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Visitare Girona: a spasso per l’antica città romana

Girona, seconda città della Catalogna, è stata soltanto una breve tappa di poche ore durante la mia settimana spagnola. Arrivato al mattino, non prestissimo, ho anche girato almeno venti minuti alla ricerca di un parcheggio libero che poi ho trovato a 1,5 km dal centro. L’ideale sarebbe trascorrere almeno una notte qui, in modo tale da poter godere delle bellezze della città e delle sue tradizioni culinarie in tutta tranquillità, a spasso per le vie pedonali della città. In questo articolo vi consiglio un ottimo modo per visitare Girona, indicato se non si ha molto tempo a disposizione.

Chiamata “la città dei quattro fiumi”, per la confluenza dei torrenti Ter, Guell, Galligants e Onyar, secondo la leggenda pare sia stata fondata dal gigante a tre teste Gerione, ucciso poi da Ercole in una delle sue dodici fatiche. In realtà questa città è stata all’inizio popolata dagli Iberici, subendo in seguito varie dominazioni, tra cui quella Romana. Essa aveva in Gerunda un importante centro commerciale situato sulla Via Augusta, la strada più importante del Mediterraneo, che portava da Roma a Cadice.

Per la scoperta di Girona, ho avviato una piacevole collaborazione con l’Ente del Turismo che mi ha permesso di partecipare a una visita guidata della città. Oltretutto la guida, Maria, era di origini italiane, quindi che volere di più?

 

Visitare Girona – A spasso per l’antica città romana

 

Girona è una città dai due volti, uno antico, sulla riva destra del fiume Onyar, e un altro moderno, dalla parte opposta, in cui però non mi sono soffermato più di tanto. Mi viene solo da segnalare la bella Plaça de la Independéncia, circondata dai portici sui lati e con al centro posizionato il Monumento ai Difensori di Girona. Provate ad alzare lo sguardo e girarvi intorno, vedrete bandiere catalane esposte ovunque, su ogni terrazzo.

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Da lì è veramente un attimo attraversare il Pont d’en Gomez e ritrovarsi nel Barri Vell, il nucleo storico e cuore pulsante di Girona. Qui le strade riducono notevolmente le proprie dimensioni, diventando un misto di vicoli, viuzze, passaggi e corridoi che s’intrecciano. Occorre camminare tenendo gli occhi ben aperti e il naso all’insù, per non perdersi le maestose architetture in pietra grigia della città.

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Visitare Girona – Le Chiese

Il mio primo incontro è stato con l’Església de Sant Feliu, la basilica più antica della città ed una delle più venerate. Vengono conservate qui dentro le prime testimonianze del Cristianesimo in città. E’ situata appena fuori dalle mura antiche di Girona e nel corso nei secoli ha subito diverse distruzioni, per questo motivo dall’esterno ha l’aspetto di una fortezza, con la presenza di merli sotto il tetto. Di fronte alla scalinata che conduce alla chiesa si trova la Lleona, il simbolo della città, che raffigura una leonessa arrampicata su una colonna. Dicono che toccare con la mano il sedere della scultura porti fortuna!

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Se l’esterno appare in stile barocco, visibile nella scalinata e nella facciata principale, non si può dire lo stesso dell’interno, costruito in gotico e romanico. Tra i vari sarcofagi, vi è anche il Sepolcro di San Narciso, vescovo di Girona e diventato martire nel IV secolo.

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Poco distante si trova la splendida Catedral de Santa Maria, che si staglia su Plaça de la Catedral dall’alto di una monumentale scalinata del 1690. Nonostante la facciata barocca, il corpo è in stile gotico. E’ stata costruita nel punto più alto della città, sulle fondamenta di una precedente chiesa romanica del 1030, di cui ancora si può vedere la torre campanaria, detta Torre de Carlemany.

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Quest’imponente edificio possiede una sola navata, la più larga al mondo (23 m), ed è per grandezza la seconda in assoluto, dopo San Pietro in Vaticano. All’interno, ai lati della navata, si aprono le cappelle, dove si trovano altari barocchi e tombe gotiche. Da fotografare pure le bellissime vetrate risalenti al ‘300-‘400.

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Fuori dalle mura ecco due luoghi che fanno parte della visita guidata: il Monastere de Sant Pere de Galligants e la chiesa di Sant Nicolau.

Il Monastero è stato sede fino al XIX secolo di un’importante abbazia. La facciata romanica mostra un portale e un grande rosone, mentre a sinistra si erge un campanile quadrato. L’interno oggi accoglie il Museu d’Arqueologia de Catalunya, dove sono esposti sarcofagi romani, reperti preistorici, tombe gotiche. Dal lato destro si arriva al chiostro, dove le colonne sono sormontate da capitelli decorati con scene del Vangelo.

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La vicina Chiesa di Sant Nicolau è una piccola cappella, senza decorazioni, oggi appartenente al Comune e usata per mostre ed esposizioni.

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Visitare Girona – Bagni Arabi e Passeggiata sulle Mura

Els Banys Arabs, su Carrer Ferran el Catolic, rappresentano un edificio singolare di Girona. Danneggiati e restaurati, sono stati utilizzati pure dai frati cappuccini come dispensa e cucina. Dal 1929 sono pubblici e s’ispirano alle antiche terme romane, nonostante le decorazioni siano in stile orientale. I Bagni Arabi sono quindi formati da tre spazi diversi, per le acque fredde, tiepide e calde, più il forno nel locale attiguo. Salendo su una rampa di scale si arriva al tetto.

 

Dietro la Cattedrale invece consiglio di inoltrarsi nella vecchia Caserma dels Alemanys e salire fino in cima, dove si ha una vista meravigliosa sulla città. Ci troviamo sul Passeig Arqueològic, qui s’innalzano tre grandi torri: la Cornelia, la Julia e la Gironella. La cinta muraria è interamente percorribile a piedi in circa 40 minuti, entrando o uscendo da più punti, e sarebbe una buonissima idea farla al mattino presto, quando la città dorme ancora.

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Visitare Girona – Il quartiere ebraico e le casette sull’Onyar

Intorno al lastricato Carrer de la Força si snoda l’antico quartiere ebraico, chiamato El Call. Oggi questa zona è una delle più suggestive della città, un dedalo di stradine e scalette ripide che vi riporterà indietro negli anni. Qui gli Ebrei avevano formato una fiorente comunità, preziosa per lo sviluppo di Girona, prima dell’espulsione avvenuta nel 1492. Dove un tempo sorgeva una sinagoga, oggi vi è il Museu d’Historia dels Jueus, ovvero il museo di storia del popolo ebraico, contenente illustrazioni della vita quotidiana degli Ebrei, i loro costumi e le tradizioni.

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BARRIO JUDÍO DE GIRONA

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Ai margini d’El Call, ecco il Pont de Sant Agustì, da cui si ammirano le casas penjades. Mi riferisco alle coloratissime casette affacciate sul riu Onyar. Queste sono proprio un must! Ho scattato davvero un mare di foto a queste case riflesse nel fiume.

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Fra i vari ponti che collegano il Barri Vell con la città contemporanea, non si può non citare il Pont de les Peixateries Velles, chiamato anche Pont Eiffel. Esatto, Pont Eiffel, perchè è stato progettato proprio dall’ingegnere francese che ha elaborato il celebre monumento parigino. Lo riconoscerete subito, è rosso ed è stato costruito in ferro.

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10 commenti

  • Charo Errando

    Grazie mille per questo articolo molto completo e le foto di Girona. Lo condivideremo anche sui nostri social network!
    Speriamo di vederti presto a Girona.
    Saluti!

  • L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Ultimamente ne ho sentito parlare parecchio sul web di Girona, ma non ho mai approfondito più di tanto. Invece merita parecchio fra storia, cultura e architettura vedo degli scorci carinissimi.
    E vedo anche che hai beccato giornate coperte…e per fortuna direi visto che la calura spagnola è leggendaria! 😛

    • pietrolley

      Vero, sono andato pure in un periodo ancora buono, a inizio giugno! Io invece speravo nel sole.. il grigio mi mette una tristezza!!!
      Se ne parla molto ma viene vista soprattutto come meta di passaggio. Invece se si prendono due giorni per questa città, ne vale la pena!
      Grazie della visita 😊

  • Katja

    In Spagna non ci sono mai andata ma è una di quelle mete che prima o poi dovrò visitare!

    Girona la collego soprattutto per l’aeroporto: di solito i voli per Barcellona finiscono sempre lì. Ma a vedere le tue foto e leggendo i tuoi racconti, non mi aspettavo una città così carina!

  • Paola

    Ero andata a Girona parecchi anni fa e a parte i Bagni Arabi non mi era piaciuta per nulla. Devo ammettere però che la tua descrizione me l’ha fatta apprezzare decisamente di più, si vede che sta facendo uno sforzo in direzione del turismo!

    • pietrolley

      Allora rapirmi non mi ha rapito, credo non ci tornerei!
      Peró è carina secondo me, molto legata al passato… Poi vabbè io mi ero fissato sulle casette colorate riflesse nell’Onyar!

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