Alla scoperta della Puglia: cosa fare nel Gargano in cinque giorni

Il mio viaggio in Puglia risale agli inizi di settembre e consiste in una settimana spesa principalmente nel nord della regione, esattamente cinque giorni, più altri due nella parte centrale. In questo articolo mi soffermerò su cosa fare nel Gargano in cinque giorni. Definito “lo sperone d’Italia”, il Parco Nazionale del Gargano è un’area naturale protetta che ha il suo fulcro nell’antichissima e verdissima Foresta Umbra e comprende pure la Riserva Marina delle Isole Tremiti, il fiore all’occhiello.

 

Cosa fare nel Gargano in cinque giorni – Qualche info

 

Ho raggiunto il Gargano con un volo diretto da Torino a Bari, operato da Ryanair. Non ero al corrente che se arrivavo tardi al gate, rischiavo di dover lasciare il bagaglio in stiva. E così è stato, essendomi imbarcato tra gli ultimi.

Arrivato a Bari, ho subito ritirato la macchina. Per viaggi del genere, è consigliabile sempre noleggiare il mezzo, evitando di affidarsi alla rete pubblica. Infatti, spesso e (mal)volentieri, parlando in generale, alcuni paesi sono difficilmente raggiungibili, così come le spiagge minori e angolini suggestivi che meritano una visita. Personalmente, da poco mi sono appassionato di viaggi ontheroad, avendo in passato preferito il soggiorno in una singola città. Per un viaggio di questo tipo, scegliere la macchina diventa essenziale. Un ottimo sito a cui appoggiarsi è questo. Easyterra permette di comparare i prezzi dell’autonoleggio, dandoti la possibilità di ottenere la vettura più adatta, cercando tra i migliori fornitori in circolazione. Interessantissima l’opzione “senza preoccupazioni“, la mia preferita, in quanto prevede la copertura totale per danni, il chilometraggio illimitato e la politica del carburante pieno-pieno. Insomma, un valido portale a cui dirigersi per il noleggio dell’auto, facile da usare e molto intuitivo.

Ho soggiornato in tre strutture diverse: l’Hotel Salaria a Rodi, la Locanda al Castello a Peschici e Palazzo Manfredi a Vieste. Ho prenotato con Booking, per me sempre la primissima scelta riguardo i pernottamenti. Oltretutto il fatto di essere “viaggiatore abituale”, mi dà diritto a benefici Genius e sconti sui prezzi d’alloggio.

Settembre per il Gargano è probabilmente, insieme a giugno, il periodo migliore per venire qua. Il clima è perfetto, ho beccato quasi sempre giornate soleggiate. Di giorno si sta benissimo in maglietta e pantaloncini corti, la sera magari ci sta un golfino. Ottimo periodo anche grazie al fatto che il territorio non è invaso dai turisti, le strade e le spiagge non sono per niente affollate e quindi si riesce a godersi meglio il viaggio.

Il Gargano è una terra che quando te ne vai, poi ti manca. Ti manca costantemente, senti la voglia di tornare immediatamente in quei luoghi che hanno rubato una fetta del tuo cuore. Il Gargano non dev’essere visto come il classico posto in cui fare le vacanze al mare. Per carità, propone spiagge incantevoli con mare limpido e pulito, con dei contorni naturali da cartolina, ma c’è molto altro. Tipo i bianchi borghi, i boschi secolari, i laghi costieri, le grotte marine, i tramonti e i panorami da favola. Insomma, è il momento di mostrare il mio itinerario e portarvi con me alla scoperta di quest’angolo di Puglia.

 

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Cosa fare nel Gargano in cinque giorni – Itinerario

 

Cosa fare nel Gargano – Day 1

Il primo giorno, coincidente con una domenica, l’ho passata a Rodi Garganico, in mattinata, e in mezzo alla natura nel pomeriggio. Tornando a Rodi in serata, mi sono goduto un bellissimo tramonto sul mare… e un bel piatto di orecchiette pomodoro e cacio ricotta. Ci tengo a ricordare, casomai ce ne fosse bisogno, che gusti e sapori contribuiscono alla valutazione di un’esperienza. E in Puglia la cucina è super!

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Avendo l’hotel a due passi dal mare, mi è bastato attraversare la strada e arrivare al caratteristico porticciolo. Da qui si ha un bel colpo d’occhio sul borgo che sarei andato a scoprire a breve.

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Salendo verso il centro storico, si ha l’impressione di passeggiare per un antico borgo di pescatori, con case attaccate l’una all’altra e a picco sul mare. Più o meno a metà, inerpicandosi tra i vicoli si giunge a una balconata rivolta al mare chiamata U Vuccl’: qui un tempo le mogli si affacciavano a chiamare i mariti durante la loro attività di pesca.

Le scalinate conducono verso Piazza Rovelli dove fermarsi a gustare un’ottima colazione. Tra l’altro, il servizio che ho trovato a Rodi è stato ineccepibile.

Proseguendo per una via laterale, si arriva a una zona chiamata Sotto Il Castello. Tempo fa infatti Rodi era dominata da un castello aragonese a cui si accedeva solo tramite un ponte levatoio e di cui ora non si hanno più tracce. Nelle giornate limpide, la vista spazia fino alle Isole Tremiti.

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Il pomeriggio invece l’ho dedicato ai ricchi ambienti naturali del Gargano: il lago di Varano e la Foresta Umbra.

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Il lago di Varano l’ho trovato un’oasi di pace dove potersi rilassare lontano da tutto e da tutti. Non c’era davvero anima viva nei paraggi. Percorrendone una parte con la macchina, ho avvistato diversi pescatori intenti a lanciarsi a caccia di qualche pesce da portare a casa.

E’ il maggiore lago costiero dell’Italia meridionale, collegato alle acque adriatiche grazie a due canali. Anguille, orate e spigole costituiscono la fauna principale del lago, la cui acqua viene costantemente addolcita dalle sorgenti provenienti dai monti circostanti.

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Questa invece è la Foresta Umbra, dove la temperatura cala abbastanza. In maniche corte si ha freddo qua, serve un k-way a mio avviso, anche perchè da un momento all’altro potrebbe cominciare a piovere. O anche diluviare, come nel mio caso ovviamente!

Il nome Umbra deriva dal latino e significa cupa. Infatti il polmone verde del Gargano vanta una folta e variegata presenza floristica e faunistica, con querce, pini d’Aleppo e faggi imponenti e altissimi che fanno ombra ai sentieri. A proposito di percorsi, ce n’è per tutti i gusti, di differenti lunghezze, sia per pedoni che per ciclisti. Riguardo alle specie di animali, si trovano caprioli, gufi, tassi, cinghiali, ghiri.

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Camminando si arriva al Cutino d’Umbra, un laghetto nel mezzo della Foresta, dove io mi sono fermato a mangiare un pezzo di focaccia pugliese.

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Cosa fare nel Gargano – Day 2

Il secondo giorno, dopo la colazione nel centro di Rodi, ho lasciato il paese per dirigermi verso due tappe del viaggio: Vico del Gargano e Monte S. Angelo. In serata avrei poi raggiunto Peschici per la prima delle due notti trascorse nel borgo.

cosa fare nel gargano cinque giorni vico

Vico l’ho visitata in piena tranquillità, molto molto lentamente. Ha una storia antichissima, in passato è stato possedimento dei Normanni e degli Svevi, dei quali ancora rimane un imponente castello.

Il borgo medievale si divide in tre rioni: Terra, Casale e Civita. Chiamato anche il “paese dell’amore”, ha come patrono San Valentino e nel bel mezzo del borgo il celebre Vicolo del Bacio. Questo strettissimo passaggio misura 50 cm in larghezza ed è lungo circa 30 m. Per attraversarlo, le coppie sono praticamente costrette a sfiorarsi le labbra.

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Il vero piacere sta nel girare a piedi per il borgo, che presenta caratteristici saliscendi in pietra. Qui è tutto in pietra: strade tortuose, case (perlopiù abbandonate), scalini scavati nella roccia. Sicuramente un impatto diverso rispetto alle facciate in calce bianca degli altri paesi garganici.

Imperdibile poi la vista panoramica, da restare a bocca aperta.

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Da Vico fino a Monte S. Angelo c’è un bel pezzo di strada. Si passa attraverso la Foresta Umbra, una strada quasi deserta ma piena di curve e tornanti.

Monte S. Angelo si trova arroccata su una collina, in una posizione che le consente di avere importanti visuali sul Golfo di Manfredonia.

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Il borgo è famoso per il turismo culturale e religioso. Tanti fedeli arrivano qui per visitare il Santuario di San Michele Arcangelo. Si narra che nacque da quando apparve l’arcangelo in una grotta e cominciò a parlare con la gente longobarda che si era stanziata nel Gargano.

Per avere un punto di vista diverso sulla città, si può entrare nel Castello di Monte S. Angelo, che mantiene tracce dei diversi popoli passati da quelle parti: Longobardi, Normanni, Svevi, Aragonesi e Angioini.

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Non ho trascorso molto tempo qui, credo sia il luogo del Gargano in cui sono stato di meno. Ho camminato per il rione Junno, fatto di serie di casette in calce bianca a schiera e stradine strette, molto caratteristico.

Da provare (io non l’ho fatto però) le tipiche ostie ripiene. Invece, ho assaporato le cartellate.

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Cosa fare nel Gargano – Day 3

Il terzo giorno ho fatto una gita fuoriporta che se ti trovi nel Gargano è assolutamente d’obbligo. Sto parlando della Riserva Naturale delle Isole Tremiti, un parco marino amatissimo dai sub per la ricca presenza di specie faunistiche e floristiche nei fondali.

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Dal 1996 fa parte del Parco Nazionale del Gargano e si compone di cinque isolette:

  1. San Domino, completamente ricoperta da una fittissima pineta che si protende fino al mare. Da non perdere le splendide calette e le grotte.
  2. San Nicola, l’isola principale della riserva, interessante dal punto di vista artistico-culturale.
  3. Cretaccio, praticamente solo uno scoglio, un grosso scoglio.
  4. Capraia, disabitata, un must per le immersioni.
  5. Pianosa, nominata Riserva Marina Integrale. Visitabile solo previa autorizzazione dell’Ente del Parco. Vietate le immersioni, se non tramite guide specializzate.

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Con l’imbarcazione, partita da Peschici, sono arrivato al mattino in un’oretta e mezza. Giornata splendida e calda.. ahh come mi mancano quei momenti!

La tappa è stata all’isola di San Nicola, il centro storico e amministrativo delle Tremiti. Dal porticciolo si sale su, attraverso una stradina che porta fino in cima. Occhio a camminare con le infradito: si scivola che è un piacere!

L’isola è protetta da un’antica cinta muraria a picco sul mare che accompagna fino al centro del paese e all’Abbazia di Santa Maria a Mare, fondata dai monaci Benedettini. Fate caso, durante la salita, alle piastrelle che tappezzano le mura con citazioni di canzoni di Lucio Dalla. Infatti egli, nella sua villetta qua a San Nicola e nell’altra nella vicina San Domino, trascorreva le estati.

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Impossibile non fermarsi qualche istante ad ammirare i panorami mozzafiato presso i bastioni che s’incontrano lungo il tragitto.

A difesa dell’Abbazia, c’è il Castello dei Badiali, con l’annesso Torrione Angioino.

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Nel primo pomeriggio, dopo un pranzo semplicissimo al bar, ho effettuato il tour delle grotte marine. Tramite un motoscafo abbiamo costeggiato l’isola di san Domino, con la sua pineta degradante sul mare, le spiaggette minuscole e appunto incantevoli grotte. Per esempio, meritano un cenno la grotta delle Viole e la grotta delle Rondinelle.

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Durante il tour ci siamo concessi anche un bagno nelle limpide acque adriatiche, nella zona dove nei fondali è presente da 19 anni una statua di Padre Pio.

A metà pomeriggio, abbiamo fatto ritorno a Peschici, giusto in tempo per ammirare un bellissimo tramonto dal porticciolo.

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Cosa fare nel Gargano – Day 4

Il quarto giorno è cominciato con un’ottima colazione alla Locanda al Castello, dove ho anche soggiornato. Il posto è in pieno centro storico, alla sommità di Peschici. Mi è stata data una camera grande e spaziosa, con stupenda vista sul mare. Pensate che in lontananza si vedeva pure il borgo di Rodi!

Peschici è il paese garganico che mi ha colpito di più. Dal porticciolo, oltre a contemplare piacevoli tramonti, se si volge lo sguardo verso il borgo abbarbicato si rimane affascinati di fronte al suo candore. Una scalinata porta su proprio al Castello, dove le prigioni sono tutt’oggi accessibili al pubblico, mentre i piani superiori sono abitati da privati.

L’altro accesso al borgo arriva dalla parte più moderna, dove ci s’imbatte in una torre di difesa e una porta, chiamata Porta del Ponte, in riferimento al vecchio ponte levatoio che serrava il paese proteggendolo dai nemici.

cosa fare nel gargano cinque giorni vista locanda al castello peschici

Il centro storico, manco a dirlo, è zona a traffico limitato ed è fatto di stradine tortuose e vicoletti caratteristici su cui si affacciano le tipiche case di intonaco bianco. Senza programmarsi nulla, si prende la fotocamera e si gira, alla scoperta di ogni angolino suggestivo. Io ne ho trovato uno, per esempio, di cui mi sono letteralmente innamorato. Mi ha ricordato tantissimo le isole greche.

cosa fare nel gargano cinque giorni angoli peschici

Nel pomeriggio ho abbandonato la cittadina per scendere ancora più a sud, in direzione Vieste. La litoranea è una strada bellissima, pulita, piena di verde, e con scorci incantevoli sul mare.

Pochi km dopo Peschici si arriva alla Baia del Turco, dove ho trascorso il pomeriggio. Parliamo di una caletta nascosta e custodita dal promontorio del Gargano, il cui nome riporta alla mente gli sbarchi passati di saraceni e pirati. Ci si arriva in pochi minuti, percorrendo a piedi un sentiero sterrato, dopo aver parcheggiato la macchina. La sabbia è fine e qui, almeno a settembre, regna la tranquillità. Ci si può rilassare sotto il sole e farsi due nuotate al largo, a cui si arriva camminando un pò visto i bassi, e cristallini, fondali.

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In serata sono giunto a Vieste, il pittoresco villaggio considerato il centro principale del Gargano. Se devo essere sincero, Vieste, tra tutti i borghi che ho visitato, è quello che mi ha colpito di meno. Penso che anche il tempo ci abbia messo del suo, soprattutto durante la visita alle grotte del giorno dopo quando il vento era forte, il cielo grigio e la temperatura fresca.

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Cosa fare nel Gargano – Day 5

L’ultimo giorno è iniziato alla ricerca del Trabucco di S. Lorenzo, a pochi km da Vieste. Non so se ne avete mai sentito parlare, ma ci troviamo lungo la rinomata costa dei trabucchi. Cosa sono sti trabucchi? Sono antichi strumenti di pesca, grossi macchinari utilizzati un tempo per catturare i pesci. Sono costruiti in legno e ancorati alla roccia da tronchi di pino d’Aleppo. Da qui partono le antenne che sorreggono una grande rete, chiamata trabocchetto, che aveva il compito di intrappolare la preda.

Tanti sono andati distrutti, tanti altri invece sono tutt’ora presenti e luogo di ritrovo di artisti e artigiani. Alcuni, tipo il Trabucco Da Mimì, sono stati rivisitati e adesso ci si può addirittura fermare per un aperitivo o per la cena.

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Due simboli che caratterizzano Vieste e il Gargano in generale sono l’Architiello di San Felice e il Pizzomunno.

L’Architiello è un arco scavato nella roccia, ricoperto dalla macchia mediterranea. Si può osservare recandosi presso la Torre di San Felice, che delimita l’omonima baia. La leggenda vuole che siano state le Ninfe e i Tritoni a dargli vita, in onore del tempo trascorso nel Gargano da Nettuno e sua moglie Anfitrite.

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Il Pizzomunno invece è l’emblema di Vieste, un monolite in pietra calcarea alto 25m posizionato lungo la battigia della spiaggia. Si dice che facendo un giro completo attorno al Pizzomunno ed esprimendo un desiderio, esso si avvererà.

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Vieste è divisa in due parti: una nuova, piena di negozi e ristoranti, e una vecchia, il vero e proprio borgo, dove si mescolano le caratteristiche viuzze e attraverso strette salite si arriva al castello, oggi appartenente all’esercito e dunque inaccessibile. Una delle chiese in cui entrare è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, situata nella parte alta di Vieste. Le antiche botteghe attirano i visitatori, qui è possibile fare scorta di prodotti tipici, come l’olio d’oliva, i pomodori secchi e i lampascioni.

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Cosa vedere in Valle d’Itria: Alberobello, Locorotondo, Ostuni

Durante il mio viaggio in Puglia, ho avuto modo anche di trascorrere qualche ora in Valle d’Itria, territorio compreso tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Il viaggio è stato incentrato principalmente sul Gargano, ma tornando verso Bari ho deciso di fermarmi nella così chiamata “Valle dei Trulli”, giusto per un assaggio dei tipici borghi locali. Ecco quindi che ho aggiunto al mio itinerario tre mete imperdibili: Alberobello, Locorotondo e Ostuni. In questo articolo dunque parlo di cosa vedere in Valle d’Itria e di quanto sia bello quest’angolo di Puglia, fatto di immense distese di ulivi e vigne.

Cosa vedere in Valle d’Itria – Alberobello

Alberobello è il primo paese che mi ha accolto nella Puglia centrale. Arrivando da una scappatella a Matera, mi sono fermato a dormire una notte qui. Precisamente in un trullo! Ma cosa sono sti famosi trulli?

Sono antichi edifici rurali di colore bianco costruiti in pietra a secco e formati da un tetto grigio a cono. Un tempo erano le case dei contadini e hanno mantenuto col passare del tempo il loro aspetto primitivo, anche all’interno. Avendo prenotato all’ultimo la notte qui, ho pagato 70 € ma era un’esperienza che volevo fare assolutamente. E devo dire che mi sono trovato benissimo. C’era pure il wifi! Lo consiglio, una volta nella vita si deve fare.

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La posizione era ottima, in pieno centro e a pochi passi dal Trullo Sovrano, il più grande dei trulli esistenti e l’unico ad essere composto da due piani. Oggi ospita il Museo del Territorio.

Alberobello, inserita nella lista UNESCO nel 1996, si divide in due Rioni principali: Monti e Aia Piccola.

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Trullo Sovrano

Aia Piccola è il quartiere più autentico di Alberobello, con circa 400 trulli, tutti abitati. E’ il nucleo storico del paese e fortunatamente non è ancora stata toccata dalle attività commerciali.

Monti invece è il rione più popolato. Ci sono un migliaio di trulli, tanti dei quali adibiti oggi a negozietti di souvenir e botteghe artigiane. Alcuni sono anche visitabili gratuitamente, volendo si può lasciare un’offerta libera. Qui hanno sede la Chiesa-Trullo di S. Antonio e i Trulli Siamesi, ovvero due trulli uniti tra loro e in passato comunicanti attraverso una porta interna.

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Da Piazza del Popolo, si può sfruttare il Belvedere per avere una splendida panoramica sulle distese di trulli nel rione Monti.

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Cosa vedere in Valle d’Itria – Locorotondo

A pochi minuti da Alberobello, sorge uno dei borghi più belli d’Italia: Locorotondo. Conosciuto fino all’800 col nome di Luogorotondo per la forma dell’abitato, mantiene ancora una cinta muraria rimasta intatta e fa parte delle “città bianche” della Puglia.

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Qui mi sono soffermato davvero pochissimo, ci sono stato giusto un’ora e mezza, il tempo di perdermi e riperdermi più volte nei candidi vicoli del centro storico. A rendere Locorotondo una località visitatissima sono appunto le bianche stradine che la compongono e i vasi di fiori che sbucano praticamente dappertutto, lasciando sensazioni di stupore sul volto dei turisti.

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Vista sulle campagne sottostanti

Inutile dire che la batteria di telefono e fotocamera sia scesa notevolmente.

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Cosa vedere in Valle d’Itria – Ostuni

Ostuni è l’unica località della Valle con sbocco sul mare ed è considerata la Città Bianca per eccellenza, interamente dipinta in calce bianca.

Autentica perla della Puglia, non ci impiega molto a stregare i visitatori. Fin dalla strada, ancora prima di giungere in questa città arrampicata su tre colli, si hanno scorci pittoreschi da immortalare.

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Poi, una volta arrivati al centro storico chiamato La Terra, è cosa buona e giusta lasciarsi trasportare dall’atmosfera di Ostuni, affrontare il groviglio di viuzze e i continui saliscendi che la caratterizzano, senza dar peso al tempo che passa.

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Da non perdere, e io sfortunatamente me la sono persa, una visita alla Cattedrale gotica di S. Maria Assunta, situata sulla cima della città vecchia. Il rosone sulla facciata è tra i più grandi in assoluto.

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Cosa mi porto dalla Puglia: pensieri post viaggio

Cosa mi porto dalla Puglia.. Beh, purtroppo niente maglietta del Gargano. L’ho cercata, ma o non la vendevano oppure avevano quella da bambino. Così, dalla Puglia porto a casa souvenir da aggiungere alla mia personalissima bacheca e ottimi ricordi che dureranno nel tempo.

Il mio viaggio in Puglia è composto da due parti: la prima, più consistente, nel Gargano e la seconda, due giorni e mezzo, nel centro della regione. Inizialmente avrei trascorso un giorno in più nel Gargano, passando solo le ultime 36 ore a Bari. Ma poco prima di partire ho optato per una modifica, ovvero togliere la giornata a Mattinata e aggiungere diverse e brevi visite a Matera e ai dintorni baresi.

In pratica venerdì avrei dovuto godermi gli ultimissimi momenti nello sperone d’Italia, ma sono partito alle 6 del mattino per fare tappa a Gravina, sono entrato in Basilicata per Matera e ritornato in Puglia per Alberobello, dove ho dormito all’interno di un trullo. Il giorno dopo, sveglia presto per conoscere la caratteristica località, poi subito a Locorotondo, Ostuni e Monopoli, arrivando a Bari sabato sera verso le 19,30.

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Adesso, a freddo, appena tornato, penso che se avessi la possibilità di tornare a dieci giorni fa (magari!), rifarei il viaggio come da programma iniziale.

Gli ultimi giorni sono stati un pò frenetici, vissuti non al meglio. Per carità, non mi pento di nulla, ho visto posti che mi hanno lasciato a bocca aperta, sia Matera che la Valle d’Itria e l’Alta Murgia. Tuttavia sarebbe stato meglio includere queste bellissime località in un altro viaggio futuro in Puglia, incentrato a sto giro appunto in queste zone e diretto verso il Salento.

Cosa mi porto dalla Puglia

Dalla Puglia mi porto la felicità di aver trascorso bellissime giornate nel Gargano, la parte settentrionale, una terra ancora selvaggia e poco esplorata.

Il Gargano mi ha accolto a braccia aperte, offrendomi diverse scelte per godermelo appieno. Innanzitutto il clima di settembre è fantastico: caldo non eccessivo e leggera brezza. Poi pian piano che ti sposti verso le alture, la temperatura si abbassa fino ai 16-17 gradi. Altro aspetto da non sottovalutare è la tranquillità nei paesi e nelle spiagge, non ho mai avuto la sensazione di soffoco e confusione, cose che ho provato a Bari sabato sera!

Verde, Bianco e Blu. Sono assolutamente questi i tre colori che rendono magico il Gargano. Il Verde della natura rigogliosa, il Bianco degli incantevoli borghi, delle imponenti falesie e dei faraglioni, il Blu del mare che si fonde col cielo.

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I paesi di Rodi e Peschici sono il punto di partenza per un’escursione al paradiso delle Isole Tremiti, poco lontane dalle coste pugliesi. L’Isola di San Nicola dove ferma il traghetto permette di addentrarsi nell’antichità, percorrendo la cinta muraria e arrivando al castello. I bastioni sulla via regalano panorami eccezionali.

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Cosa mi porto dalla Puglia

Mi porto dietro l’accoglienza e l’ospitalità della gente, la tradizione e la semplicità, l’essere rimasti naturali e autentici. Mi porto i sorrisi dei residenti, disposti ad aiutarmi quando ne ho avuto bisogno, spiegandomi bene dove andare e come muovermi.

Torno contento di aver provato l’ottima gastronomia tipica, con le memorie migliori che risalgono a ieri mattina. Colazione spettacolare in Piazza del Mercantile a Bari, a base di pasticciotto e caffè in ghiaccio, e poi “pranzo” con focaccia barese direttamente su una panchina del lungomare.

Torno consapevole di dover cambiare gambe. Ebbene, Dio solo sa quanti km ho fatto lungo il centro storico dei paesi che ho visitato. Nel Gargano è un saliscendi continuo, così come a Matera nei due Sassi.

Infine, dalla Puglia mi porto la voglia di ritornarci in futuro e scoprire il resto.

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Per qualunque informazione riguardo la regione, potete rivolgervi qui.

In viaggio nel Gargano: aspettative pre-partenza

Buonasera a tutti, siamo arrivati finalmente al momento della partenza per la Puglia, in particolare la “regione” del Gargano.

Da un bel pò di tempo, vedendo su instagram foto di paesaggi incredibili, ho in testa di farmi una settimana nel Gargano, lo sperone d’Italia, territorio parecchio amato dai viaggiatori per le sue bellezze terrestri e marine. Mi va pure di differenziarmi dalla massa che solitamente invade le località pugliesi da Polignano in giù, fino alle caraibiche spiagge salentine. Ho scelto il Gargano, la prima settimana di settembre, per cercare di vivermelo in pace senza un eccessivo affollamento turistico, cercando di godermelo il più possibile e portare a casa ottimi ricordi.

Tuttavia pare che l’estate debba “terminare” proprio in quei giorni, visto il sicuro abbassamento delle temperature e il meteo che non promette benissimo. In ogni caso, sono certo che non rimarrò deluso!

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Gargano: cosa mi ha convinto?

  • I borghi, da nord a sud, da Rodi a Mattinata, passando per Vieste, Peschici, Vico del Gargano e Monte S. Angelo. Paesi deliziosi, tra i più belli d’Italia, con un centro storico fatto di viuzze che si snodano tra le casette in calce bianca.
  • Il mare, un bellissimo mare limpido e cristallino, e incantevoli spiagge in cui rilassarsi totalmente.
  • Il verdissimo paesaggio naturale che caratterizza questa terra, tra i boschi della macchia mediterranea, le falesie a picco sul mare e i faraglioni imponenti, atto a fondersi con l’azzurro azzurrissimo del cielo e del mare.
  • I trabucchi, antichissimi macchinoni da pesca costruiti in legno e diffusissimi sulla costa garganica, un fantastico soggetto per foto al tramonto o un insolito luogo in cui assaggiare la cucina tipica.
  • La Foresta Umbra, il polmone verde del Parco Nazionale del Gargano, un’area ancora selvaggia dove entrare a contatto con la fauna e la vegetazione locali.
  • Le gite in barca alla scoperta di baie nascoste e grotte suggestive da immortalare.
  • Le Isole Tremiti, definite le perle dell’Adriatico, con tappa a San Domino e San Nicola, alla scoperta dei tesori del posto.
  • I laghi costieri di Varano e Lesina.

 

Ogni consiglio e suggerimento sul Gargano è ben accetto ovviamente! Seguite il tag #InViaggioNelGargano: sarò attivo sui canali social (Facebook, Twitter, Instagram e Instagram Stories) per mostrarvi il mio viaggio nel Gargano.