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Langa del Barbaresco: 3 borghi da visitare

Dichiarato Patrimonio Unesco nel 2014, il territorio delle Langhe è ormai desiderio di fiumi di turisti, italiani e non. Un susseguirsi di dolci colline di vigneti, dall’andamento sinuoso e irregolare, da cui hanno origine famosi vini della regione Piemonte, come Nebbiolo, Barbaresco, Barolo, Barbera. Queste “lingue di terra” -da qui il termine Langhe- rappresentano una zona alta fra i 450 e gli 800 metri, compresa tra due fiumi, il Bormida e il Tanaro. La mia vicinanza al territorio mi ha permesso una domenica di raggiungere prima la bella città medievale di Alba in un’ora e un quarto di macchina, per poi spostarmi nella vicina Langa del Barbaresco, posizionata ad est, verso le colline del Moscato.

Io non sono un grande patito di vini, anzi, però le Langhe non sono solo questo. Ci sono innumerevoli cantine, è vero, ma ciò che attrae sono anche i caratteristici borghi e una buona dose di castelli, da cui ammirare quest’affascinante porzione di Piemonte.

Nell’articolo racconterò della mia esperienza nei 3 borghi che caratterizzano la Langa del Barbaresco: Treiso, Neive e appunto Barbaresco.

 

Langa del Barbaresco: 3 borghi da visitare

Barbaresco

Il paese che dà il nome al vino e a questa parte di Langa è la mia prima tappa. Distante solo 7 km da Alba, si presenta ai miei occhi semicoperta dalla nebbia. Nebbia che mi accompagnerà, giustamente devo dire, per quasi tutto il corso della giornata.

Il centro storico di Barbaresco, abitato da quasi 700 anime, è attraversato da una strada principale, Via Torino. Si parte con la chiesa sconsacrata di San Donato, che oggi ospita l’Enoteca Regionale, e si arriva alla Torre, simbolo del paese.

langa del barbaresco finestre dettagli

Lungo il corto tragitto mi fermo alle bancarelle a bordo strada. Ne approfitto per acquistare un fantastico formaggio al tartufo (siamo nel periodo della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba) e un salame al Barbaresco. Ora penso che avrei dovuto prenderne a quintali: una delizia per il palato.

Decido dunque di salire sulla Torre. Costruita alla fine dell’XI secolo, faceva parte di un sistema di fortificazioni nate per contrastare gli attacchi dei Saraceni nemici. Posta su un basamento di pietra arenaria, è alta 36 metri e in cima presenta ancora le merlature del passato. Si sale tramite un ascensore esterno che porta direttamente all’ingresso e quindi alla biglietteria. Qualche piano e si arriva in vetta, da cui il panorama, nelle giornate limpide, spazia fino ai vicini territori di Roero e Monferrato.

langa del barbaresco vista torre borgo

La Torre è aperta tutti i giorni, esclusi 25 e 26 dicembre, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Costo d’accesso 5€.

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Per la foto qui sopra, prendo una piccola deviazione vicino all’Enoteca e comincio a scendere giù. Non so bene dove stia andando, assolutamente a caso, ma pian piano che scendo mi accorgo di avere una bellissima e pulita visuale su Barbaresco e i vigneti. Una scelta non programmata, fatta sul momento, che poi si è rivelata ottima.

Dopo aver telefonato a tutti i locali del borgo chiedendo se c’era un posto libero per mangiare e avendo ricevuto sempre picche, decido di rimandare il pranzo.

 

Neive

Pranzo rimandato, ok, ma solo di dieci minuti. Arrivo a Neive, uno dei borghi più belli d’Italia, dove il bar Da Lele mi dà il benvenuto con un piatto di tajarin al ragù di carne e un semifreddo al torroncino. Ora sì che sono soddisfatto!

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Il mio giro nella Langa del Barbaresco prosegue dunque con un delizioso borgo, curato e profumato.

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Neive deve il suo nome alla primaria famiglia romana che si è insediata qui, la Gens Naevia. Divisa in parte alta e bassa, mantiene un centro storico di grande impatto, caratterizzato da pittoresche viuzze che s’intersecano. Le casette in pietra dalle tegole rosse, addossate l’una all’altra, fanno il resto. Questa è la Neive Alta, ricca di palazzi e dimore appartenute a famiglie nobili e ora sede di celebri cantine, come la Casa dei Conti di Castelborgo.

Altri punti d’interesse sono l’abitazione più antica di Neive, ossia Casa Cotto, dotata di una torretta che però adesso non c’è più, e la Torre dell’Orologio, risalente al 1200.

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Verso la fine della giornata, scelgo di andare a vedere una delle particolarità che distinguono il Piemonte: le panchine giganti. The Big Benches, conoscete? Un progetto ideato dal designer americano Chris Bangle, dal 2009 cittadino di Clavesana, che ha fatto installare delle grandi panchine colorate in svariati luoghi della regione.

A Neive ce n’è una verde, immersa tra i vigneti di Nebbiolo, che si raggiunge tramite una camminata a piedi. C’è proprio un cartello con scritto che se si vuole visitare la panchina, bisogna camminare. Dura circa una decina di minuti la passeggiata, il tempo di infangarmi per bene scarpe e jeans. Raggiungo la panchina e la nebbia regna sovrana. Non ci salgo nemmeno sopra, è tutta bagnata. A scendere si scivola che è un piacere, ma per fortuna a sto giro non finisco per terra (cosa che mi succede tranquillamente).

Insomma, non proprio una grande avventura, però volevo andarci assolutamente, non ne avevo mai vista una dal vivo.

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→ Leggi anche: Un salto a Mondovì, città del tempo

Treiso

L’ultimo dei 3 borghi facenti parte del tour giornaliero nella Langa del Barbaresco è Treiso. C’è da dire che qui mi fermo davvero pochissimo, il tempo di scattare qualche foto, prima che cominci a piovere con insistenza e si faccia buio.

“Da quella piazzetta si domina un po’ di Langa a sinistra e a destra le colline dell’Oltretanaro dopo le quali c’è la pianura in fondo a cui sta la grande città di Torino. I vapori del mattino si alzavano adagio e le colline apparivano come se si togliesse loro un vestito da sotto in su.” Così dice di Treiso il famoso scrittore Beppe Fenoglio, originario di Alba.

Insomma, credo di dover tornare per assaporare le sensazioni descritte da Fenoglio. Il meteo, quel giorno, non mi ha permesso di farlo.

langa del barbaresco paese treiso

Ciò che contraddistingue Treiso dagli altri borghi è la Rocca dei Sette Fratelli. All’improvviso le distese di vigneti s’interrompono bruscamente, si apre una voragine enorme, creata dalla costante azione delle acque che hanno frantumato le colline.

Aleggia una leggenda riguardo a quest’abisso. Pare che un giorno ci fossero sette fratelli a falciare l’erba in un prato. Per pranzo la sorella portò loro un piatto piuttosto povero, perchè era venerdì e quindi giorno d’astinenza. Decisamente affamati e arrabbiati per le magre porzioni di cibo, cominciarono a inveire contro di lei e contro Dio. Al passaggio di un sacerdote, rifiutarono l’invito della sorella a inginocchiarsi e continuarono con le bestemmie. Ad un certo punto il terreno sotto i loro piedi franò e si aprì un buco, in cui caddero i fratelli, mentre la sorella si salvò rimanendo ferma su una lingua di terra.

La Rocca dei Sette Fratelli è anche una tappa del percorso della Strada Romantica delle Langhe e del Roero.

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Si conclude qui la mia domenica passata nella Langa del Barbaresco, una fettina di territorio che merita sicuramente una visita. Magari in una giornata di sole 😉

10 commenti

  • Stefania

    Sai che non ricordo se sono stata a Neive, sicuramente mai a Barbaresco perciò devo rimediare visto che spesso sono da quelle parti a casa del mio fidanzato 🙂

  • Silvia The Food Traveler

    Pietro, devi tornare quando ha nevicato! Lo spettacolo dell’Alta Langa sotto la neve è qualcosa che ti toglie il fiato (o comunque a me fa questo effetto): c’è un po’ un’atmosfera da Grande Inverno, con il freddo, l’aria gelida e il profumo di legna bruciata nei camini. Lo so che a parole non sembra il massimo, ma devi provare per credere!

    • pietrolley

      Proveró quest’inverno allora 😊 grazie del suggerimento!
      Per Alta Langa intendi proprio la zona più vicina alla Liguria o volevi dire quella nei pressi di Alba?

  • Simona

    Una zona che purtroppo non ho ancora visto dal vivo. Ma hai messo insieme, borghi meravigliosi, panorami assicurati, cibo da leccarsi i baffi e ante tanta unicità. Come si fa a non voler partire adesso? 😉

    • pietrolley

      Adesso no dai, peró un mese e mezzo fa.. sarebbe perfetto! Pieno autunno, colori meravigliosi e anche meno freddo 😁 ottobre è il mese ideale… il problema è che st’autunno è stato un pó anomalo da me, ha piovuto molto! Nel weekend poi è un classico.. magari fa bello da lunedì a venerdì, sabato e domenica viene giù il diluvio 😂
      Grazie della visita, ti auguro comunque di farti qualche giorno nelle Langhe in futuro se puoi, è una bellissima terra!

  • SIMONA PASQUINO

    Non sono una grande amante del vino ma le Langhe esercitano senza ombra di dubbio un grande fascino su di me. Le distese di vigneti con i colori dell’autunno ed una leggera foschia devono essere uno spettacolo per gli occhi!

    • pietrolley

      Leggera peró Simo, leggerissima 😂
      Sono un territorio da visitare, assolutamente. Ci sono un sacco di castelli sai? E tanti borghi dove il tempo sembra si sia fermato! 😊

  • Ale e Kiki

    Tre borghi fantastici e un’intera area dove perdersi tra panorami e cibo spaziale: sì, direi proprio che ci hai convinto Pietro, presto si parte in direzione Langhe!!

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