Itinerario a piedi per visitare Catania in un giorno

Avete mai sentito parlare di una città distrutta nove volte e altrettante ricostruita? Ecco come si presenta Catania, una delle città più belle della Sicilia. Ha una storia molto antica, comprendente anche eruzioni laviche, terremoti, invasioni e bombardamenti che l’hanno spesso messa ko. Momenti tragici da cui è riuscita sempre a risollevarsi nella maniera migliore. Proprio per questo si considera come simbolo di Catania l’araba fenice, il mitologico uccello di fuoco scolpito nella Porta Garibaldi, insieme alla scritta “Melior de cinere surgo” (“rinasco dalla cenere meglio di prima”). Nell’articolo mostro un itinerario a piedi per visitare Catania in un giorno, avvisandovi però che bisognerebbe dedicarle più tempo, almeno due giorni.

 

Itinerario a piedi per visitare Catania in un giorno

  • Castello Ursino
  • Teatro Romano
  • Via dei Crociferi
  • Piazza Duomo: Cattedrale di Sant’Agata, Fontana dell’Elefante, Fontana dell’Amenano, Palazzo degli Elefanti
  • La Pescheria
  • Via Etnea
  • Piazza Stesicoro: Anfiteatro Romano
  • Villa Bellini
  • Chiesa della Badia di Sant’Agata

 

– Castello Ursino

Avendo prenotato con AirBnB in Via Plebiscito, attraversare la strada e ritrovarmi a Castello Ursino è davvero un attimo.

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Esso sorge in Piazza Federico di Svevia e ha una storia di circa 800 anni. E’ stato costruito come fortezza difensiva dall’imperatore Federico, collocato su un promontorio affacciato sul mare. Tuttavia nel 1669 l’eruzione dell’Etna ha permesso alla lava di ricoprire la zona attorno al castello, senza recare danni alla costruzione, ma spostando la linea di costa. E’ per questo che adesso Castello Ursino, che ospita il Museo Civico di Catania, non dà più sullo Ionio.

Dallo scorso ottobre e fino al 20 maggio, è presente la mostra “Da Giotto a De Chirico – I Tesori Nascosti”, curata da Vittorio Sgarbi.

In questa piazza si trova un chioschetto dove ci si può fermare, magari a metà mattinata o nel pomeriggio, per dissetarsi bevendo un buon seltz. Buon per i catanesi, perchè a me non è piaciuto per nulla! Trattasi di una bevanda tipica che consta di un bicchiere d’acqua frizzante, con l’aggiunta di succo di limone e un cucchiaino di zucchero.

– Teatro Romano

Dal castello s’imbocca Via Castello Ursino e si giunge prima a Via Garibaldi, poi, salendo ancora, a Via Vittorio Emanuele II. Qui è doverosa una tappa al Teatro Romano di Catania.

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Il Teatro Romano risale al II secolo d.C. e si dice sia stato costruito su una struttura di epoca greca. Di forma semicircolare, veniva utilizzato per le rappresentazioni teatrali. La zona dell’orchestra è bagnata dalle acque del fiume sotterraneo Amenano che ne impedisce l’uso per spettacoli contemporanei.

Vicino si trova l’Odeon che nell’antichità ospitava spettacoli danzanti e attualmente viene usato per rappresentazioni estive.

– Via dei Crociferi

Uscendo dal teatro e continuando su Via Vittorio Emanuele II si arriva quasi subito alla Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata. Di fronte a essa, una statua rappresentante il cardinale Dusmet. Egli, durante l’eruzione del 1886, portò in processione il Velo di Sant’Agata che fermò l’avanzata della lava.

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Da qui, attraverso l’Arco di San Benedetto, ci si addentra in Via dei Crociferi, una delle strade più famose della città. Pensate che in uno spazio di circa 200 metri, sono situate ben quattro chiese! E’ la via del barocco catanese, su cui si affacciano, in ordine, le chiese di San Benedetto, San Francesco Borgia, San Giuliano e San Camillo.

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– Piazza Duomo

Torniamo indietro dalla Chiesa di San Francesco e proseguiamo dritti lungo Via Vittorio Emanuele II. Eccoci giunti in Piazza Duomo.

Piazza Duomo è il cuore di Catania e qui hanno sede la Cattedrale di Sant’Agata, ossia il Duomo, e il Palazzo degli Elefanti che ospita il municipio. Al centro della piazza si erge la Fontana dell’Elefante, chiamata u liotru, costituita da tre gradoni su cui poggia un basamento di marmo bianco con sopra l’elefantino in pietra lavica. Sulla schiena dell’animale si adagia un obelisco di granito.

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Palazzo degli Elefanti

 

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La facciata del Duomo è stata realizzata utilizzando il marmo bianco di Carrara. Costruita sui resti delle terme romane di Achille, si trova nel luogo del martirio di Sant’Agata, patrona della città. L’adiacente Palazzo dei Chierici è collegato con la Cattedrale attraverso un passaggio sopra Porta Uzeda.

Sinceramente il Duomo non mi ha fatto impazzire internamente, mentre da fuori è di sicuro una splendida costruzione.

Tutti gli anni, dal 3 al 5 febbraio, il 12 febbraio e il 17 agosto si festeggia Sant’Agata a Catania, invasa da grandi quantità di turisti e fedeli.

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Fontana dell’Amenano

Altra fontana degna di nota, e di una foto, è quella dell’Amenano, progettata nel 1867 dallo scultore Tito Angelini. Chiamata in catanese l’acqua ‘o linzolu per via dell’acqua che fuoriesce dalla vasca e si riversa nel fiume, formando un lenzuolo. Sopra la vasca si erge una statuetta rappresentante la personificazione del dio Amenano, venerato nell’antichità.

– La Pescheria

Non è un semplice mercato, la Piscarìa è Il Mercato di Catania. Scendendo la scalinata dalla Fontana dell’Amenano, si arriva a questo mercato giornaliero che vivacizza la città e raccoglie i cittadini. Si sviluppa partendo dalla Porta di Carlo V, fino a Piazza Alonzo di Benedetto e Piazza Pardo.

A proposito della Porta di Carlo V, è l’unica rimasta intatta delle sette porte che costituivano le mura di Catania.

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La Pescheria, antico mercato del pesce, è un groviglio di voci, odori e colori. Un movimento continuo e frenetico, le grida dei commercianti che invitano all’assaggio e l’acquisto dei freschissimo pesce appena pescato. Questa è la vera anima della Catania barocca.

Aperto fino all’incirca alle ore 14 tutti i giorni, tranne la domenica.

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– Via Etnea

Girato un pò per il mercato, consiglio di tornare in Piazza Duomo e imboccare la Via Etnea.

E’ la strada principale di Catania, lunga 3 km. Negozi, locali e ristoranti costeggiano la via, insieme a eleganti palazzi, chiese e affascinanti piazze. E’ il caso della Basilica della Collegiata, affacciata sulla Via Etnea, oppure Piazza Università dove si trova appunto il Palazzo dell’Università, sede del rettorato, e Palazzo San Giuliano, sede amministrativa dell’Università.

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– Piazza Stesicoro

Piazza Stesicoro colpisce sin da subito per la presenza dell’Anfiteatro Romano, un tempo riempito d’acqua attraverso l’acquedotto sotterraneo e utilizzato per le neumachie, ovvero delle battaglie navali.

Ciò che rimane dell’Anfiteatro è solo una parte di quello che era, il resto è stato ricoperto dalle case e dai palazzi circostanti. Per grandezza comunque, è secondo solo al Colosseo!

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Dall’altro lato della piazza si può vedere il monumento dedicato a Vincenzo Bellini e, alle spalle, Corso Sicilia con i principali edifici finanziari di Catania.

E’ proprio da Piazza Stesicoro che il 3 Febbraio di ogni anno iniziano i festeggiamenti a Sant’Agata, con la processione della luminaria.

– Villa Bellini

Proseguendo sulla Via Etnea compare un’area verdissima. E’ Villa Bellini, o Giardino Bellini, uno dei parchi più grandi di Catania e il più antico.

Questo posto, fatto di giardini decorati e fontanelle, è perfetto per rilassarsi e fare una pausa per recuperare le energie, magari riforcillandosi di arancini. Basta infatti attraversare la strada ed entrare nella storica Pasticceria Savia per assaggiare dei gustosissimi arancini tipici, i più buoni di Catania a detta di molti.

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Vicino a Savia, c’è un altro locale imperdibile, ovvero la Pasticceria Spinella. Avendo poco tempo, praticamente sono uscito da Savia e sono entrato da Spinella, a sto giro per un’altra specialità sicula: la granita accompagnata dalla brioche col tuppo. Ragazzi, in Sicilia si mangiano cose che voi umani…. Impossibile tornare a casa senza aver messo su qualche kg.

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– Chiesa della Badia di Sant’Agata

Valutate bene il periodo in cui visiterete Catania. A novembre io ho trovato un clima favoloso, belle giornate, pochi turisti. Ma a novembre alle 17,30 è praticamente buio e gli orari di ingresso ai vari punti d’interesse si accorciano, dunque si ha meno tempo a disposizione da dedicare alla città.

E’ per questo che, volendo fotografare il panorama di Catania al tramonto, mi sono recato alla Chiesa della Badia di Sant’Agata praticamente a metà pomeriggio. Essa è situata in Via Vittorio Emanuele II, di fronte a una facciata laterale del Duomo.

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Il lampadario è formato da oltre 5000 cristalli di Murano!

 

Salendo sulle terrazze, si può ammirare la splendida veduta sulla città, con l’Etna dalle cime innevate a vegliare da lontano.

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Un consiglio per la cena

Per la cena ho ascoltato i suggerimenti di un amico e dunque sono tornato indietro al punto di partenza, ovvero il Castello Ursino. Beh, non prima di aver immortalato l’elefantino in versione notturna.

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Quindi, consiglio da Piazza Duomo di prendere Via Garibaldi e tornare in Piazza Federico di Svevia, dove vi attende il Borgo di Federico. In questa zona di Catania è rinomato venire a mangiare la buonissima carne di cavallo, tipica della città. Anche se tanti la possono vedere come una cosa vomitevole, merita un assaggio. Secondo me vi piacerà! Oltretutto la carne equina contiene poco colesterolo, è facilmente digeribile e non è salata. Vi ho convinti a provarla? No? Tenterò con una foto…

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Un consiglio per il post cena

Dopo l’abbuffata di carne di cavallo, perchè non andare a bere un drink in un luogo tipico e frequentatissimo di Catania?

Non c’è da muoversi molto a piedi, basta raggiungere Piazza Currò ed ecco A’ Putia dell’Ostello, più semplicemente l’Ostello per i catanesi. D’estate tutta la piazza si riempie di tavolini brulicanti di gioventù.

Questo luogo nasconde un segreto che ora vi svelo. Scendendo le scale interne fatte di pietra lavica, si arriva a una grotta dove scorre il fiume Amenano. Questo spazio fa parte del locale ed è un luogo perfetto per gli incontri nei periodi più freschi dell’anno.

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Possibili escursioni

Come già scritto all’inizio, la cosa migliore è godersi Catania in più giorni. Se avete poco tempo e volete dare un’occhiata ai dintorni, mi permetto di suggerire:

  • Un’escursione su Sua Maestà Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Io mi sono rivolto a Etna Est, trovandomi molto bene.
  • Una visita ad Acicastello e Acitrezza, celebri per i Faraglioni dei Ciclopi.

 

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5 cose da fare a Ragusa, città barocca del Val di Noto

Durante la mia avventura siciliana, ho voluto fortemente trascorrere del tempo nel Val di Noto, area sud-orientale comprendente diverse città iscritte dal 2002 nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Ne ho viste quattro, ossia Ragusa, Modica, Scicli e Noto. Queste città sono un esempio lampante della splendida architettura barocca che caratterizza il Val di Noto. Nell’articolo parlo di 5 cose da fare a Ragusa, la provincia italiana situata più a sud.

A seguito del terribile terremoto del 1693, Ragusa venne rasa al suolo e persero la vita migliaia di persone. All’indomani della catastrofe, iniziò la ricostruzione della città. Il nucleo originario venne riedificato secondo la vecchia struttura, mentre nacque una zona più moderna, situata sul colle, in contrada Patro.

Ragusa oggi è quindi divisa in due parti: Ragusa Superiore e Ragusa Ibla.

5 cose da fare a ragusa panorama

 

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5 cose da fare a Ragusa – Ragusa Superiore

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Lasciando la macchina a Ragusa Superiore (io ho alloggiato lì), si scende a piedi fino a incontrare la maestosa Cattedrale di S. Giovanni, santo patrono della città insieme a S. Giorgio.

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La cattedrale è stata costruita alla fine del XVIII secolo. Si caratterizza per una ricca composizione tardo-barocca all’esterno, con un alto campanile, mentre l’interno è a tre navate con ben quattordici colonne in pietra pece di Ragusa.

Ragusa Superiore, oltre all’elegante cattedrale, presenta anche diversi palazzi storici che meritano una visita, come Palazzo Zacco o Palazzo Bertini. Avendo poco tempo a disposizione, non sono entrato, ma il Comune di Ragusa ha avuto un’idea molto interessante per i turisti, mettendo a disposizione degli itinerari a piedi tramite codici (QR code) sui cartelli da inquadrare con un’app sullo smartphone.

Non è semplice spiegarlo così; con questa foto avrete tutto più chiaro.

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5 cose da fare a Ragusa – Scendere a Ragusa Ibla

Scendendo da Corso Italia si arriva alla Chiesa di Santa Maria delle Scale. Da questo punto si comincia a intravedere Ibla, l’altra parte di Ragusa.

Da Via Scale inizia una bella discesa di scalini che porta fino a Piazza della Repubblica. Si può anche andare in macchina, ma il consiglio è di camminare e godersi le splendide vedute da diverse angolazioni.

5 cose da fare a ragusa via scale

5 cose da fare a ragusa vista ibla

La cupola blu che vedete, incantevole, appartiene alla Chiesa di Santa Maria dell’Itria, costruita dai Cavalieri dell’Ordine di Malta e solo parzialmente rovinata dal terremoto. Un tocco in più nelle fotografie panoramiche grazie appunto al campanile con la cupola colorata e arricchita da maioliche raffiguranti vasi di fiori.

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5 cose da fare a Ragusa – Ammirare la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio

La Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio ha sede in Piazza della Repubblica, detta anche Piazza degli Archi, per via dell’antica presenza di archi di un acquedotto che ora non c’è più.

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L’esterno presenta due finte porte laterali che non permettono l’ingresso, a significare che la via per il paradiso è solo una. Esternamente sono presenti anelli in ferro, ai quali venivano legati i bestemmiatori per punizione.

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L’interno della chiesa è diviso in tre navate. Percorrendo quelle laterali, si notano delle sculture di teschi, con insegne di cardinali e vescovi, a voler mostrare la precarietà e la fragilità del potere terreno. L’altare maggiore è fatto in marmo e in questa chiesa è presente il più antico organo di Ragusa.

5 cose da fare a Ragusa – Perdersi per Ibla

5 cose da fare a ragusa barocco

Uscendo dalla Chiesa delle Anime Purganti (la chiamano anche così!), ci si può inerpicare per la strettissima Salita dell’Orologio, un antico passaggio che, attraverso vicoletti tortuosi e scorci stupendi, porta al centro del quartiere di Ibla.

La destinazione è Piazza Duomo, dove ha sede la chiesa madre.

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5 cose da fare a Ragusa – Duomo di S. Giorgio

Il Duomo di S. Giorgio domina l’omonima Piazza Duomo, con la sua imponente ed elegante struttura a tre navate, a cui si arriva tramite una scalinata. L’unico pezzo rimasto intatto a seguito del terremoto del 1693 è il grande portale in stile gotico-catalano. Lo stile del Duomo è, chiaramente, barocco e ne è uno dei migliori esempi in Italia.

Avviso ai naviganti: il Duomo è purtroppo chiuso dalle 12.30 (13 in estate) fino alle 16.00. Non benissimo eh? Quindi ci ho dovuto rinunciare, per proseguire il mio itinerario in programma.

5 cose da fare a ragusa duomo

5 cose da fare a ragusa duomo san giorgio

La piazza è il luogo ideale per fermarsi a fare una pausa. Infatti su entrambi i lati ci sono caffetterie e localini dove assaggiare specialità tipiche.

Io ho provato la scaccia, una specie di focaccia sottile e piegata su sè stessa, condita con pomodoro, basilico e caciocavallo. Buonissima!

VIDEO: Il mio viaggio in Sicilia

Il mio viaggio in Sicilia

Un’esperienza on the road di dieci giorni, un bellissimo viaggio attraverso città e borghi imperdibili, dalla splendida Palermo in giù fino alla Valle dei Templi e le note città barocche, per poi salire in direzione Catania e Taormina, prima di godermi la pace delle Madonie. Ecco il mio viaggio in Sicilia.

Non potevo chiedere di più, la Sicilia va vissuta in pieno, perchè sa regalare emozioni e sensazioni felici.

Un assaggio di Sicilia in questo video, buona visione!

Cosa visitare a Palermo in un giorno

Palermo è stata la prima tappa del mio tour siciliano avvenuto all’inizio di questo novembre. Sono atterrato qui col volo da Torino e ho trascorso un giorno alla scoperta della città. Città che, ovviamente, andrebbe vissuta in più giorni per rendersi conto di tutte le bellezze che possiede. Palermo sarà Capitale della Cultura nel 2018 e mi auguro che il numero dei visitatori, d’ora in poi, aumenti in maniera esponenziale, perchè se lo merita. Dunque, sono pronto a raccontarvi nell’articolo cosa visitare a Palermo in un giorno.

Fondata dai Fenici, subì tante e diverse dominazioni nel corso della sua storia: dapprima i Romani, poi Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Spagnoli. Un insieme di culture e tradizioni differenti che si sono insediate nella città e hanno lasciato il segno, nella cucina, nella lingua, nei palazzi e nelle strade del centro storico. I bombardamenti subiti durante l’ultima guerra, la forte espansione edilizia che ha portato alla demolizione di quartieri antichi e borgate e i problemi con la mafia costituiscono pagine pesanti della storia cittadina. Oggi Palermo è una città che non ha dimenticato il proprio passato, ma dagli anni ’90 ha iniziato un percorso di graduale ripresa e crescita che spero la riporti agli antichi fasti.

La mia esperienza in città è stata condizionata, positivamente, dalla collaborazione avvenuta col team di Visit Palermo, un’interessante realtà turistica presente in città. Il laboratorio MICRO è il punto dove l’associazione lavora, presentandosi come un centro di informazioni turistiche, senza limitarsi solo a questo. Infatti è possibile prenotare tour della città, cercare alloggi e b&b, riservare il posto nei ristoranti, partecipare a corsi di cucina siciliana, degustazioni di vini, escursioni e noleggi di mezzi. Insomma, i ragazzi si danno un gran da fare per offrire momenti da portarsi a casa con orgoglio.

MICRO è situato a Palermo, in Via Alloro 19, nel quartiere de La Kalsa, a due passi dal mare.

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Nel mio caso, sono molto contento di aver avuto un assaggio della città insieme a persone locali che conoscono bene il posto e le sue mille sfaccettature. Marta mi ha portato per qualche ora in giro, toccando piazze storiche, chiese barocche, botteghe artigiane e i mercati cittadini, dove ci siamo fermati a riforcillarci di specialità tipiche.

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Ho alloggiato in Corso Pisani, a pochi minuti a piedi dal Palazzo dei Normanni, in piazza Indipendenza. Detto anche Palazzo Reale, è una delle attrazioni principali di Palermo, custodendo al suo interno la Cappella Palatina. L’idea era quella di visitarla nel pomeriggio, per conto mio, ma sono arrivato tardi e la biglietteria era chiusa.

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Ecco, ricordate bene: se andate a Palermo, e in Sicilia in generale, a novembre, state tranquilli che facilmente la giacca non vi servirà, anzi. Però tenete conto che i luoghi di richiamo possono avere degli orari di apertura ristretti, rispetto alla bella stagione, e che purtroppo alle 17.30 è già buio.

Dalla piazza, tramite la Porta Nuova, si accede al Cassaro, ovvero la via più antica di Palermo. Il nome vero è Corso Vittorio Emanuele, lunga strada che conduce fino al mare, dov’è situato l’altro ingresso alla città, ossia Porta Felice.

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Scendendo lungo la via, può anche succedere -per sbaglio eh- di porgere lo sguardo a sinistra e intravedere una struttura imponente e meravigliosa che ti obbliga a bloccare il cammino per qualche minuto. E’ la celebre Cattedrale della Santa vergine Maria Assunta, più semplicemente la Cattedrale di Palermo.

Come per la città, ha subito le influenze dei popoli conquistatori, assimilando e arricchendosi, grazie ai continui restauri del passato. Comunque, devo essere sincero: personalmente, l’interno non mi ha colpito granchè. Da questo punto di vista, Palermo sa offrire di meglio.

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Invece, merita salire sulla torre campanaria, per avere una visuale migliore del capoluogo. Farlo al tramonto poi, come nel mio caso, assume un’atmosfera ancora più suggestiva.

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Proseguendo lungo il Cassaro, si giunge a piazza Villena, che rappresenta l’incrocio con un’altra via importante della città, ossia via Maqueda. Quando leggi dei Quattro Canti di Palermo, ci si riferisce proprio a questa piazza.

I Quattro Canti, costruiti nel 1600, sono i quattro palazzi posti ai lati dell’intersezione, ognuno con una facciata concava che può sembrare uguale alle altre ma si differenzia per le decorazioni. Infatti i Canti presentano alla base una fontana simboleggiante uno dei quattro fiumi della città antica, al primo piano l’allegoria di una stagione, al secondo la statua di un re spagnolo e all’ultimo una delle sante palermitane.

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A spasso per la città con Visit Palermo

Cosa visitare a Palermo in un giorno – Quartiere La Kalsa

Il tour con Marta è cominciato dal quartiere La Kalsa, dov’è situata la sede MICRO. Questo cantone risale ai tempi arabi (si chiamava Al Halisah, “l’eletta”) e ospitava la residenza dell’emiro. Prima tappa alla chiesa di Santa Maria dello Spasimo, un luogo sconsacrato e senza il soffitto, crollato nel ‘700. Si trova dietro un ex ospedale e oggi ospita eventi e concerti. Uscendo, si può raggiungere il giardino adiacente, uno spazio molto verde e rilassante.

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Piazza Maggioni è invece uno slargo importante della città: qui si sono conosciuti i piccoli Falcone e Borsellino e vi si ritrovavano per giocare insieme. Insieme hanno avviato un’importante battaglia alla mafia palermitana nel secolo scorso. E’ qui situata la lapide del magistrato Falcone.

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Il Teatro Garibaldi, inaugurato dallo stesso condottiero nel 1861, ospiterà l’anno prossimo la biennale dell’arte Manifesta 12. Si terrà dal 16 giugno al 4 novembre. Il titolo sarà “Il giardino planetario. Coltivare la coesistenza”.

Dopo un buon caffè nel bar a fianco, siamo entrati in una falegnameria storica. In Via Maestri d’Acqua abbiamo incontrato Enzo Novara, uno che l’amore per il legno ce l’ha nelle vene. Entrando nella sua bottega, si notano tutte le sue lavorazioni artistiche fatte a mano nel laboratorio a fianco. Decorazioni, attrezzi, forme di animali, lampade, insomma di tutto e di più. Enzo e i suoi colleghi recuperano e riciclano il materiale da vecchi palazzi in stato degradante e compongono bellissimi oggetti.

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Girovagando per Palermo è facile imbattersi in numerose e svariate botteghe artigiane. Oltre cinquanta di queste fanno parte di un’associazione che ha preso piede nel cuore della città: ALAB, che sta per “Associazione Liberi Artigiani Artisti Balarm“. Artisti, artigiani, fotografi, ricercatori, architetti, tutti uniti dallo stesso obiettivo, ovvero riqualificare il centro storico di Palermo, tramite la promozione e la valorizzazione di prodotti autentici.

Le botteghe facenti parte dell’associazione espongono il marchio arancione ALAB sulla porta d’ingresso.

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Segnatevi questi due nomi: Piazza Bellini e Piazza Pretoria.

Mi riferisco a due piazze praticamente attaccate che rappresentano il cuore di Palermo, a due passi dai Quattro Canti dove s’incontrano via Maqueda e il Cassaro.

Piazza Bellini è animata dalla presenza di due chiese che, giuro, prossima volta visiterò assolutamente. Sono la Chiesa di San Cataldo, quella con le tre cupole rosse, e la celebre Chiesa della Martorana. Avrei visto volentieri quest’ultima, ma mi è stato negato l’accesso, dato che si stavano facendo registrazioni televisive.

Basta voltare leggermente, giusto 50 m, per ritrovarsi in Piazza Pretoria, dove ha sede il Municipio, nel Palazzo Pretorio, o Palazzo delle Aquile. Al centro, la splendida Fontana Pretoria, simbolo di Palermo e una delle più belle d’Italia. Essa presenta al centro un putto che versa l’acqua, e tutt’intorno statue rappresentanti figure mitologiche e allegorie dei quattro fiumi. E’ anche chiamata Fontana della Vergogna, poichè sorgeva di fronte a un convento e faceva scandalo alle monache di clausura per via della nudità delle sue statue.

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Cosa visitare a Palermo in un giorno – Quartiere Ballarò

E’ arrivato quindi il momento di entrare in Ballarò, un altro quartiere di Palermo. Prende il nome dal famoso mercato cittadino, forse meno conosciuto rispetto a quello della Vuccirìa, ma di certo più ricco e frequentato. Qui ci siamo fermati per una pausa golosa! Infatti abbiamo provato lo street food palermitano, seduti a un tavolo. Le specialità tipiche sono crocchè, panelle, caponata e infine il celebre pani ca meusa, ossia il panino con la milza, che personalmente mi è piaciuto molto!

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Ballarò è un quartiere decisamente vivo e frequentato, e aggiungerei multietnico, vista la presenza di tante persone provenienti dai paesi africani. Inoltre, perdendosi per i vicoletti, si può notare un pò di decadenza, soprattutto sulle facciate di alcuni palazzi, mentre è obbligatorio fare una tappa presso la Chiesa del Gesù, detta Casa Professa.

Mancano all’appello tante altre chiese che ho tralasciato qui a Palermo, ma Casa Professa mi ha piacevolmente colpito. Un tripudio barocco al suo interno, con decorazioni in marmo su pareti, soffitto, colonne e cappelle. Da restare a bocca aperta!

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La Chiesa del Carmine invece potrete riconoscerla per la sua cupola che svetta ricoperta di maioliche, mentre per una veduta panoramica di Palermo si può salire sulla torre medievale di San Nicolò. Ora comprendete come mai dicevo che un giorno solo non basta per Palermo!

Cosa visitare a Palermo in un giorno – Quartiere Vuccirìa

Tornando verso i Quattro Canti, scendendo una scalinata si arriva al mercato della Vuccirìa, nell’omonimo cantone. Dappertutto troverete righe su questo mercato, ma a dir la verità è meglio Ballarò.

Poche bancarelle, poca vita in Piazza Caracciolo durante la giornata, per poi cambiare registro la sera, quando si riversa qui la gioventù palermitana, a divertirsi tra note musicali e bicchieri di vino tipico, lo zibibbo.

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Consigliabile anche un giro al mercato del Capo, coloratissimo e apprezzatissimo.

La serata invece è stata l’occasione per me di rivedere e salutare, dopo undici anni, un’amica conosciuta in vacanza studio in Inghilterra. Con lei, il suo fidanzato, e i suoi amici, siamo andati prima ad aperitivare, poi a fare un giro per la città. Così ho fatto caso al Teatro Massimo, il primo edificio teatrale lirico d’Italia e il terzo d’Europa per grandezza. Verso la mezzanotte, abbiamo riempito lo stomaco con le tipiche arancine, una delizia da leccarsi i baffi.

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Il mio viaggio in Sicilia in dieci scatti

Neanche una settimana fa si è concluso il mio #SiciliaSuperTour, un viaggio di nove giorni pieni alla scoperta di quella splendida isola che è la Sicilia. In quest’articolo puramente fotografico vi mostro l’esperienza in Sicilia in dieci scatti.

Mi sono lasciato la parte ovest per un viaggio futuro, e sinceramente non vedo l’ora di tornare. Visitare la Sicilia a novembre significa trovare una calma e una pace incredibili, senza la calca di turisti ad affollare le vie e i monumenti delle città. Poi il clima, un clima da sogno per il periodo: 22 gradi di giorno! Solo il penultimo giorno ho beccato la pioggia, per il resto sono sempre stato baciato dal sole. Maniche corte a novembre, capite? Ecco una delle cose che invidio ai siciliani, il fatto di non avere mai le mani congelate!!! Italiani del Nord, noi ne sappiamo qualcosa.

In attesa dei diversi articoli specifici, vi anticipo tutto qua sotto. Poi ditemi se, anche solo guardando le foto, non vi viene voglia di prendere il primo volo per l’isola. Et voilà, la mia Sicilia in dieci scatti.

sicilia in dieci scatti valle dei templi

Valle dei Templi, Agrigento

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Piazza Duomo, Siracusa

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Parco delle Madonie, Palermo

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Cattedrale di San Nicolò, Noto

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Scala dei Turchi, Agrigento

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Piazza Pretoria, Palermo

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Ragusa Ibla, Ragusa

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BamBar, Taormina

sicilia in dieci scatti etna vulcano

Etna

sicilia in dieci scatti modica

Modica