Un salto a Mondovì, città del tempo

Sabato pomeriggio ho pensato bene di trascorrere due orette a Mondovì. Tanto dovevo comprare delle scarpe da calcio, dunque mi sono fermato per una visita rapida alla città. Mondovì è una cittadina del Piemonte, il fulcro della valle Monregalese, provincia di Cuneo; conta circa 22.000 abitanti ed è una città con alle spalle secoli e secoli di storia. Il nome è legato al periodo Medievale: i cittadini, per sfuggire al comando del vescovo di Asti, si sono organizzati in comunità sul monte Vico.

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Mondovì è situata in una posizione invidiabile: un’oretta scarsa dal Mar Ligure e tre quarti d’ora da Torino. Sullo sfondo, le Alpi.

In così poco tempo sono riuscito solo a farmi un’idea della città. Segniamoci queste due parole, città e tempo: come dal titolo del post, Mondovì è invasa dalle meridiane. Esse decorano i palazzi e le torri, quasi a ricordarti del veloce scorrere del tempo.
In treno fino a Mondovì sono 50 minuti leggeri. La stazione rimane un pó decentrata, per arrivare in città si scende a piedi in cinque minuti. Subito davanti a te la Piazza del Mercato (si fa il sabato) che negli altri giorni è un bel parcheggione credo a pagamento.

Dopo pochi passi si arriva nel cuore della “città bassa”, vale a dire Piazza S. Pietro con la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Sul campanile, il Moro, simbolo cittadino, batte i rintocchi delle ore. Da qui si diramano le vie del centro, una zona più commerciale con bar, negozi, ristoranti. È il classico luogo di incontri per la gente, shopping, aperitivi.

Tra queste stradine, ce n’è una che porta alla funicolare. Perchè la funicolare?! Perchè in questo modo possiamo raggiungere Mondovì Piazza, ovvero la “città alta”. 1,30€ di biglietto e in due minuti sei su.

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Piazza è un tuffo nel Medioevo. Ci ritroviamo immediatamente in Piazza Maggiore, con i suoi bellissimi e antichissimi palazzi. È qui la Chiesa della Missione, ho fatto un giro dentro per 4€ e sono rimasto piacevolmente colpito, presenta una serie di affreschi e dipinti meravigliosi.

Alla fine di via Gallo giungiamo alla Torre Civica che domina sulla città. Nonostante sia in chiusura, riesco a salire (3€ il costo) e in cima ho una vista a 360 gradi sulla vallata. Manco a dirlo, salendo le scale si incontrano diversi tipi di orologi da torre, dai più vecchi sino ai più recenti, per concludere poi con la campana.12963607_449834231889959_3897571210306656982_n

Non buttiamo via i dintorni della piazzetta, ovvero i giardini del Belvedere, con appunto una buona panoramica sui bassi rioni di Mondovì.
Peccato per aver avuto così poco tempo, peró Mondovì mi è piaciuta, soprattutto il borgo Piazza. Il Cuneese ha diversi paesi interessanti, come Saluzzo, Alba, Savigliano, la stessa Cuneo, e non vedo l’ora di scoprirli! 🙂

#unafotoalgiorno: una settimana in Valsesia

Leggendo l’iniziativa proposta da OneTwoFrida, ho pensato di mostrarvi il mio itinerario fotografico di una settimana in Valsesia attraverso sette scatti che hanno caratterizzato le mie giornate. La Valsesia è innanzitutto una vallata in provincia di Vercelli, prende il nome dal fiume Sesia ed è considerata la valle più verde d’Italia. Durante la vacanza, c’è stato spazio per fare una scappatella in Valle d’Aosta con la funivia e una tappa veloce a Casale Monferrato, sulla via del ritorno.

Nel post, parlo sia al singolare che al plurale: alcune cose le ho fatte con la famiglia, altre per conto mio.

Come potrete vedere, questa valle dell’Alto Piemonte mi ha colpito in positivo, lasciandomi ottimi ricordi. Oltre alle classiche escursioni, con viste mozzafiato, c’è altro. Per esempio i borghi che ne fanno parte, deliziosi, con caratteristici tetti di lastre di pietra, e vasi di fiori lungo le strade e sui balconi. Oppure piatti tipici molto gustosi come per esempio la polenta concia, arricchita con burro e toma, e le miacce, impasti di farina, latte e uova, fatti scaldare su delle piastre e unti con il lardo.

Una settimana in Valsesia

Giorno 1 – Alagna Valsesia

Una settimana in Valsesia alagna

Alagna, dove abbiamo soggiornato, è situata a 1200 metri, proprio ai piedi del Monte Rosa.

Molto particolari le case Walser, chiamate così proprio perchè costruite e abitate da un’antica popolazione di lingua tedesca. Per motivi di sovrappopolamento nei loro luoghi originari, in Svizzera, decisero di attraversare le alpi e scendere in Italia per trovare nuove terre e dar vita a delle comunità. Di questo insediamento ci rimangono appunto le case, sviluppate su tre piani. Al seminterrato, in pietra, c’è la stalla e l’angolo dedicato al soggiorno e alla cucina; al primo piano, in legno, le camere da letto; all’ultimo il fienile. Le balconate con le griglie servono per essicare canapa, fieno e segale.

Giorno 2 – Rassa

Una settimana in Valsesia rassa

La mattina del secondo giorno ci siamo recati al Rifugio Pastore, dove abbiamo anche pranzato. Il rifugio si raggiunge da Alagna in circa 45 minuti di piacevole camminata.

Nel pomeriggio ho optato per andare a Rassa, a mio avviso il paese più pittoresco della Valsesia. E’ un comune di appena 66 abitanti.  Non facciamoci ingannare dalle dimensioni: merita una visita!

Giorno 3 – Passo Foric

Una settimana in Valsesia passo foric

La giornata più pesante, ma anche più gratificante. Vestito supercasual, mi sono incamminato per un’escursione tranquilla. Dopo un’oretta sono arrivato presso un rifugio e ho mangiato lì. Ho incontrato la receptionist del residence e abbiamo deciso di proseguire insieme. Tra una parola e l’altra, tra una foto e una pausa, siamo arrivati finalmente al Passo Foric: 2400 metri. Le vedute che offre questa posizione sono stupende, panorami da cartolina, completamente immersi nella natura. Soddisfatti del percorso compiuto, ce ne siamo tornati giù a piedi. Abbiamo infatti perso l’ultimo ritorno in funivia!

Giorno 4 – Gressoney St. Jean

Una settimana in Valsesia gressoney saint jean

Il mio quarto giorno l’ho trascorso fuori Valsesia, a dire il vero fuori regione. Tramite tre funivie sono arrivato a Gressoney St. Jean, in Val d’Aosta. Per un guasto tecnico, ho vissuto uno spiacevole episodio, rimanendo bloccato in funivia durante il tragitto per una ventina di minuti. Gressoney è piccolino, il centro si compone di piazzette e viuzze. Dopo un pranzo non proprio economico, ho passeggiato a fianco del fiume Lys, scattando questa bella foto allo splendido panorama che mi è parso davanti agli occhi.

Giorno 5 – Hydrospeed

Una settimana in Valsesia hydrospeed sport

L’Hydrospeed è uno sport acquatico che ho provato presso EddyLine a Campertogno. Esperienza di due orette, a bordo di un bob galleggiante, lungo le rapide del Sesia. Mamma mia quante ginocchiate! In certi momenti ho avuto anche un pò di paura, non essendo pratico, ma nel complesso è un’avventura che mi sento di consigliare. Ho potuto assaggiare la dirompenza e la forza del fiume, è pura adrenalina. Per fortuna ho beccato una bella giornata di sole, mi sono divertito, con uno sguardo al bellissimo scenario delle montagne.

Giorno 6 – Varallo

Una settimana in Valsesia sacro monte varallo

Il penultimo giorno, una domenica grigia, siamo andati a fare un giro a Varallo, il comune più grande della Valsesia e della provincia di Vercelli. Qui, mediante la cabinovia, siamo saliti al famoso Sacro Monte di Varallo. E’ un luogo di culto costituito da una basilica e quarantaquattro cappelle contenenti statue e dipinti rappresentanti diverse scene religiose. Un’ora e mezza per la visita, poi ha cominciato a piovere e dunque siamo tornati ad Alagna.

Giorno 7 – Casale Monferrato

Una settimana in Valsesia casale monferrato

Durante il ritorno verso la Liguria, abbiamo fatto una tappa a Casale Monferrato per pranzo. in una trattoria. Dopo la mangiata, abbiamo smaltito con un giretto in centro. La storia narra che Casale è stata resa dai Gonzaga uno dei più prestigiosi centri d’Europa nella seconda metà del ‘500. E’ una città d’arte, con il Castello dei Gonzaga, la Torre Civica (nella foto), il Duomo e vari palazzi in stile barocco. Avete mai sentito parlare dei Krumiri? i biscotti! Ecco, sono originari di Casale Monferrato. Per chi non li conoscesse, sono biscotti secchi ottenuti dall’impasto di farina, uova, burro e zucchero. Squisiti da inzuppare nel caffè o nel latte.

 

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