Alla scoperta dell’Irlanda: cosa fare in quattro giorni

L’Irlanda è stata la destinazione del mio viaggio di fine marzo. Mio e di Elena, un’amica che ha deciso di accompagnarmi in questo mini tour dell’isola. Il mio consiglio sarebbe di organizzare un viaggio di dieci-quindici giorni in modo da esplorare completamente questa nazione. Tuttavia con quattro giorni a disposizione abbiamo visto abbastanza e siamo rimasti soddisfatti.

Siamo partiti sabato 25 marzo alla sera da Bergamo con volo diretto Ryanair per Dublino. Visti i prezzi molto alti dei soggiorni proposti da Booking, ci siamo affidati ad AirBnB. Questo metodo ormai è una sicurezza, si riescono sempre a trovare posti economici senza avere alcun tipo di problema. Abbiam voluto esagerare: tre host diversi in quattro giorni d’Irlanda! Tutto è andato bene, addirittura l’ultima notte, ovvero il 30, l’host si è svegliato alle 4 del mattino per accompagnarci in aeroporto -i classici orari improbabili di Ryanair- per il ritorno in Italia.

Ma questo penso sia un pò un pregio della gente irlandese, gentile e accogliente. Pensate che il primo giorno in Irlanda, appena usciti di casa al mattino, stavamo controllando gli orari del bus alla fermata; ad un certo punto si ferma una macchina e un signore sulla quarantina ci invita a salire chiedendoci dove eravamo diretti e offrendosi di accompagnarci in centro. Incredibile no? Noi ci siamo fidati, abbiamo fatto benissimo perchè senza volere nulla in cambio ci ha pure dato diversi consigli su cosa visitare in città. Non mi era mai capitata una cosa del genere, ci siamo presi subito benissimo. 😀

Come dicevo, visitare l’Irlanda in quattro giorni la considero una toccata e fuga. Ciò nonostante, ci siamo ben organizzati e abbiamo suddiviso il viaggio tra due città più una gita fuori zona. Mi riferisco a Dublino, Galway e il tour “The Cliffs of Moher & The Burren”.

 

Primo giorno – Dublino

Dublino, capitale d’Irlanda, è divisa dal fiume Liffey. Nord e Sud della città sono molto diverse tra loro: la prima è una zona più legata alla storia recente, la seconda è la parte più antica e secondo me più caratteristica. A Dublino ho scoperto la passione per le case e le porte: mi fermavo di continuo a fotografare le tipiche costruzioni irlandesi, una gioia per i miei occhi. Che fossero abitazioni, pub, negozi, ecc ogni 10m di cammino scattavo una foto. Mi hanno colpito davvero tantissimo!

L’arteria principale della città è O’Connell Street, simbolo dell’Irlanda moderna coi suoi edifici georgiani. Qui abbiamo fatto colazione e abbiamo ammirato The Spire, una lunghissima scultura d’acciaio alta 120m. E’ ufficialmente la più alta del mondo. Non si sa il preciso motivo per cui sia stata costruita, alcuni pensano sia per la lotta contro l’eroina degli anni ’90. Fatto sta che comunque si tratta di una costruzione recente. Infatti prima vi era il Nelson’s Pillar, una grossa scultura con in cima una statua dedicata all’ammiraglio britannico Nelson. Quest’ultima però fu fatta esplodere da un gruppo di volontari dell’organizzazione militare IRA nel 1966.

Proprio qui di fronta sorge il General Post Office di Dublino, importante luogo nella storia dell’Irlanda. Infatti all’interno ci fu la celebre Rivolta di Pasqua del 1916, quando un gruppo di ribelli irlandesi prese possesso dell’ufficio postale e combattè contro l’esercito inglese, proclamando in seguito l’indipendenza della Repubblica d’Irlanda dal Regno Unito. L’ingresso costa 11€ e si può avere un’audioguida in italiano che spiega la storia irlandese e la ribellione agli inglesi.

Usciti dall’edificio, abbiamo percorso tutto il lungo fiume dirigendoci alla volta di Phoenix Park, il parco più grande della città e uno dei più estesi al mondo, persino più di Central Park! Belle distese di prati, giardini di piante fiorite, uno zoo e alcuni monumenti fanno di Phoenix Park un’oasi felice di relax. Infatti ci siamo seduti sull’erba leggermente umida e ci siamo riposati dopo la passeggiata.

Nel pomeriggio abbiamo attraversato uno dei tanti ponti di Dublino e siamo passati sulla sponda sud del Liffey, dirigendoci verso la Guinness Storehouse, ossia la fabbrica della rinomata birra Guinness.

E’ una delle mete più visitate in Irlanda ed è uno stabilimento enorme. Il percorso riservato ai visitatori costa 14,40€ e comprende sette “tappe”, dal primo all’ultimo piano. Si inizia con una spiegazione sugli ingredienti (acqua, lievito, orzo e luppolo), passando poi per la produzione e la costruzione delle botti. Salendo le scale si arriva al piano dei mezzi di trasporto e in seguito a quello delle campagne pubblicitarie. Dopo qualche cenno su com’è nata questa birra, grazie a Sir Arthur Guinness, si giunge al Gravity Bar dove usufruendo del biglietto d’ingresso alla fabbrica-museo si ha diritto a una pinta in omaggio, con vista a 360° sulla città.

Due considerazioni personali: 1) la Guinness proprio non mi è piaciuta, gusto troppo amaro. Elena invece ne andava matta. A voi piace? 2) Dall’alto Dublino non mi ha colpito, molto meglio fotografarla camminando per strada. Tipo queste costruzioni colorate, no? …Sono fissato, lo so!

A dieci minuti a piedi dalla Guinness Storehouse c’è uno dei luoghi più amati d’Irlanda e d’Europa in generale. Mi riferisco a Temple Bar, il cuore pulsante di Dublino. E’ un quartiere ricco di pub, locali e ristoranti, sempre vivo e affollato di gente di tutte le età. Impossibile passare di qua senza fermarsi a godersi una pinta di birra in un tipico irish pub ascoltando local band che si esibiscono live. Consiglio anche di perdersi negli antichi vicoli acciotolati di questo vivace quartiere, tra artisti di strada, mercatini, musicisti e negozietti.

Dopo una buona cena, abbiamo preso il classico bus a due piani e siamo tornati a casa dal nostro host venezuelano. Esatto, il bus, visto che non ce la siamo sentiti di noleggiare un’auto, considerando anche la guida diversa in Irlanda. Il biglietto lo si può comprare dal conducente una volta saliti a bordo, il costo dipende dal numero di fermate. Occhio, portatevi gli spiccioli giusti.

 

Secondo giorno – Dublino

Per iniziare, irish breakfast. Elena l’aveva già fatta la scorsa mattina, io mi ero tenuto più su una colazione italiana con cappuccio e croissant. Stavolta ho deciso di provare. Che dire, riempie parecchio. E’ una sorta di pranzo per noi ;D

Di nuovo sole a Dublino, di nuovo una bellissima giornata. C’è da dire che siamo stati fortunati in questi giorni, non abbiamo quasi mai beccato pioggia se non due gocce alle Cliffs. Sapevamo che in Irlanda il tempo non era dei migliori, ma ci è andata bene.

Il secondo giorno a Dublino l’abbiamo dedicato, sempre nella parte meridionale della città, a Trinity College, Christ Church e St. Patrick Cathedral.

Primo stop: il Trinity College. Si tratta un’antichissima università, tra le più famose al mondo. E’ veramente molto grande, con ampi spazi verdi in cui studenti e turisti si siedono a parlare, scherzare, studiare. Un ambiente molto tranquillo, nonostante sia in pieno centro.

Entrando nell’ateneo, si può visitare la splendida Old Library, ovvero l’affascinante biblioteca composta da due file di librerie in legno riempite da numerosi volumi.

Non perdetevi il celebre Book of Kells, il manoscritto in miniatura contenente il testo in latino dei quattro vangeli.

Secondo stop: St. Patrick Cathedral. Si narra che sia stata fondata dal pozzo da cui San Patrizio prendeva l’acqua per benedire i cristiani irlandesi. Questa cattedrale è in stile gotico, con l’arredamento in legno e il coro rappresentante spade e scudi. Ingresso a 5,50€.

Terzo stop: Christ Church. Questa cattedrale risale al 1100 ed è uno dei monumenti principali di Dublino. E’ stata costruita mescolando lo stile romanico del coro con quello gotico britannico delle navate. Tuttavia nel tempo è stata spesso mal tenuta e successivamente rinnovata in stile vittoriano.

E’ così giunto il momento di salutare Dublino, anche se in verità ci siamo ritornati giusto qualche ora l’ultima sera. Ancora qualche acquisto nei negozi di souvenir, la maglietta dell’Hard Rock Cafè e una merenda importante pre partenza. Il nostro viaggio prosegue verso Galway, altra pittoresca città d’Irlanda a due ore e mezza di distanza dalla capitale.

Sean, il nostro host, ci aspetta a casa e noi ci possiamo solo arrivare col taxi. In questo caso siamo stati un po’ sfigati: a Galway c’è stato sciopero dei mezzi pubblici entrambi i giorni di visita. Con 10€ si fa il tragitto casa-centro. Sean comunque è stato davvero gentile la prima sera, in quanto ha telefonato lui stesso per prenotarci un taxi l’indomani mattina alle 09,00. Sempre il discorso di prima, in Irlanda c’è un favoloso livello d’accoglienza.

 

Terzo giorno – Cliffs of Moher

Siamo usciti di casa alle 09,00 dove ci attendeva il taxi e abbiamo raggiunto la stazione dei pullman. Qui è cominciato il nostro tour alla scoperta del Burren e delle Cliffs. E’ un tour che consiglio, siamo partiti alle 09,30 e siamo tornati alle 18, toccando diversi punti d’interesse. Il costo è di 30€ e l’organizzazione è affidata a Galway Tour Company.

Il nostro itinerario ci ha visti scendere dal pullman in diversi momenti. Prima tappa è stata una visita esterna al Dunguaire Castle, uno dei castelli più belli d’Irlanda, direttamente affacciato sull’oceano. E’ visitabile solo da maggio a ottobre.

Prima di risalire sul pullman non ho potuto non scattare una foto a questa caratteristica casetta del villaggio di Kinvara.

Si prosegue lungo il Burren, regione della contea di Clare estesa per circa 250 km quadrati. E’ un territorio lunare che presenta una pavimentazione particolare di pietra calcarea frammentata a formare tante singole rocce.

Più avanti siamo scesi per vedere da vicino l’antico Dolmen di Poulnambrone, una tomba megalitica risalente al periodo preistorico.

Dopo la sosta dedicata al pranzo nel villaggio di Doolin, siamo finalmente arrivati alle Cliffs of Moher. Beh, è uno spettacolo naturalistico non da tutti i giorni. Otto km di imponenti scogliere a picco sull’Atlantico, una costante sensazione di stupore misto a meraviglia. Credo che spiegarlo non sia semplice, ma potete farvi un’idea dalle mie foto, in attesa del vostro viaggio.

Solo mentre stavamo andando via abbiamo beccato un po’ di pioggia, ma niente di che. Sulla via del ritorno ci siamo fermati ancora una volta alle Baby Cliffs (scogliere più piccole) e siamo arrivati a Galway quasi per cena.

Così abbiamo cominciato a girare per questa stupenda cittadina medievale. Il centro si sviluppa dalla piazza principale, Eyre Square. Da lì parte la via più importante della città, Williamsgate Street che poi s’interseca con altre viuzze. Come a Dublino, ho apprezzato le architetture e le costruzioni coloratissime. Galway è una città universitaria molto molto giovanile e pratica.

Dopo l’abbondante cena ci siamo persi un po’ per le vie del centro, prima di tornare a casa e metterci a dormire.

 

Quarto giorno – Galway

Il quarto giorno siamo rimasti a Galway fino alle 19, poi col pullman siamo tornati a Dublino, visto che la mattina dopo saremmo ritornati a casa. Siamo usciti di casa verso le 9,00 e abbiamo raggiunto Eyre Square. Lì, alla stazione dei taxi, abbiamo lasciato i bagagli in custodia.

Anche per il fatto che stava cominciando a piovere, ci siamo infilati dentro la St. Nicholas Collegiate Church, la più grande chiesa medievale d’Irlanda.

Voi la sapete la storia del Claddagh Ring? E’ un anello di fidanzamento irlandese molto particolare. E’ composto da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona. Ha origine nel villaggio di pescatori di Claddagh, lungo la Baia di Galway.

The hands are there for friendship,
the heart is there for love.
For loyalty throughout the year,
the crown is raised above.

Ciò che incuriosisce sono i modi differenti in cui può venire portato l’anello, in base al tipo di rapporto:

  • Amicizia, se messo nella mano destra con la punta del cuore verso l’esterno.
  • Fidanzamento, se messo nella mano destra ma con la punta del cuore verso il polso.
  • Matrimonio, se messo nella sinistra con la punta del cuore verso il polso.

Così ci siamo fermati alla Claddagh Jewellers, una gioielleria del centro, dove abbiamo visto gratuitamente un video riguardo la storia dell’anello.

Photo by beryl_lane

Quindi abbiamo fatto una bellissima passeggiata di circa 5 km lungo l’oceano che ci ha portati al borgo di Salthill. Durante la camminata siamo passati da Claddagh, il villaggio di cui vi ho parlato prima, suggestivo con le sue barchette e una favolosa veduta panoramica sulle case di fronte riflesse sul fiume Corrib.

Così s’è fatta sera e abbiamo salutato questa giovane e semplice cittadina irlandese, diretti nuovamente a Dublino. Qui abbiamo cenato a Temple Bar e poi abbiamo preso il bus per arrivare a casa del nostro terzo host, Paul. Colui che si è svegliato alle 4 per accompagnarci in aeroporto e colui che ci ha lasciato in camera un souvenir in regalo, un portachiavi. Che bella gente sti irlandesi!

Half Penny Bridge – Dublino

Così siamo arrivati ai saluti, contenti di aver fatto questo breve viaggetto in una terra tutta da scoprire. In futuro mi auguro di tornare, c’è ancora tanto da esplorare.


E mò, come al solito, appuntamento finale col cibo. I prezzi sono abbastanza nella norma, ma la cosa buona è che le porzioni sono importanti e riempono benissimo lo stomaco. Buon appetito!

zuppa di pesce

fish ‘n’ chips

 

E VOI CI SIETE MAI STATI IN IRLANDA? COSA AVETE VISITATO E COSA VI HA COLPITO MAGGIORMENTE?

Fatemelo sapere nei commenti se vi va! 😉