Viaggio nelle Isole Cicladi: 5 cose da fare a Mykonos

Anche se Mykonos è ormai sinonimo di movida, divertimento sfrenato, notti infinite e musica a palla, mi tocca dirvi che c’è anche altro! Mi prenderete per matto probabilmente, vi chiederete cosa mai si può fare se non prendere il sole tutto il pomeriggio, iniziare a ballare già verso le 17 e smettere alle 6 del giorno dopo, riposandosi la mattina. Io non ho questa passione, in viaggio preferisco andare alla ricerca di diverse sfaccettature, mi piace conoscere le usanze e i costumi di quel luogo e viverli come fa la gente locale. Per questo non mi sono semplicemente accontentato di starmene sempre sdraiato su un lettino a oziare senza tregua; ho girato per l’isola, l’ho vissuta, per quanto si possa vivere un posto in quattro giorni. Nell’articolo elenco 5 cose da fare a Mykonos, cosicchè possiate prendere spunto se vi viene in mente di prenotare un viaggio da queste parti.

5 cose da fare a Mykonos – Informazioni da sapere:

  • Moneta utilizzata: Euro
  • Fuso orario: +1h rispetto all’Italia
  • Corrente: come in Italia, prese a 2/3 fori
  • Documenti necessari: va bene la carta d’identità italiana
  • Quando andare: i periodi migliori sono giugno e settembre
  • Cosa portare: non dimenticare una giacchetta a vento, a Mykonos il vento si fa sentire!!

5 cose da fare a Mykonos

 

1- Rilassarsi in spiaggia – 5 cose da fare a Mykonos

Non posso negare che sia uno dei motivi principali che mi ha portato a Mykonos. Il solo pensiero di sdraiarmi su un lettino, infilare le cuffie e godermi il sole cocente, mi caricava di buon umore, ancor prima di partire.

Ho passato due giorni di relax quasi totale, avevo una voglia di riposarmi che non vi dico! Durante l’estate ho spiaggiato pochissime volte, dunque, a metà settembre, ho deciso di recuperare un pò qui a Mykonos.

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Sono stato in due spiagge soltanto, mentre un’altra ancora l’ho semplicemente fotografata dall’alto. Le due immagini qui sopra appartengono a Elia Beach. Mi è piaciuta molto, ho trovato poca gente, un bel mare limpido e pulito, efficiente servizio e ottimo prezzo (15€ per ombrellone di paglia+lettino). Per pranzo si può andare tranquillamente al ristorante di fronte, con un piccolo sconto per i clienti della spiaggia.

Sotto invece c’è Agios Sostis, a cui ho scattato soltanto qualche foto.

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2- Godersi i tramonti – 5 cose da fare a Mykonos

Ahhh i tramonti di Mykonos! Ma mi sa che sia meglio scrivere “ahhhh i tramonti delle Cicladi”, perchè pure a Santorini l’estate precedente ne avevo visti di splendidi. Ne consiglio due che credo valga la pena vivere, assolutamente.

Il primo si trova al faro Armenistis. Ci si arriva percorrendo una strada in salita che inizia nei pressi del porto, in circa dieci minuti. Al faro ho trovato diverse persone, perlopiù inglesi, ma nonostante il loro vociferare continuo l’atmosfera era perfetta. Ho assistito a un tramonto da cartolina, direttamente a picco sull’Egeo, arricchito dall’innocente passaggio di un traghetto.

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Il secondo tramonto memorabile lo si ammira invece dal 180° Sunset Bar che propone ottimi drink con viste fantastiche sulla città. Se al faro ho trovato un clima tranquillo, qui era decisamente più vivace e dinamico. Raccomando di arrivare non proprio all’ultimo, altrimenti non ti siedi. Io mi sono piazzato su un cuscinetto, era rimasto solo quello libero.

Il locale è situato nelle alture myconiane, sopra Mykonos Town, la “capitale”. Un must venire qui, godersi un buon cocktail e osservare il sole che tramonta, con la bianchissima città ai nostri piedi. Spettacolare, vero?

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3- Fotografare i mulini – 5 cose da fare a Mykonos

I mulini a vento sono il simbolo dell’isola. Ne avrete già sicuramente sentito parlare dei famosi mulini che ora sono una semplice attrattiva, ma che un tempo avevano un ruolo importante nella macinazione del grano. Tanti sono andati distrutti, mentre qualcuno è oggi un punto d’interesse super fotografato!

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I più amati sono i Kato Myli, perfettamente conservati dal 1500. Un valido punto di ritrovo di turisti e non per osservare il tramonto nell’area di Little Venice, a Mykonos Town. Peccato facciano parte di una proprietà privata, quindi è impossibile visitarli all’interno.

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4- Perdersi per Mykonos Town – 5 cose da fare a Mykonos

Mykonos Town, chiamata Chora dai locali, è il cuore dell’isola. Nonostante sia una destinazione fortemente turistica, ha mantenuto intatta l’architettura tipica cicladica, ovvero un agglomerato di bianche casette a due piani, con infissi di diversi colori, come il classico blu o anche rosso, verde, marrone,ecc. Ci pensano i vasi di fiori e le splendenti bouganville ad arricchire il tutto, lungo strette stradine che s’intersecano. Ecco perchè scrivo “perdersi a Mykonos Town”.

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Il fiore all’occhiello della Chora è sicuramente la zona di Little Venice. Ne ho parlato nel punto precedente, visto che qui vicino sorgono i Kato Myli. La “piccola Venezia”, è così chiamato questo tratto di Mykonos poichè le case sono costruite sull’acqua. Un tempo vi si trovavano le abitazioni di mercanti e marinai, mentre adesso sono sede di locali e ristoranti, con tavolini all’aperto a pochi cm dal mare.

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5- Abbuffarsi di cibo greco – 5 cose da fare a Mykonos

Ultimo punto, ma non in ordine d’importanza, legato alla cucina. Quando sono andato per la prima volta in Grecia, ad Atene, ho adorato i piatti tradizionali greci. Da quel momento, la reputo una delle mie preferite in assoluto! Non vi fa gola questo piattino di saganaki? E’ Feta, quindi formaggio, fritta!

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A dire il vero ciò per cui vado matto è il gyros, con carne di maiale o di pollo, servito nella tipica pita (il pane) o nel piatto.

La sera, mentre vagate senza meta nella Chora, fermatevi da Jimmy’s per riforcillarvi. La sua cucina è semplice ma deliziosa!

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Cosa fare e vedere in una settimana a Santorini

Santorini è una meta che desideravo da un bel pò di tempo: tutte quelle foto di villaggi bianchi con macchie di blu qua e là, a picco sulla caldera, mi avevano attratto parecchio. Avevo una fortissima voglia di andare a scoprire quest’isola greca. Ho deciso dunque di attendere il mese di giugno per partire, ancora “vivibile” rispetto a luglio e agosto, infernali per via della quantità di turisti. Maggio, giugno, settembre e ottobre, questi sono i periodi migliori per raggiungere l’isola.

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La mia idea di vacanza era ben chiara fin da subito: relax e tranquillità, senza tanti programmi. E così è stato, e sarebbe potuto esserlo ancora di più, non fosse che il primo giorno sono stato 8 ore a cuocermi in spiaggia a Perissa. Risultato? Potete immaginarlo… Spellature, spellature ovunque. Da quel momento ho capito che forse era meglio alternare qualcosa alla spiaggia, dunque ho deciso di dedicarmi alla visita di villaggi anche meno celebri e stancanti escursioni. Il relax l’ho un attimo accantonato, ho fatto girare tantissimo le gambe per scoprire il più possibile, a volte anche con delle toste passeggiate sotto un sole importante. Sono tornato a spiaggia solo l’ultimo giorno, a Kamari.

Inizio subito da volo e sistemazione:

  • Volo -> Purtroppo niente diretto, ho prenotato a inizio maggio per il periodo 19-26 giugno, cercando prima su skyscanner ma trovando solo un volo da Milano Malpensa con cambio (breve) ad Atene, con la compagnia greca Aegean Airlines. A bordo ho avuto gratuitamente qualcosa di caldo da mettere sotto i denti. In compenso, da Atene a Thira (Santorini), siamo partiti con un ritardo di 30 minuti non comunicato. Costo del volo: 135 €.
  • Soggiorno -> La struttura si chiama “Aretousa Villas” ed è situata a Perissa, nel sud-est dell’isola. Ottima posizione a pochi metri dal mare e dal centro, vicinissima a un minimarket e una bakery (panetteria) aperti 24 ore su 24. Stanza piccolina ma essenziale, con bagno privato. Chiaramente porta d’ingresso e finestrella blu, in contrasto col bianco della costruzione. Bellissimo da vedere, adoro questa combinazione di colore. Niente colazione, ma piscina e lettini gratuiti per gli ospiti. Costo del soggiorno: 229 € per 7 notti. Manco a dirlo, prenotato su Booking <3

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Come muoversi a Santorini?

Allora, credo proprio che i mezzi migliori per muoversi siano il quad e lo scooter. In giro ci sono numerosissimi noleggi vicini tra loro che affittano giornalmente o settimanalmente i propri veicoli. E devo dire che le strade sono piene zeppe soprattutto di quad, il cui costo di noleggio si aggira sui 20-25 € al giorno. Però se siete in due, conviene decisamente, anche perchè l’isola non è molto grande e con 10 euro di benzina vai che è un piacere. Oltretutto con un mezzo così piccolo e pratico, riesci a visitare con comodità anche i luoghi più nascosti e difficili da raggiungere in altri modi.

E qui mi ricollego alla mia esperienza: niente quad, niente noleggi vari, solo autobus di linea. Perchè? Beh, essendo da solo verrebbe su una bella spesa, in più sinceramente non ho mai guidato nè quad nè scooter, quindi mettici un pò d’ansia che non proprio aiuta. 😀

La soluzione dei bus non ve la consiglio, a meno che non siate da soli: per raggiungere le varie località spesso bisogna prima andare obbligatoriamente a Fira, la capitale, e lì cambiare bus. E’ una menata, anche se sono solo quindici minuti da Perissa a Fira. Ogni volta si fa il biglietto per Fira (2,50 €) e poi se ne fa un altro per la meta in cui vuoi scendere. Si comprano direttamente sul bus, c’è un ragazzo che passa a venderli. Ci sono due tipi di autobus, quello express e quello local. L’express va diretto a Fira senza fermate, mentre il local passa più di rado e ha una serie di fermate prestabilite. Nel complesso manca una buona organizzazione per i mezzi, oltretutto tante località non sono servite, e qui mi ricollego un’altra volta al noleggio dei mezzi che può rendere più piacevole il soggiorno.


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Queste foto appartengono a Perissa. Sinceramente non mi è dispiaciuto affatto pernottare qua, è molto tranquilla, distante dal caos e dalla frenesia di Fira od Oia, ma comunque viva.

La spiaggia è la rinomata Black Beach, per via della sabbia lavica nera e ghiaiosa, con un lungomare che si estende per diversi km fino a Perivolos. Qui puoi usufruire di un lettino e un ombrellone in palma anche gratuitamente, se consumi qualcosa al bar adiacente. Anche una bottiglietta d’acqua per dire, assolutamente indispensabile per non scioglierti. 🙂 Il bello è che il cameriere passa in spiaggia per conto suo, basta chiamarlo e ordini direttamente lì. E sempre direttamente lì ti viene a portare la bibita, lo paghi e via. Fantastico no? Così non devi nemmeno alzare il sedere dal lettino! 😀

La sera il lungomare si popola di turisti desiderosi di cenare o sorseggiare qualcosa in uno dei tanti locali presenti. Io sono andato più volte a mangiare lì, tra un boccone di souvlaki e uno sguardo alla tv che trasmettevano le partite degli Europei. Del cibo parlerò più avanti, come al solito lascio le foto gnammose per ultime 😛

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Red Beach e White Beach

Una visitina a queste due spiagge bisogna metterla in conto. Io qui non mi sono fermato molto, d’altronde ci sono andato il giorno dopo la bruciatura, quindi figuriamoci.. sono stato in tutto due orette. La prima cosa da fare è arrivare ad Akrotiri. Non in centro paese, ma sul mare, pressto il piccolo porticciolo presente. Da qui puoi recarti alla Red Beach o alla White in barca, oppure a piedi. A piedi fino alla Red, poi barca obbligatoria alla White. Io ovviamente ho scelto di camminare, ma sono solo dieci minuti anche se il sentiero è un pelo difficoltoso.

La Red Beach si chiama così per via della scogliera di lava rossa che scende fino al mare. Lo scenario mi piace molto, peccato che sia ovviamente una spiaggia molto trafficata per le sue dimensioni, sia dalla gente che dalle imbarcazioni.

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Questa invece è la White Beach. Ci si arriva in barca dalla spiaggia rossa. Secondo me non ne vale la pena. Non fraintendetemi, è minuscola, un’oasi di pace e circondata da spettacolari scogliere bianche. Però arrivarci è stato pesante: scendi dalla barca che sei ancora in acqua e devi fare dieci metri prima di giungere sul bagnasciuga, con zaino e infradito in mano e lottando coi massi sul fondo del mare. E’ pericoloso per come la vedo io, si scivola facilmente e devi stare attento. Oltretutto appena metti piedi fuori dall’acqua te ne accorgi, è doloroso!

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Ciò che non deve essere tralasciato per nessuna ragione sono i villaggi minori, ovvero poco frequentati dai turisti e molto più tranquilli. Camminare per il centro di questi paesini, inoltrarsi per le viuzze caratteristiche alla ricerca di qualche scorcio da immortalare, è uno degli aspetti del viaggio che ho apprezzato maggiormente.

I villaggi in cui ho passato del tempo e che mi sento di raccomandare sono quattro: Akrotiri, Emborio, Mesaria e Pyrgos.

Akrotiri si trova a sud-ovest ed è chiamata la “Pompei dell’Egeo”. E’ un antica città portuale, distrutta dall’eruzione del vulcano di Santorini. Oggi è sede degli scavi archeologici, i quali attirano molti visitatori. Io personalmente ho preferito l’aria aperta, quindi ho girato un pò per il centro fino ad arrivare al castello veneziano, salire e bermi un bicchiere di vino davanti a una bellissima vista sull’ambiente circostante. Da Akrotiri si può raggiungere il faro, in tutti i modi possibili tranne che…il bus! 😛

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Emborio ha un centro davvero affascinante, sono rimasto colpito dalle stradine acciotolate, i sentieri tortuosi e le scalette delle abitazioni. Qui ho assaggiato il mio primo yoghurt, con fragole e miele: una delizia! Guardate che carino… 🙂

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Mesaria probabilmente è, tra quelli elencati, il villaggio che mi ha sorpreso di più. In giro per il centro medievale neanche un’anima viva, zero turismo, zero negozi. Avrò visto sì e no tre persone, credo residenti. Un clima così silenzioso non me l’aspettavo, mi sono perso nei suoi vicoli. Una concentrazione di campanili e cupole del genere e così vicini non l’ho trovata in nessun altro villaggio. Non può mancare una degustazione di vini presso la cantina Avantis, al costo di 6€ con ottimi assaggi accompagnati da stuzzichini.

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Pyrgos è la vera vetta dell’isola, il villaggio più alto di Santorini. E’ un paese fortificato con un castello che domina sul territorio sottostante. Sono arrivato qui con una simpatica passeggiata da Mesaria, una leggera salita 😀 Un intreccio di stradine porta alla sommità del villaggio da cui si gode di una vista panoramica assoluta. Da qua ho visto un bel tramonto, non paragonabile a quelli di Oia, però davvero niente male. Peccato per la fotocamera, non avevo la reflex con me, dunque lo scatto non rende merito alla realtà.

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Da Fira a Oia, passando per Firostefani e Imerovigli

Il trekking a piedi da Fira a Oia credo possiamo considerarlo un must tra le cose da fare sull’isola. Una camminata impegnativa, stancante, affascinante, proprio sul bordo del cratere, con una favolosa vista sulla caldera e sull’egeo. Dodici km, tre ore di cammino che vi metteranno ko. Vi riprenderete a Oia, al momento del tramonto. Oh se vi riprenderete!!

Fira, la capitale, è arroccata sulla caldera a 250m dal mare ed è il vero cuore di Santorini. Questo villaggio è visitato ogni giorno da bordate di turisti, grazie anche al capolinea del servizio di autobus. Il centro è un miscuglio di vicoli colmi di visitatori, tra boutique e negozi di diverso genere, dai souvenir all’abbigliamento, dalle gioiellerie alle librerie, oltre ai bar in cui acquistare fresche bottigliette d’acqua necessarie per il percorso.

Come a Oia, anche qui ho trovato angoli nei quali è stato davvero impossibile non  scattare qualche fotografia. Ricordatevelo bene: il mare non è nulla di che a Santorini, c’è molto di meglio anche solo a Creta o Zante, ma gli scenari paesaggistici sono incredibili. Non vai a Santorini per il mare, ci vai per il suo essere tremendamente caratteristico e intrigante, nonostante ci siano tante aree ancora lasciate lì a “marcire”. Santorini è particolarità, natura dominante, panorami mozzafiato.

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Lasciata Fira, il tragitto prosegue con Firostefani, situato sul punto più alto della caldera e con un bellissimo paesaggio. Più avanti si giunge a Imerovigli, di un’eleganza e una raffinatezza unica. Imerovigli è bianca, bianchissima, è il paese più bianco dell’isola. E’ un posto di classe, ricordo perfettamente il labirinto che ho attraversato: un saliscendi continuo in mezzo a una miriade di hotel lussuosi rigorosamente dotati di piscina a strapiombo sul mare. Quanta invidia nel vedere gente sorseggiare drink o prendere il sole spaparazzata sui lettini in terrazze che danno nel vuoto.

A dieci minuti da Imerovigli, scendendo un pò verso il mare, si raggiunge la fortezza di Skaros, dove si può salire fino in cima e godere di uno spettacolo a 360°. Non vi nego che è stato difficile raggiungere la vetta, in certi punti bisogna proprio arrampicarsi. Una volta lì ho conosciuto le mie due compagne di viaggio fino a Oia: Meredith e Nicky, due ragazze americane di Chicago in giro per l’Europa. Abbiamo proseguito assieme fino a Oia, poi ci siamo divisi. Io sono rimasto per il tramonto, loro sono tornate al sud per vedere le spiagge. Tornando alla fortezza… che ne dite? 😉

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Riprendendo il sentiero, è stata tutta una strisciata unica fino a quando abbiamo cominciato a intravedere Oia. Dopo un bel pranzetto a base di insalata greca e dopo i saluti, mi sono fatto un giro per il villaggio. Verso le 17 Oia comincia a riempirsi. Arrivano i gruppi di turisti prontissimi per il fantastico tramonto rinomato in tutto il mondo. Prima di posizionarmi, ho trovato punti di vista panoramici meravigliosi e frequentati, quelli classici che vedete nelle foto di Santorini se cercate su google.

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Alle 19.15 ho trovato miracolosamente un buco in cui osservare il calar del sole. Ma davvero miracolosamente, perchè c’erano già diverse persone. Da lì è stato un progressivo riempimento, un ‘attesa infinita 😀 Verso le 20.45 ho capito che l’attesa è stata ripagata.

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Escursione sul vulcano

Quella che ho fatto io fa parte di un tour giornaliero, acquistato sul posto al costo di 28€, comprendente:

  1. Transfer via bus da Perissa al porto di Athinios
  2. Transfer via mare dal porto alle isole Nea Kameni e Palea Kameni
  3. La visita dell’isola di Thirasia
  4. Approdo finale a Oia nel pomeriggio
  5. Ritorno via bus a Perissa dopo il tramonto

Quindi un bel giro, un full day alla scoperta di ciò che sta di fronte all’isola di Santorini.

 

Prima tappa Nea Kameni. Un’oretta a fianco ai crateri attivi lungo un sentiero che porta alla cima, dov’è posizionata la bocca più grande, quella di Georgios.

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Successivamente si parte in direzione Palea Kameni. Qui si può fare un bel bagno nelle Hot Springs, acque termali sulfuree dell’isolotto, e cospargersi il corpo di un fango situato sul fondo marino. Niente foto qui, la visita è stata breve e siamo stati esclusivamente in acqua.

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Eccoci dunque all’isola di Thirasia. Essa si staccò da Santorini durante un’eruzione vulcanica. Vicino al porto ad accogliere i turisti una serie di bar e ristoranti di pesce. Io ho preferito salire una scalinata devastante che mi ha portato fino a Manolas, il centro di Thirasia, arroccato in cima alla scogliera. Un buon pranzetto e qualche foto al colpo d’occhio.

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Ultima tappa Oia. Siamo arrivati nel pomeriggio, verso le 16, quindi tra un bagno, un pò di sole e l’aperitivo, siamo giunti all’ora fatidica del tramonto. Ho voluto provare un’esperienza nuova per salire dal porto di Armeni fino al villaggio: a bordo del mulo. 😀

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Ho osservato il tramonto da un punto diverso, più distante. Risultato comunque soddisfacente 🙂

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LEGGI ANCHE: 5 COSE DA FARE A MYKONOS

 


Se siete giunti fino a qui, vuol dire che il post vi ha interessato. E questo mi fa molto piacere! Non sono riuscito a scegliere meno foto di queste, già ne ho tolte una marea. Ma queste no, dovevano esserci. Come pure quelle del cibo che ho tenuto per ultime e sono pronto a svelarvi, tanto è giusto ora di pranzo 😀

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insalata greca con feta

 

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salsa tzatziki

 

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gyros pita e saganaki (formaggio fritto)

 

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souvlaki

 

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gyros pita (piatto)

 

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insalata di tonno

 

Acquolina in bocca? Vi capisco. 😉

Ho salutato Santorini il 26 giugno all’alba e mi ha ricambiato così..

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Cosa vedere ad Atene, la capitale della Grecia

Il mio viaggio in Grecia, accompagnato a sto giro da una cara amica, risale a quasi due anni fa, verso metà aprile, e consta di 3 giorni pieni nella capitale. Nell’articolo racconto di cosa vedere ad Atene, una bella e importante città, ricca di storia e fascino per quello che rappresenta, ovvero il cuore dell’arte e della filosofia.

Siamo partiti da Bergamo al mattino presto e abbiamo trovato un buon clima primaverile. Fortunatamente abbiamo beccato giornate buone, senza pioggia.

Passeggiando per la città si respira proprio aria di antichità, grandezza e….gyros! Inutile dire che ci siamo abbuffati in questi giorni. Oltre ai gyros, ricordo con piacere il souvlaki, ovvero carne grigliata su uno spiedino, la feta e lo yogurt.

Noi abbiamo girato per conto nostro, ma se preferite potete consultare questo sito che permette di acquistare la card di Atene.

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Piazza Syntagma

 

Sapete cosa mi ha colpito di Atene?

I cani randagi sparsi per la città. Ne abbiam visto uno, due, tre… cinquanta! Ne è colma la città. Poi, informandoci un secondo, abbiamo scoperto che praticamente sono considerati “cittadini” a tutti gli effetti. Se ne occupano sia le associazioni di volontariato che singoli amanti degli animali. Mi ha colpito molto questa cosa inaspettata: la città ha mostrato un grande senso di civiltà e rispetto.

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E lui se la dorme, ai giardini nazionali di Atene

 

La città mi è piaciuta, è viva ed economica, consiglio di visitarla una volta nella vita. La si visita bene, a piedi, e anche la metro è comodissima. Giri per le vie del centro consapevole che, se alzi lo sguardo al cielo, non puoi fare a meno di restare di stucco davanti ai templi dell’Antica Grecia. Un aspetto invece che non ci è piaciuto è quello che l’Acropoli, ovvero il simbolo della città, purtroppo è mal tenuta, mal conservata, piuttosto sporca: sigarette spente, carta, pezzi di plastica. Dovrebbe essere custodita con più cura, è un luogo unico.

 

LEGGI ANCHE: VIAGGIO NELLE ISOLE CICLADI, 5 COSE DA FARE A MYKONOS

Cosa vedere ad Atene

Acropoli

Si eleva sopra la città e domina la valle circostante. E’ il più grande complesso architettonico che ci ha lasciato la civiltà greca. Sito UNESCO, una volta entrati si riconosce subito la magnificenza dell’Antica Grecia. Ospita diversi monumenti: il Partenone, il Tempio di Atena Nike, l’Anfiteatro di Dionisio, l’antico Tempio di Atena, e tanti altri. Il biglietto costa sui 12 € e comprende anche la visita all’Agorà, al Foro Romano e al Tempio di Zeus.

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Teatro di Erode

 

Il Partenone è il monumento principale dell’Acropoli ateniese. E’ un tempio dedicato alla dea Atena, circondato da un colonnato di ordine dorico.

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Di fronte al Partenone (in fase di ristrutturazione)

 

L’Agorà rappresenta il cuore commerciale e culturale dell’antica civiltà. Ad oggi è uno spazio molto verde occupato da rovine e da qualche monumento, come il Foro Romano e il Tempio di Efesto. L’area sorge ai piedi dell’Acropoli, offrendo una bella vista su di essa.

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Quartieri

Monastiraki è un distretto di Atene celebre per il suo mercato dell’antiquariato che si svolge nel weekend. Se si è in cerca di prodotti tipici o artigianali, questa zona con i suoi vicoletti è il posto giusto.

La Plaka è il più antico quartiere cittadino. Una delle zone più caratteristiche e colorate grazie ai suoi palazzi, le chiese, i negozi di souvenir, i bar e le stradine con le scalinate. E’ chiamato “il quartiere degli Dei”, poichè si trova appena sotto la roccia dell’Acropoli che sovrasta la città.

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Anafiotika è un pittoresco spazio racchiuso tra Plaka e le rocce dell’Acropoli. E’ interessante una visita, c’è poco traffico e ci si sente distanti dalla metropoli. Ci sta una passeggiata tranquilla, e un bicchiere di Ouzo magari!

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Il cuore della città

Syntagma è la piazza principale di Atene. E’ molto carina, sia di giorno che di notte tutta illuminata. Al centro la fontana, poi una scalinata e sullo sfondo il Palazzo del Parlamento. Qui abbiamo assistito al Cambio della Guardia Presidenziale, un rito molto particolare con la marcia degli Evzoni davanti alla Tomba del Milite Ignoto.

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Panorami

Il Licabetto è una collina alta 280m che domina la città. L’abbiamo raggiunta tramite la funicolare, in serata. C’è una bella panoramica sulla città, purtroppo non ho foto decenti, quindi vi lascio solo immaginare la città e l’Acropoli illuminate.

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Gita a Capo Sounion

Percorrendo la costa con il pullman, si arriva qui a circa 70km di distanza da Atene. E’ un luogo sacro, dedicato alle sue due somme divinità, Poseidone e Atena. Ai tempi dell’Antica Grecia, per un cittadino vedere questo monumento significava o il tanto atteso ritorno a casa o l’arrivederci, addirittura addio, alla sua Atene.

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