La Bisbal d’Empordà: visite al Castell-Palau e al Museu de la Ceràmica

La collaborazione avvenuta con l’ente turistico Visit La Bisbal mi ha permesso, durante l’avventura in Catalogna, di scoprire La Bisbal d’Empordà, capitale della comarca Baix Empordà. A 29 km da Girona sorge questa cittadina di 10.000 abitanti, conosciuta a livello nazionale per l’antica produzione di ceramiche che si mantiene tutt’ora grazie al lavoro di artigiani locali.

Una breve tappa pomeridiana di poche ore a La Bisbal, segnata da due visite differenti: prima il Castell-Palau e poi il Museu de la Ceràmica.

 

Cosa visitare a La Bisbal d’Empordà

 

 

Castell-Palau

la bisbal d'empordà castell palau

Il Castell-Palau è un ottimo esempio di architettura romana in Catalogna, costruito nell’XI secolo per il vescovo di Girona. E’ stato luogo di assedi e conflitti armati, ed è stato utilizzato diverse volte come prigione, soprattutto durante la Guerra Civile.

la bisbal d'empordà camino castell

Si sviluppa su tre piani: terra, primo nobile e superiore (tetto). Al piano terra si comincia la visita comodamente seduti su una panca, guardando un video che racconta le lotte tra i signori feudali e i vassalli in epoca medievale. Si passa attraverso un’area usata in antichità come stalla per cavalli e muli, poi una prigione e una cantina fino a giungere a una stanza dove si produceva il vino. Le vasche e il lavabo sono stati rinvenuti durante gli scavi archeologici. Quest’ultima parte del Castello ha ospitato per quasi 70 anni l’archivio del Notaio.

Al piano principale una meeting room dove avevano sede i ricevimenti Episcopali, connessa alla Great Hall dalla camera da letto del Vescovo. Lo spazio più grande è quello riservato al banqueting, ossia l’attività di preparazione di cibi e bevande per i banchetti.

la bisbal d'empordà bifore finestre castell

Infine il terzo e ultimo livello, a cui s’accede tramite la scala principale che porta direttamente all’esterno. Qui dal tetto si ha una bellissima vista su La Bisbal d’Empordà e la campagna circostante.

Curiosa la presenza di una piccola cappella romanica, posta proprio sotto il punto più alto dell’edificio. Il mastio, protetto da una merlatura, era il luogo dove il vassallo giurava fedeltà al signore.

la bisbal d'empordà panorama

Orari: da lun a ven 09.30-20 / sab 10-14 e 16.30-20 / dom e festivi 10-14

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Museu de la Ceràmica

la sibal d'empordà terracota museu ceramica

La tradizione radicata e la qualità della ceramica de La Bisbal d’Empordà hanno lasciato un’eredità importante. Il museo si trova in una vecchia fabbrica chiamata Terracotta, fondata nel 1928, dove i componenti adoperati per la produzione della ceramica sono rimasti intatti col passare degli anni (forni, camini, tini per filtrare l’argilla, ecc.).

La terra è il materiale base usato dai vasai per costruire oggetti. Viene recapitata nel massiccio montuoso delle Gavarres, sotto forma di argilla. Questa può essere sia bianca che rossa: la bianca è piuttosto dura e utilizzata per oggetti resistenti, mentre la rossa si caratterizza per la sua plasticità e facilità di modellazione.

la bisbal d'empordà museo terracotta

La ceramica de La Bisbal si distingue per essere fatta con un tornio, cotto una volta sola in un forno a legna, e con tre tipi di finitura diversi: rustica (pezzi per il bestiame), affumicata (per uso domestico) e verniciata (colori come rosso e verde).

la bisbal d'empordà lavori ceramica

Da aprile a luglio 2018 c’è stata un’esposizione temporanea al Museu de la Ceràmica, quella dell’artista catalano Javier Garcés, proveniente proprio dai dintorni della città. I lavori dello scultore colpiscono a primo impatto, per il profondo senso di realismo, visibile sia in visi e corpi umani che in oggetti come asciugamani, block notes, matite.

la bisbal d'empordà sculture ceramica javier garcés

Orari: da settembre a giugno – da mart a ven 10-13 e 16-19 / sab 10-14 e 17-20 / dom e festivi 10-14

Orari: luglio e agosto- da lun a sab 10-14 e 17-20.30 / dom 10-14

 

Per ulteriori informazioni su La Bisbal d’Empordà e in generale la relativa comarca, vi rimando al sito Visit Empordanet.

La Catalogna nei borghi: cosa vedere a Besalú

A una trentina di chilometri da Girona è situato un piccolo borgo medievale di poco più di 2000 abitanti. Siamo nella comarca della Garrotxa, terra di vulcani, paesaggi remoti e villaggi da scoprire. In questo post dunque voglio parlarvi di cosa vedere a Besalú, sperando di invogliarvi a tenerla in considerazione durante un viaggio in Catalogna.

Un ringraziamento va alla guida di Besalú Turisme, impiegata all’Ufficio Turistico, che mi ha accompagnato in giro per il paese, dando vita dunque a questa collaborazione. Purtroppo sono rimasto pochissimo, è stata una breve scappatella da Girona, condita da una violenta pioggia che mi ha diminuito ancora di più il tempo.

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Besalù si presenta così agli occhi delle migliaia di visitatori che annualmente la raggiungono. Un borgo tipicamente medievale, con una struttura molto caratteristica, dall’atmosfera antica e pacata. Ubicato alla confluenza dei fiumi Fluvià e Capellades, Besalú tra il X e il XII secolo fu capitale di una contea autonoma, prima di passare sotto il controllo della Casa di Barcellona. Dal 1966 è sito storico-artistico nazionale.

 

Cosa vedere a Besalú – il Pont Fortificat

Il primo impatto con Besalú si ha attraversando l’antico ponte romanico di otto archi risalente all’XI secolo che porta poi all’ingresso nel borgo. Si chiama Pont Fortificat e durante la sua storia ha subito diverse distruzioni e successivi restauri, l’ultimo dei quali nel 1965. Curiosa la forma di questo ponte costruito in pietra arenaria: il motivo è che i piloni hanno come fondamenta le rocce naturali sul letto del fiume, seguono dunque il loro andamento. Oltre le due torri del ponte si entra nel cuore di Besalú.

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Qui gli amanti della fotografia possono sbizzarrirsi con gli scatti scenografici. E’ uno dei punti più amati in assoluto, proprio per le splendide vedute che offre.

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Cosa vedere a Besalú – Monestir de Sant Pere

Mi sembra scontato dirlo, ma la cosa migliore da fare è perdersi nel groviglio di vicoli lastricati che caratterizzano il borgo, soffermandosi sui numerosi negozietti artigianali di ceramica e spuntando in graziose piazzette. Piazzette, sì, ma anche piazzone, come Plaça de la Llibertat, dov’è situato il Monestir de Sant Pere. Del monastero rimane soltanto la chiesa romanica, oggi la più importante del paese, caratterizzata da due statue di leoni sulla facciata e decorazioni floreali.

A lato del monastero si trova il Museo delle Miniature.

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Cosa vedere a Besalú – Església de Sant Viçenc

Edificata nel XII secolo e ricostruita diverse volte, l’Església de Sant Viçenc presenta una struttura romanica in cui si mescolano diversi stili architettonici. La facciata è ornata da un rosone centrale e portali decorati, mentre l’interno è a tripla navata. E’ l’attuale chiesa parrocchiale di Besalú e una delle più visitate dai turisti.

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Cosa vedere a Besalú – I bagni ebraici

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Uno dei luoghi più caratteristici del villaggio è il Miqvé, scoperto nel 1964, nei pressi di una vecchia sinagoga del 1200. Trattasi di un complesso unico in Spagna e uno dei pochi presenti in Europa. Consiste in antichi bagni ebraici, costruiti in stile romanico, comprendenti una sala sotterranea a cui si accede tramite una scala. Qui avveniva la purificazione degli Ebrei, in occasione di eventi importanti della loro vita. Il rito prevedeva il lavaggio, la preparazione e l’immersione per tre volte nell’acqua.

La comunità ebraica di Besalù, posizionata nell’omonimo quartiere, è stata per secoli ben vista e integrata insieme a quella cristiana, fino a quando non avvenne la persecuzione che liberò il paese dagli Ebrei nel 1436.

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Cosa vedere a Besalú – Casa Cornellà e l’Hospital de Sant Julià

Di questi, come per la chiesa di Sant Viçenc, non ho più le foto, in quanto perse durante lo spostamento sul computer. In ogni caso entrambi meritano un cenno.

Casa Cornellà, o Casa Llaudes, è una casa nobile in stile romanico, costruita alla fine del XII secolo.

L’Hospital de Sant Julià invece è un ex ospedale che all’epoca aveva il compito di servire i tantissimi pellegrini che passavano per il villaggio. Ad oggi è una tappa obbligata anche solo per una foto, grazie allo straordinario portale d’ingresso.

 

Visitare Girona: a spasso per l’antica città romana

Girona, seconda città della Catalogna, è stata soltanto una breve tappa di poche ore durante la mia settimana spagnola. Arrivato al mattino, non prestissimo, ho anche girato almeno venti minuti alla ricerca di un parcheggio libero che poi ho trovato a 1,5 km dal centro. L’ideale sarebbe trascorrere almeno una notte qui, in modo tale da poter godere delle bellezze della città e delle sue tradizioni culinarie in tutta tranquillità, a spasso per le vie pedonali della città. In questo articolo vi consiglio un ottimo modo per visitare Girona, indicato se non si ha molto tempo a disposizione.

Chiamata “la città dei quattro fiumi”, per la confluenza dei torrenti Ter, Guell, Galligants e Onyar, secondo la leggenda pare sia stata fondata dal gigante a tre teste Gerione, ucciso poi da Ercole in una delle sue dodici fatiche. In realtà questa città è stata all’inizio popolata dagli Iberici, subendo in seguito varie dominazioni, tra cui quella Romana. Essa aveva in Gerunda un importante centro commerciale situato sulla Via Augusta, la strada più importante del Mediterraneo, che portava da Roma a Cadice.

Per la scoperta di Girona, ho avviato una piacevole collaborazione con l’Ente del Turismo che mi ha permesso di partecipare a una visita guidata della città. Oltretutto la guida, Maria, era di origini italiane, quindi che volere di più?

 

Visitare Girona – A spasso per l’antica città romana

 

Girona è una città dai due volti, uno antico, sulla riva destra del fiume Onyar, e un altro moderno, dalla parte opposta, in cui però non mi sono soffermato più di tanto. Mi viene solo da segnalare la bella Plaça de la Independéncia, circondata dai portici sui lati e con al centro posizionato il Monumento ai Difensori di Girona. Provate ad alzare lo sguardo e girarvi intorno, vedrete bandiere catalane esposte ovunque, su ogni terrazzo.

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Da lì è veramente un attimo attraversare il Pont d’en Gomez e ritrovarsi nel Barri Vell, il nucleo storico e cuore pulsante di Girona. Qui le strade riducono notevolmente le proprie dimensioni, diventando un misto di vicoli, viuzze, passaggi e corridoi che s’intrecciano. Occorre camminare tenendo gli occhi ben aperti e il naso all’insù, per non perdersi le maestose architetture in pietra grigia della città.

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Visitare Girona – Le Chiese

Il mio primo incontro è stato con l’Església de Sant Feliu, la basilica più antica della città ed una delle più venerate. Vengono conservate qui dentro le prime testimonianze del Cristianesimo in città. E’ situata appena fuori dalle mura antiche di Girona e nel corso nei secoli ha subito diverse distruzioni, per questo motivo dall’esterno ha l’aspetto di una fortezza, con la presenza di merli sotto il tetto. Di fronte alla scalinata che conduce alla chiesa si trova la Lleona, il simbolo della città, che raffigura una leonessa arrampicata su una colonna. Dicono che toccare con la mano il sedere della scultura porti fortuna!

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Se l’esterno appare in stile barocco, visibile nella scalinata e nella facciata principale, non si può dire lo stesso dell’interno, costruito in gotico e romanico. Tra i vari sarcofagi, vi è anche il Sepolcro di San Narciso, vescovo di Girona e diventato martire nel IV secolo.

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Poco distante si trova la splendida Catedral de Santa Maria, che si staglia su Plaça de la Catedral dall’alto di una monumentale scalinata del 1690. Nonostante la facciata barocca, il corpo è in stile gotico. E’ stata costruita nel punto più alto della città, sulle fondamenta di una precedente chiesa romanica del 1030, di cui ancora si può vedere la torre campanaria, detta Torre de Carlemany.

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Quest’imponente edificio possiede una sola navata, la più larga al mondo (23 m), ed è per grandezza la seconda in assoluto, dopo San Pietro in Vaticano. All’interno, ai lati della navata, si aprono le cappelle, dove si trovano altari barocchi e tombe gotiche. Da fotografare pure le bellissime vetrate risalenti al ‘300-‘400.

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Fuori dalle mura ecco due luoghi che fanno parte della visita guidata: il Monastere de Sant Pere de Galligants e la chiesa di Sant Nicolau.

Il Monastero è stato sede fino al XIX secolo di un’importante abbazia. La facciata romanica mostra un portale e un grande rosone, mentre a sinistra si erge un campanile quadrato. L’interno oggi accoglie il Museu d’Arqueologia de Catalunya, dove sono esposti sarcofagi romani, reperti preistorici, tombe gotiche. Dal lato destro si arriva al chiostro, dove le colonne sono sormontate da capitelli decorati con scene del Vangelo.

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La vicina Chiesa di Sant Nicolau è una piccola cappella, senza decorazioni, oggi appartenente al Comune e usata per mostre ed esposizioni.

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Visitare Girona – Bagni Arabi e Passeggiata sulle Mura

Els Banys Arabs, su Carrer Ferran el Catolic, rappresentano un edificio singolare di Girona. Danneggiati e restaurati, sono stati utilizzati pure dai frati cappuccini come dispensa e cucina. Dal 1929 sono pubblici e s’ispirano alle antiche terme romane, nonostante le decorazioni siano in stile orientale. I Bagni Arabi sono quindi formati da tre spazi diversi, per le acque fredde, tiepide e calde, più il forno nel locale attiguo. Salendo su una rampa di scale si arriva al tetto.

 

Dietro la Cattedrale invece consiglio di inoltrarsi nella vecchia Caserma dels Alemanys e salire fino in cima, dove si ha una vista meravigliosa sulla città. Ci troviamo sul Passeig Arqueològic, qui s’innalzano tre grandi torri: la Cornelia, la Julia e la Gironella. La cinta muraria è interamente percorribile a piedi in circa 40 minuti, entrando o uscendo da più punti, e sarebbe una buonissima idea farla al mattino presto, quando la città dorme ancora.

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visitare girona vista mura medievali

 

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Visitare Girona – Il quartiere ebraico e le casette sull’Onyar

Intorno al lastricato Carrer de la Força si snoda l’antico quartiere ebraico, chiamato El Call. Oggi questa zona è una delle più suggestive della città, un dedalo di stradine e scalette ripide che vi riporterà indietro negli anni. Qui gli Ebrei avevano formato una fiorente comunità, preziosa per lo sviluppo di Girona, prima dell’espulsione avvenuta nel 1492. Dove un tempo sorgeva una sinagoga, oggi vi è il Museu d’Historia dels Jueus, ovvero il museo di storia del popolo ebraico, contenente illustrazioni della vita quotidiana degli Ebrei, i loro costumi e le tradizioni.

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BARRIO JUDÍO DE GIRONA

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Ai margini d’El Call, ecco il Pont de Sant Agustì, da cui si ammirano le casas penjades. Mi riferisco alle coloratissime casette affacciate sul riu Onyar. Queste sono proprio un must! Ho scattato davvero un mare di foto a queste case riflesse nel fiume.

visitare girona case onyar

visitare girona casas penjades

Fra i vari ponti che collegano il Barri Vell con la città contemporanea, non si può non citare il Pont de les Peixateries Velles, chiamato anche Pont Eiffel. Esatto, Pont Eiffel, perchè è stato progettato proprio dall’ingegnere francese che ha elaborato il celebre monumento parigino. Lo riconoscerete subito, è rosso ed è stato costruito in ferro.

visitare girona pont eiffel

Cosa vedere a Tossa de Mar, gioiello della Costa Brava

Se si decide di intraprendere un viaggio alla scoperta della Catalogna, non ci si può assolutamente lasciar scappare una tappa a Tossa de Mar. Una distanza di circa un’ora e mezza separa questo antico borgo di pescatori, arroccato su un promontorio a picco sul mare, dalla celebre Barcellona. Tossa de Mar, situata lungo la Costa Brava che arriva quasi fino in Francia, ha un passato importante, essendo nato come insediamento romano col nome di Turissa. Oggi è uno dei posti più frequentati per le sue spiagge cristalline, ma anche per i tratti artistici e culturali che ha saputo mantenere nel corso dei secoli: è l’unica città catalana a possedere un villaggio medievale fortificato. Ecco dunque il mio articolo su cosa fare e cosa vedere a Tossa de Mar.

Ho avuto il piacere di scoprire la cittadina insieme a Cristina dell’Ufficio Turistico, che mi ha portato in giro mostrandomi la vera identità di Tossa. Abbiamo passato un’oretta interessante e divertente, tra spiegazioni, risate e fotografie. Fra l’altro, Cristina parla un ottimo italiano, il che ha facilitato ancora di più la comprensione dei discorsi.

 

Info utili: Come arrivare, Dove alloggiare, Quanto stare

Come arrivare

Sono convinto che la macchina sia il modo migliore per arrivare qui, soprattutto se si opta per un bell’on the road in Catalogna, come ho fatto io. La comodità degli spostamenti, senza limitazioni di orari, è impareggiabile, oltre che la sensazione di libertà provata alla guida. Insomma, da quando ho deciso di provare un’esperienza di noleggio auto in viaggio non ci ho quasi più rinunciato!

E’ bene comunque avvisare che a Tossa de Mar il centro ha un accesso limitato, quindi la soluzione perfetta sarebbe trovare una sistemazione con parcheggio incluso (quasi tutti a pagamento giornaliero però) oppure sperare in buchi miracolosi di posteggi liberi oppure ancora inventarselo. Ecco, io ho optato per le ultime due. Mi è andata bene direi!

Se invece preferite muovervi coi mezzi, nessun problema. Sia da Barcellona che da Girona, le città più vicine, partono gli autobus della compagnia Sarfa che vi porteranno a Tossa.

Dove alloggiare

Spulciando su Booking, ho trovato un alloggio per due notti presso l’Hotel Marina Tossa, posizionato a dieci minuti dal centro storico e dalle spiagge. La struttura è piuttosto moderna, con una bella piscina su cui s’affacciava la mia camera. Bagno privato un pò piccolo e senza finestra, buon wifi e abbondante colazione inclusa, per un totale di circa 80 €.

Quanto stare

Secondo me, una giornata intera ben fatta può andare bene, bella piena eh! Altrimenti, il mio consiglio è di fermarsi un giorno in più per godere di un pò di relax in spiaggia e aperitivi lenti a base di patatas bravas e cerveza.

 

Cosa vedere a Tossa de Mar

 

La Villa Romana

Subito nei pressi dell’ufficio turistico sorgono i resti di un’antica villa romana, Els Ametllers, di cui si venne a conoscenza solo nel 1914. Divisa in due parti, quella superiore dov’erano presenti le terme, la piscina, alcuni mosaici e una fontana, e quella inferiore dove avveniva la coltivazione della vite e la produzione del vino da esportare lungo la costa. Alcune sculture in marmo di Carrara ritrovate sono ora presenti nel Museo Municipale di Tossa de Mar.

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Le fondamenta di questa villa risalgono a un periodo che va dal I secolo a.C. al VI secolo d.C.

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Proprio di fronte alla villa, ha sede il vecchio ospedale di Sant Miquel, costruito per volontà di Tomas Vidal Rei. Quest’uomo, dopo aver fatto fortuna in America, ha donato parte dei suoi guadagni per la realizzazione di quello che oggi è un centro culturale dove avvengono mostre e spettacoli. Subito attaccata la Cappella di Sant Miquel, sfortunatamente chiusa quel giorno.

 

Capella de la Mare de Déu del Socors

Inoltrandosi lungo Carrer La Guardia inizia il grazioso centro storico di Tossa, di stradine caratteristiche su cui s’affacciano casette di calce bianca. In mezzo a questo, spunta dal nulla una chiesetta, la Cappella della Vergine del Soccorso. Dotata di un’unica navata, ha interni molto semplici e luminosi. E’ stata fatta costruire da un marinaio chiamato Antoni Caixa dopo l’intervento della Madonna del Soccorso che l’ha salvato da un naufragio durante un viaggio.

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Església de Sant Vicenç

Per niente distante dalla deliziosa cappella si trova la chiesa principale di Tossa, l’Església de Sant Vicenç. Vent’anni di lavori hanno portato alla costruzione di questa chiesa, in un momento in cui la precedente, situata nella città fortificata, era diventata troppo piccola e scomoda da raggiungere per chi abitava in centro.

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Durante la Guerra Civile di Spagna la chiesa ha subito diversi danneggiamenti, quindi molte sculture ed opere di allora oggi non sono più visibili. Per ovviare a ciò, sono stati fatti dei restauri che hanno comunque restituito al luogo la bellezza di un tempo.

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Sa Roqueta

Poco prima di accedere alla città antica, vale la pena inoltrarsi nel vecchio quartiere di pescatori chiamato Sa Roqueta. Ad accogliervi un dedalo di pittoresche viuzze che s’intrecciano, dove il tempo sembra essersi fermato e i dettagli fioriti di porte e finestre si prestano volentieri agli scatti dei visitatori curiosi.

Passeggiando nel quartiere s’incontra Can Ganga, uno dei primi agriturismi a Tossa appena fuori dalle mura di difesa. All’interno vi è una dispensa perfettamente conservata e scavata nella roccia.

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Casa Sans

Oggi corrisponde all’Hotel Diana ed è una bellissima casa modernista di inizio ‘900. La progettazione è stata affidata dal proprietario Joan Sans ad Antoni de Falguera, discepolo di Gaudì. L’edificio ha la facciata esterna rivolta verso il mare, con i doccioni a raffigurare le quattro stagioni, mentre gli interni sono decisamente eleganti, con belle vetrate, un camino e una fontana con la scultura di Diana.

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La Vila Vella

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Se Tossa de Mar è il paese che più mi ha colpito del viaggio catalano un motivo c’è ed è anche valido: la Vila Vella.

Già la Vila Nova, ossia la “città nuova”, descritta finora può essere un ottimo motivo per una piacevole gita; in più la presenza della città medievale fortificata rappresenta il vero fiore all’occhiello di Tossa. Forse questa cittadina è l’unica a racchiudere tutte le aspettative che avevo prima della partenza.

Dichiarata Monumento Storico-Artistico Nazionale nel 1931, la Vila Vella ha saputo conservare in gran parte le mura perimetrali originali, percorribili a piedi, con quattro grandi torri e tre torri cilindriche. Le più famose sono quella de Joanàs che domina la baia, quella de Las Horas che possedeva un orologio pubblico e infine quella de Codolar, immediatamente sopra la spiaggetta omonima. Quella che vediamo ora non è la struttura originaria risalente al XII secolo, ma una ricostruzione avvenuta nel 1387 per difendersi meglio dagli attacchi dei pirati.

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Tramite questo arco, situato in Plaça d’Armes, si entra nel caratteristico intreccio di vicoletti che forma la città vecchia, tra case in pietra, bouganville e porticine colorate. Difficile non fermarsi nei deliziosi locali che s’incontrano lungo il cammino, per riforcillarsi dopo il tour della città. Tra questi consiglio il Bar La Lluna (Carrer Abat Oliba 10), dotato di tavolini all’aperto disposti su una scalinata. Ho cenato qui la prima sera: pane tostato con olive nere spalmate e tapas a base di botifarra, salsiccia tipica della Catalogna.

cosa vedere a tossa de mar dettagli città vecchia

cosa vedere a tossa de mar botifarra tapas

cosa vedere a tossa de mar buco diavolo

Provate anche voi l’esperienza di accucciarvi quasi fino a terra per passare attraverso il buco del diavolo e godervi la splendida spiaggia Es Codolar. In questa piccola caletta, completamente riparata sui tre lati e bagnata da un’acqua pulitissima, si rifugiavano i pescatori per continuare la propria attività durante le ondate di maltempo.

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E’ nella Vila Vella che si trova una delle attrazioni più visitate, la Casa del Governador, che oggi ospita il museo cittadino. Sono qui raccolti mosaici, vasi, sculture e opere di artisti che negli anni ’30 si erano stabiliti in questa città, attratti dal suo grande fascino. Il famoso pittore Marc Chagall l’ha definita “Il paradiso blu”.

Salendo invece fino quasi in cima, si arriva alla vecchia chiesa di Sant Vicenç, costruita in tardo gotico sopra precedenti fondamenta romaniche. Ad oggi ne è rimasto solo l’abside e la sacrestia. Poco più su una volta sorgeva il castello, mentre adesso c’è un faro, da cui si ha una vista pazzesca sulla Costa Brava.

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Cos’altro fare a Tossa? Rilassarsi!

Dai, a chi non piace, durante un viaggio, prendersi momenti di relax e tranquillità, magari dopo aver passato diverse ore a visitare un posto? Penso a tutti! E’ quello che ho fatto io l’ultimo giorno prima del ritorno. Complice la bella giornata, dopo la mattinata in giro a far foto e scoprire le bellezze che vi ho raccontato, ho trascorso il pomeriggio con amici italiani che non vedevo da un bel pezzo, tra aperitivi lenti e qualche ora di sole nella Platja Gran, proprio ai piedi delle mura.

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Concludo il post con l’ultima cena del viaggio, consumata al Restaurant Victor, prenotato con l’app The Fork (a proposito, la usate pure voi?). In questo locale ho deciso di assaggiare una delle specialità del posto, il Cim-i-Tomba, uno stufato di pesce realizzato dai pescatori sin dai tempi antichi con gli avanzi del pescato.

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Allora, vi ho dato un buon motivo per inserirla in lista? 😉

Fatemelo sapere nei commenti!

Impressioni e sensazioni post viaggio in Catalogna

Dopo due giorni di ripresa, fisica e mentale, voglio raccontare brevemente le mie impressioni e le sensazioni post viaggio in Catalogna. Prima di partire ho scritto un post riguardo le mie aspettative sul viaggio: ora posso dire che siano state in parte rispettate.

catalogna impressioni post viaggio calella de palafrugell

Impressioni e sensazioni post viaggio in Catalogna

Credo fortemente che la Catalogna sia una terra da scoprire, che puó offrire diverse esperienze, a livello di spiagge, città, borghi, sport.
Purtroppo tre giorni su cinque il tempo ha un pó condizionato i miei programmi. Cielo grigio, con qualche schiarita e improvvisi acquazzoni. Mi aspettavo di meglio in questo senso, per essere giugno!
Ma si tratta di una stagione strana.. come in Italia, anche qui non è andata benissimo.
Per fortuna gli ultimi due giorni è uscito un bel sole e ho potuto abbinare alla visita dei borghi anche un pó di spiaggia rilassante.
Sabato in particolare ho incontrato amici della Liguria che non vedevo da almeno due anni!

Mi ha fatto un grande piacere scoprire città e villaggi delle comarche della provincia di Girona, grazie anche ad alcune visite guidate in collaborazione con l’Ufficio del Turismo (a Girona, La Bisbal, Besalù e Tossa de Mar). Tra le note negative c’è sicuramente la compagnia aerea, Vueling, con voli in ritardo sia all’andata che al ritorno, e l’autonoleggio Firefly, con macchina consegnata già danneggiata.

catalogna impressioni post viaggio girona

Info generali circa la Catalogna

Stagione matta a parte, questo è un ottimo periodo per visitare la Catalogna. Si sta benissimo di giorno in maniche corte, con un maglioncino la sera.
Le località sono poco battute, specialmente quelle più vicine alla Francia e l’entroterra. A Tossa invece ho trovato più confusione, con tanti tedeschi, inglesi e olandesi.
I prezzi sono nella media e la macchina è un mezzo perfetto per girare la regione, oltretutto la benzina per esempio costa un bel pó meno che da noi.
Come gente e cordialità nulla da eccepire, mi sono trovato alla grande. Anche circa lingua, il catalano è molto simile all’italiano; se si hanno problemi, ci si capisce comunque, tramite lo spagnolo e l’inglese.

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Ottime esperienze pure all’Hotel Can Català di L’Escala, a cinque minuti dal mare, con bagno privato, parcheggio e colazione inclusi (140€ x 4 notti) e all’Hotel Marina Tossa di Tossa de Mar, con bagno privato, colazione e piscina inclusi, a quindici minuti dal centro (80€ x 2 notti).