendere in considerazione Nizza per una gita fuoriporta, magari a Carnevale, evento famosissimo in città.

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Un giorno a Nizza – Fotoracconto

un giorno a nizza carnevale

Serata di carnevale

 

un giorno a nizza place masséna

Place Masséna

 

un giorno a nizza mercato cours saleya

Mercato di Cours Saleya

 

un giorno a nizza vieux nice

Vieux Nice

 

un giorno a nizza barche

Barche colorate nel porticciolo

 

un giorno a nizza promenade des anglais

Promenade des Anglais, affollatissima..

 

un giorno a nizza chiesa russa san nicola

La chiesa russa di S. Nicola

 

un giorno a nizza porto

Veduta del porto dal Castello di Nizza

 

un giorno a nizza vista

Panorama sulla città

 

un giorno a nizza panorama castello

Ancora un panorama, dal Castello